In Toscana i Certosini comparvero solo nel secolo XIV con sette certose, di cui tre senesi, una a Firenze , una a Lucca, una a Pisa e nell’isola della Gorgona, un caso unico nel panorama non solo italiano, ma anche europeo. In Italia l’Ordine certosino aveva avuto un’espansione lenta, ma progressiva dalla fine del secolo XI in Calabria al XII e XIII secolo in area piemontese. Tutte queste certose nacquero per volontà di esponenti dell’aristocrazia e dei ceti più elevati o mercantili, a questa costante non sfugge il caso toscano. La storia dei Certosini in Toscana nel XIV secolo si intreccia con il legame con la casa d’Angiò, il papato avignonese e ruoli politici di potenti famiglie, tra le prime i Petroni di Siena, il gran siniscalco Niccolò Acciaioli, il mercanti senese Niccolò Cinughi e il mercante lucchese Gardo di Bartolomeo Aldibrandi, la Curia arcivescovile pisana e il mercante Pietro Mirante della Vergine. . Tutte figure e potenze sociali ed economiche ai quali il prestigio di un Ordine così raffinato e rigoroso non poteva che aggiungere onore e visibilità. Importanti furono anche le figure culturali e religiose di rilievo che entrarono in contatto con i Certosini proprio nella Toscana trecentesca, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio con Niccolò Acciaioli, lo stesso Petrarca con il mercante Nicolosio Bartolomei di Lucca, figlio di Gardo, Santa Caterina da Siena con i Certosini delle tre certose senesi, di Calci e della Gorgona. La ricerca ha analizzato le fonti fino alla fine del Trecento, ma ha tenuto conto delle linee generali di successivo sviluppo o delle precedenti per il monastero della Gorgona, unico insediamento sorto da un cenobio benedettino. Infine, i primi due capitoli sono un resoconto fino ad oggi della storiografia sull’Ordine e sulla geografia europea ed extraeuropea che lo riguarda
L'ingresso e l'affermazione dell'Ordine Certosino in Toscana nel secolo XIV
GIULIANI, GABRIELLA
2011
Abstract
In Toscana i Certosini comparvero solo nel secolo XIV con sette certose, di cui tre senesi, una a Firenze , una a Lucca, una a Pisa e nell’isola della Gorgona, un caso unico nel panorama non solo italiano, ma anche europeo. In Italia l’Ordine certosino aveva avuto un’espansione lenta, ma progressiva dalla fine del secolo XI in Calabria al XII e XIII secolo in area piemontese. Tutte queste certose nacquero per volontà di esponenti dell’aristocrazia e dei ceti più elevati o mercantili, a questa costante non sfugge il caso toscano. La storia dei Certosini in Toscana nel XIV secolo si intreccia con il legame con la casa d’Angiò, il papato avignonese e ruoli politici di potenti famiglie, tra le prime i Petroni di Siena, il gran siniscalco Niccolò Acciaioli, il mercanti senese Niccolò Cinughi e il mercante lucchese Gardo di Bartolomeo Aldibrandi, la Curia arcivescovile pisana e il mercante Pietro Mirante della Vergine. . Tutte figure e potenze sociali ed economiche ai quali il prestigio di un Ordine così raffinato e rigoroso non poteva che aggiungere onore e visibilità. Importanti furono anche le figure culturali e religiose di rilievo che entrarono in contatto con i Certosini proprio nella Toscana trecentesca, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio con Niccolò Acciaioli, lo stesso Petrarca con il mercante Nicolosio Bartolomei di Lucca, figlio di Gardo, Santa Caterina da Siena con i Certosini delle tre certose senesi, di Calci e della Gorgona. La ricerca ha analizzato le fonti fino alla fine del Trecento, ma ha tenuto conto delle linee generali di successivo sviluppo o delle precedenti per il monastero della Gorgona, unico insediamento sorto da un cenobio benedettino. Infine, i primi due capitoli sono un resoconto fino ad oggi della storiografia sull’Ordine e sulla geografia europea ed extraeuropea che lo riguarda| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/128484
URN:NBN:IT:UNIPI-128484