L’obiettivo della ricerca è stato analizzare le élite dell’ager Volaterranus, nell’arco cronologico compreso fra i secoli I a.C.-V d.C., per verificare l’impatto sul territorio di strategie familiari di lungo periodo che erano funzionali al mantenimento e alla gestione del potere in un complesso sistema di relazioni a livello locale e sovra-locale. L’interesse e la fortuna delle ricerche su Volterra, specie riguardo l’età etrusca e quella medievale, hanno da un lato reso possibile la produzione di una notevole mole di studi locali, dall’altra causato una sostanziale frammentazione delle conoscenze, in particolare riguardo alle fasi romana e tardo-antica. Il progetto mirava quindi a ripensare i rapporti che i gruppi di potere volterrani avevano nel loro territorio nel più ampio contesto dell’Impero Romano analizzandoli alla luce delle più recenti interpretazioni storiografiche in ambito di élite locali, negoziato e ostentazione del potere. Per dimostrare le ipotesi di ricerca, e ai fini di una migliore comprensione delle dinamiche evolutive della storia del territorio, sono stati riconsiderati i dati editi, è stato applicato un approccio interdisciplinare, sono stati acquisiti dati archeologici inediti comparando le tre macro-aree del comprensorio antico (val d’Era, val di Cecina, val d’Elsa) tramite un’analisi topografica di dettaglio dei siti archeologici individuati come casi studio nell’ager Volaterranus costiero (Capodivilla, La Villana, Vallescaia) e nella val d’Era (Orceto, Pian di Selva). Fine ultimo era quello di interpretare i dati riguardanti la gestione del territorio e delle risorse a Volterra come risultato di scelte mediate dalle élite a capo della comunità e, al contempo, analizzare l’evoluzione dei loro rapporti con l’Impero per verificarne le eventuali ricadute locali, che erano il riflesso delle dinamiche evolutive di assetto proprietario e insediamento, conosciute grazie alla toponomastica prediale. Tutto ciò implicava, di fatto, mettere in luce gli aspetti costitutivi di quelle che furono vere e proprie strategie di lungo periodo che, diversificate sui piani economico, politico, culturale, vennero messe in atto dalle élite locali per il mantenimento del potere. Il caso della gens Cecina ha rappresentato in questo contesto un utile strumento per analizzare le caratteristiche di tali strategie familiari di lungo periodo che, esplicate a livello economico, politico, culturale, erano alla base di quello che può essere definito il ‘paradosso’ di Volterra.

Paesaggi del potere e strategie familiari di lungo periodo. Il caso di Volterra (secc. I a.C.-V d.C.)

2019

Abstract

L’obiettivo della ricerca è stato analizzare le élite dell’ager Volaterranus, nell’arco cronologico compreso fra i secoli I a.C.-V d.C., per verificare l’impatto sul territorio di strategie familiari di lungo periodo che erano funzionali al mantenimento e alla gestione del potere in un complesso sistema di relazioni a livello locale e sovra-locale. L’interesse e la fortuna delle ricerche su Volterra, specie riguardo l’età etrusca e quella medievale, hanno da un lato reso possibile la produzione di una notevole mole di studi locali, dall’altra causato una sostanziale frammentazione delle conoscenze, in particolare riguardo alle fasi romana e tardo-antica. Il progetto mirava quindi a ripensare i rapporti che i gruppi di potere volterrani avevano nel loro territorio nel più ampio contesto dell’Impero Romano analizzandoli alla luce delle più recenti interpretazioni storiografiche in ambito di élite locali, negoziato e ostentazione del potere. Per dimostrare le ipotesi di ricerca, e ai fini di una migliore comprensione delle dinamiche evolutive della storia del territorio, sono stati riconsiderati i dati editi, è stato applicato un approccio interdisciplinare, sono stati acquisiti dati archeologici inediti comparando le tre macro-aree del comprensorio antico (val d’Era, val di Cecina, val d’Elsa) tramite un’analisi topografica di dettaglio dei siti archeologici individuati come casi studio nell’ager Volaterranus costiero (Capodivilla, La Villana, Vallescaia) e nella val d’Era (Orceto, Pian di Selva). Fine ultimo era quello di interpretare i dati riguardanti la gestione del territorio e delle risorse a Volterra come risultato di scelte mediate dalle élite a capo della comunità e, al contempo, analizzare l’evoluzione dei loro rapporti con l’Impero per verificarne le eventuali ricadute locali, che erano il riflesso delle dinamiche evolutive di assetto proprietario e insediamento, conosciute grazie alla toponomastica prediale. Tutto ciò implicava, di fatto, mettere in luce gli aspetti costitutivi di quelle che furono vere e proprie strategie di lungo periodo che, diversificate sui piani economico, politico, culturale, vennero messe in atto dalle élite locali per il mantenimento del potere. Il caso della gens Cecina ha rappresentato in questo contesto un utile strumento per analizzare le caratteristiche di tali strategie familiari di lungo periodo che, esplicate a livello economico, politico, culturale, erano alla base di quello che può essere definito il ‘paradosso’ di Volterra.
15-apr-2019
Italiano
Salmeri, Giovanni
Università degli Studi di Pisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/131387
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-131387