Il presente lavoro analizza il regime di tassazione di gruppo delineato dall’articolo 11 della Direttiva IVA. La disposizione, con formulazione scarna, autorizza gli Stati membri dell’UE, in ossequio al principio di diritto europeo "substance over form", a considerare come un unico soggetto passivo le persone stabilite nel territorio dello stesso Stato membro che, pur giuridicamente indipendenti, siano strettamente vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi. Al riconoscimento della soggettività passiva unica dei gruppi consegue quale logico corollario la irrilevanza ai fini IVA degli scambi a titolo oneroso tra i suoi membri. L’effetto illumina l’interesse per il regime delle aggregazioni di imprese con membri che soffrono limitazioni all’esercizio del diritto alla detrazione in funzione delle attività svolte, quali i gruppi bancari ed assicurativi, e consente altresì di prospettare la “soggettività passiva unica” come antidoto contro il costo dell’IVA indetraibile e, quindi, quale strumento di ripristino della neutralità del tributo compromessa dalla previsione di operazioni esenti. L’elaborato definisce, a partire dall’esegesi dell’articolo 11 della Direttiva IVA, il framework regolatorio europeo ed evidenzia gli scollamenti dalla matrice delle implementazioni nazionali; descrive il regime italiano; esamina, in un approccio comparatistico, i sistemi belga e svedese; culmina nella valutazione della conformità dei modelli analizzati ai principi europei del diritto tributario e nella denuncia della loro disomogeneità quale possibile fonte di alterazione della parità concorrenziale tra operatori economici. Si conclude con una riflessione sulla opportunità di un sistema di IVA di gruppo obbligatorio e standardizzato e sulla necessità di un intervento di raccordo tra la previsione del regime del gruppo quale soggetto passivo d’imposta unico e gli istituti del sistema comune dell’imposta sul valore aggiunto tagliati sul modello individuale di soggetto passivo.

La soggettività passiva dei gruppi tra neutralità dell'IVA e tutela della concorrenza

2018

Abstract

Il presente lavoro analizza il regime di tassazione di gruppo delineato dall’articolo 11 della Direttiva IVA. La disposizione, con formulazione scarna, autorizza gli Stati membri dell’UE, in ossequio al principio di diritto europeo "substance over form", a considerare come un unico soggetto passivo le persone stabilite nel territorio dello stesso Stato membro che, pur giuridicamente indipendenti, siano strettamente vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi. Al riconoscimento della soggettività passiva unica dei gruppi consegue quale logico corollario la irrilevanza ai fini IVA degli scambi a titolo oneroso tra i suoi membri. L’effetto illumina l’interesse per il regime delle aggregazioni di imprese con membri che soffrono limitazioni all’esercizio del diritto alla detrazione in funzione delle attività svolte, quali i gruppi bancari ed assicurativi, e consente altresì di prospettare la “soggettività passiva unica” come antidoto contro il costo dell’IVA indetraibile e, quindi, quale strumento di ripristino della neutralità del tributo compromessa dalla previsione di operazioni esenti. L’elaborato definisce, a partire dall’esegesi dell’articolo 11 della Direttiva IVA, il framework regolatorio europeo ed evidenzia gli scollamenti dalla matrice delle implementazioni nazionali; descrive il regime italiano; esamina, in un approccio comparatistico, i sistemi belga e svedese; culmina nella valutazione della conformità dei modelli analizzati ai principi europei del diritto tributario e nella denuncia della loro disomogeneità quale possibile fonte di alterazione della parità concorrenziale tra operatori economici. Si conclude con una riflessione sulla opportunità di un sistema di IVA di gruppo obbligatorio e standardizzato e sulla necessità di un intervento di raccordo tra la previsione del regime del gruppo quale soggetto passivo d’imposta unico e gli istituti del sistema comune dell’imposta sul valore aggiunto tagliati sul modello individuale di soggetto passivo.
15-giu-2018
Italiano
Mondini, Andrea
Università degli Studi di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/130685
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