La ricerca svolta per questa tesi si è posta l’obbiettivo di individuare le ragioni alla base delle scelta, da parte di alcune committenze, di un tipo edilizio religioso (il TE 1) diffuso nell’area dell’alto Tirreno tra XI e XII secolo e soprattutto nelle isole di Sardegna e Corsica. In seconda analisi l’indagine storico-archeologica ha permesso di chiarire la stessa natura delle committenze e le relazioni politico economiche intercorse tra contesti diversi e lontani tra loro, le quali determinarono appunto la scelta del TE 1 trasversalmente ai gruppi signorili, fossero essi laici, monastici, con incarichi regi o imperiali. Il censimento degli edifici espressione del TE 1 e la loro contestualizzazione storica ha portato a supporre che l’ambiente di riferimento (entro il quale fu elaborato lo specifico linguaggio architettonico) fosse quello monastico e la direttrice tramite la quale si diffuse anche agli ambienti laici dovesse essere ricercata in quelle relazioni che intercorsero, fin dai primi secoli dell’alto Medioevo e in alcuni casi fin dall’epoca tardo Antica, tra le fondazioni monastiche e le aspirazioni politiche della classe aristocratica. Per questo motivo l’intervallo cronologico d’indagine ha compreso anche il IX secolo, periodo nel quale si formarono quegli stretti legami tra politica regia e marchionale da una parte e enti monastici dall’altra (nel controllo e nella gestione di territori strategici come le isole) o si consolidò il ruolo sociale e territoriale di alcuni monasteri sorti tra IV e V secolo. Attraverso l’indagine archeologica di alcuni siti significativi entro il contesto dell’alto Tirreno e l’analisi critica degli studi compiuti fino ad oggi, si è cercato di mettere in luce la capacità dei monasteri di investire in cantieri testimoni del loro prestigio (derivato in primis dal ruolo territoriale e sociale ma anche da tutto quell’insieme di principi spirituali che motivavano la stessa vita monastica) e al contempo, appunto, di influenzare la scelta del linguaggio architettonico da parte di quella élite che ebbe tra tardo Antico e XII secolo stretti rapporti politici con l’ambiente monastico.
Architettura monastica minore nell'alto Tirreno: tipologia, diffusione e significato storico di un tipo edilizio tra IX e XII secolo.
2016
Abstract
La ricerca svolta per questa tesi si è posta l’obbiettivo di individuare le ragioni alla base delle scelta, da parte di alcune committenze, di un tipo edilizio religioso (il TE 1) diffuso nell’area dell’alto Tirreno tra XI e XII secolo e soprattutto nelle isole di Sardegna e Corsica. In seconda analisi l’indagine storico-archeologica ha permesso di chiarire la stessa natura delle committenze e le relazioni politico economiche intercorse tra contesti diversi e lontani tra loro, le quali determinarono appunto la scelta del TE 1 trasversalmente ai gruppi signorili, fossero essi laici, monastici, con incarichi regi o imperiali. Il censimento degli edifici espressione del TE 1 e la loro contestualizzazione storica ha portato a supporre che l’ambiente di riferimento (entro il quale fu elaborato lo specifico linguaggio architettonico) fosse quello monastico e la direttrice tramite la quale si diffuse anche agli ambienti laici dovesse essere ricercata in quelle relazioni che intercorsero, fin dai primi secoli dell’alto Medioevo e in alcuni casi fin dall’epoca tardo Antica, tra le fondazioni monastiche e le aspirazioni politiche della classe aristocratica. Per questo motivo l’intervallo cronologico d’indagine ha compreso anche il IX secolo, periodo nel quale si formarono quegli stretti legami tra politica regia e marchionale da una parte e enti monastici dall’altra (nel controllo e nella gestione di territori strategici come le isole) o si consolidò il ruolo sociale e territoriale di alcuni monasteri sorti tra IV e V secolo. Attraverso l’indagine archeologica di alcuni siti significativi entro il contesto dell’alto Tirreno e l’analisi critica degli studi compiuti fino ad oggi, si è cercato di mettere in luce la capacità dei monasteri di investire in cantieri testimoni del loro prestigio (derivato in primis dal ruolo territoriale e sociale ma anche da tutto quell’insieme di principi spirituali che motivavano la stessa vita monastica) e al contempo, appunto, di influenzare la scelta del linguaggio architettonico da parte di quella élite che ebbe tra tardo Antico e XII secolo stretti rapporti politici con l’ambiente monastico.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/131479
URN:NBN:IT:UNIPI-131479