Il lavoro esamina cinque termini significativi dal punto di vista critico letterario presenti in alcune commedie dell'autore greco Aristofane. Il lavoro si articola in schede dedicate ciascuna ad un termine utilizzato nelle commedie dell’Ateniese e presente nei testi di autori contemporanei o posteriori (dai Tragici a Gorgia, da Platone ad Aristotele) con connotazioni specifiche in ambito tecnico. La tesi, che nei primi due anni di dottorato aveva preso forma, in questo terzo anno assume una struttura definitiva divisa in tre macro-sezioni dedicate rispettivamente alla commedia, alla tragedia e al piacere della rappresentazione. La prima parte sulla commedia comprende l’analisi degli aggettivi αἰσχρός e γελοῖος per lo più nelle loro forme sostantivate; nella sezione dedicata alla tragedia, invece, sono stati analizzati l’aggettivo σπουδαῖος e il sostantivo ἁμαρτία; l’ultima parte è infine dedicata allo studio del termine ἡδονή. Le singole schede si dividono a loro volta in sezioni che, a partire da Aristofane per giungere fino ad Aristotele, analizzano autore per autore e epoca per epoca i diversi significati ed usi che il termine in questione assume di volta in volta. Le conclusioni alle quali sono giunta non sono univoche. I termini analizzati mostrano aspetti interessanti da diversi punti di vista: mentre, per esempio, in alcune occasioni il legame tra Aristofane e la letteratura più tecnica degli autori successivi (in particolare di Aristotele) risulta piuttosto evidente, in altre la parola in questione rivela un’evoluzione tanto rapida da assumere sfumature di significato diverse anche a pochi decenni di distanza. I casi di σπουδαῖος ed ἁμαρτία sono i più emblematici da questo punto di vista. I due termini, infatti, tra il V e il IV secolo subiscono significative mutazioni di significato, che permettono un loro utilizzo in ambiti diversi e con diverse intenzioni.
SU ALCUNI TERMINI DI CRITICA LETTERARIA: IL CONTRIBUTO DI ARISTOFANE
MADRIGALI, CLAUDIA
2011
Abstract
Il lavoro esamina cinque termini significativi dal punto di vista critico letterario presenti in alcune commedie dell'autore greco Aristofane. Il lavoro si articola in schede dedicate ciascuna ad un termine utilizzato nelle commedie dell’Ateniese e presente nei testi di autori contemporanei o posteriori (dai Tragici a Gorgia, da Platone ad Aristotele) con connotazioni specifiche in ambito tecnico. La tesi, che nei primi due anni di dottorato aveva preso forma, in questo terzo anno assume una struttura definitiva divisa in tre macro-sezioni dedicate rispettivamente alla commedia, alla tragedia e al piacere della rappresentazione. La prima parte sulla commedia comprende l’analisi degli aggettivi αἰσχρός e γελοῖος per lo più nelle loro forme sostantivate; nella sezione dedicata alla tragedia, invece, sono stati analizzati l’aggettivo σπουδαῖος e il sostantivo ἁμαρτία; l’ultima parte è infine dedicata allo studio del termine ἡδονή. Le singole schede si dividono a loro volta in sezioni che, a partire da Aristofane per giungere fino ad Aristotele, analizzano autore per autore e epoca per epoca i diversi significati ed usi che il termine in questione assume di volta in volta. Le conclusioni alle quali sono giunta non sono univoche. I termini analizzati mostrano aspetti interessanti da diversi punti di vista: mentre, per esempio, in alcune occasioni il legame tra Aristofane e la letteratura più tecnica degli autori successivi (in particolare di Aristotele) risulta piuttosto evidente, in altre la parola in questione rivela un’evoluzione tanto rapida da assumere sfumature di significato diverse anche a pochi decenni di distanza. I casi di σπουδαῖος ed ἁμαρτία sono i più emblematici da questo punto di vista. I due termini, infatti, tra il V e il IV secolo subiscono significative mutazioni di significato, che permettono un loro utilizzo in ambiti diversi e con diverse intenzioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/128437
URN:NBN:IT:UNIPI-128437