Questo lavoro di tesi consiste in un commento della pièce dannunziana Le martyre de saint Sébastien (1911), in particolare dal punto di vista della componente intertestuale dell’opera. Il carattere innegabilmente metaletterario della pièce è analizzato facendo ricorso al riesame degli ipotesti tradizionalmente riconosciuti dalla critica dannunziana, al fine di stabilirne l’impatto sulla creazione dell’opera, affiancati dall’inviduazione di nuovi modelli testuali. Le fonti reperite possono essere raggruppate in due serie, che si presentano in costante interazione: da un lato i testi medievali, in particolare quelli agiografici, con un interesse precipuo per la drammaturgia francese del basso Medioevo, e fra i quali si possono annoverare i rami più antichi della tradizione sebastianea; dall’altro lato la letteratura simbolista e decadente. A tali due serie vanno aggiunti altri ipotesti a carattere documentario: dizionari, repertori storici, agiografici e lessicali, opere erudite, monografie tematiche di storia delle religioni, sulle leggende medievali della Veronica e della santa Sindone, sul teatro liturgico. L’interazione fra queste differenti matrici culturali permette di comprendere meglio i problemi di classificazione generica del Martyre de saint Sébastien, di cui si cerca, in sede conclusiva, di situare la filiazione e al contempo l’influenza rispetto al revival del teatro agiografico tra la fine del XIX e i primi del XX secolo. Lo studio dei rapporti intercorsi fra lo scrittore italiano e l’ambiente culturale francese dell’epoca consente inoltre di fare ulteriore chiarezza sulla complessità della genesi dell’opera.
D'Annunzio agiografo suo malgrado. Pratica intertestuale e teoria dei generi nel Martyre de saint Sébastien
FONIO, FILIPPO
2008
Abstract
Questo lavoro di tesi consiste in un commento della pièce dannunziana Le martyre de saint Sébastien (1911), in particolare dal punto di vista della componente intertestuale dell’opera. Il carattere innegabilmente metaletterario della pièce è analizzato facendo ricorso al riesame degli ipotesti tradizionalmente riconosciuti dalla critica dannunziana, al fine di stabilirne l’impatto sulla creazione dell’opera, affiancati dall’inviduazione di nuovi modelli testuali. Le fonti reperite possono essere raggruppate in due serie, che si presentano in costante interazione: da un lato i testi medievali, in particolare quelli agiografici, con un interesse precipuo per la drammaturgia francese del basso Medioevo, e fra i quali si possono annoverare i rami più antichi della tradizione sebastianea; dall’altro lato la letteratura simbolista e decadente. A tali due serie vanno aggiunti altri ipotesti a carattere documentario: dizionari, repertori storici, agiografici e lessicali, opere erudite, monografie tematiche di storia delle religioni, sulle leggende medievali della Veronica e della santa Sindone, sul teatro liturgico. L’interazione fra queste differenti matrici culturali permette di comprendere meglio i problemi di classificazione generica del Martyre de saint Sébastien, di cui si cerca, in sede conclusiva, di situare la filiazione e al contempo l’influenza rispetto al revival del teatro agiografico tra la fine del XIX e i primi del XX secolo. Lo studio dei rapporti intercorsi fra lo scrittore italiano e l’ambiente culturale francese dell’epoca consente inoltre di fare ulteriore chiarezza sulla complessità della genesi dell’opera.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/129527
URN:NBN:IT:UNIPI-129527