Lo studio si concentra sull’attività giovanile di Agostino Carracci (1557-1602), protagonista di quella ‘riforma’ a tre mani che dalla civiltà della Maniera condusse alle complesse tendenze che popolano l’arte del Seicento italiano. Ben prima dei suoi sviluppi più inoltrati, e pur tra i silenzi e i pregiudizi che storicamente hanno segnato il vantaggio del cugino Ludovico e del fratello Annibale, la vicenda dei suoi inizi costituisce una parabola esemplare e di primo rilievo per la capacità di tenere insieme una grande varietà di moventi, di stimoli formali, anche di irrequietezze. Partendo da una sorta di preistoria indiziaria dei suoi primissimi passi, e proseguendo con l’analisi della sua folta eccellente attività incisoria, la ricerca approda alla ricostruzione del suo corpus pittorico più precoce fino all’esordio famigliare nel salone di Palazzo Fava, mettendo in luce tanto il contributo che seppe dare ai raggiungimenti comuni, quanto l’originalità delle sue prerogative di linguaggio.

Agostino Carracci tra incisione e pittura. Le vie dell'immagine alla fine del Cinquecento

2018

Abstract

Lo studio si concentra sull’attività giovanile di Agostino Carracci (1557-1602), protagonista di quella ‘riforma’ a tre mani che dalla civiltà della Maniera condusse alle complesse tendenze che popolano l’arte del Seicento italiano. Ben prima dei suoi sviluppi più inoltrati, e pur tra i silenzi e i pregiudizi che storicamente hanno segnato il vantaggio del cugino Ludovico e del fratello Annibale, la vicenda dei suoi inizi costituisce una parabola esemplare e di primo rilievo per la capacità di tenere insieme una grande varietà di moventi, di stimoli formali, anche di irrequietezze. Partendo da una sorta di preistoria indiziaria dei suoi primissimi passi, e proseguendo con l’analisi della sua folta eccellente attività incisoria, la ricerca approda alla ricostruzione del suo corpus pittorico più precoce fino all’esordio famigliare nel salone di Palazzo Fava, mettendo in luce tanto il contributo che seppe dare ai raggiungimenti comuni, quanto l’originalità delle sue prerogative di linguaggio.
9-mag-2018
Italiano
Benati, Daniele
Università degli Studi di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/130667
Il codice NBN di questa tesi è urn:nbn:it:unibo-22609