Nei decenni a cavallo tra XII e XIII secolo si assiste all’evoluzione e all’affermazione delle realtà comunali. All’interno di questo processo si osservano dinamiche più o meno conflittuali di definizione di rapporti e di giurisdizione tra vescovo e istituzioni comunali delle varie città. Attraverso il confronto di alcune di queste situazioni, all’individuazione di elementi comuni o peculiari, si può cercare di comprendere come i vescovi e le realtà cittadine abbiano reagito di fronte all’azione comunale, scoprendo processi più complessi della affermazione lineare e necessaria del comune sul vescovo, che ricorre sovente nella storiografia. Gli elementi di confronto possono essere la composizione dell’élite comunale, la presenza di divisioni e fazioni interne, la consistenza delle reti vassallatiche, il ruolo della città nelle politiche regionali e imperiali e papali, il rapporto con le città vicine e con la famiglie aristocratiche del territorio, la forza d’espansione nel contado, l’uso di strumenti giuridici, il ruolo e la figura del vescovo, l’appartenenza o meno del vescovo al ceto dirigente e quindi la derivante l’attenzione alle logiche locali e l’inserimento in queste, l’influenza papale nell’operare del vescovo e la sensibilità di questo verso le istanze di riforma della chiesa, le situazioni di conflitto e le eventuali risoluzioni tra comuni e vescovi, i contenuti e gli strumenti usati in queste situazioni. Così facendo si può cercare di tratteggiare le peculiarità di ogni situazione ed individuare linee comuni ed evidenziare quegli elementi che sembrano poter avere una maggiore rilevanza nell’evoluzione dei rapporti tra vescovo e comune.
Vescovo e Comune tra XII e XIII secolo. Definizioni e rapporti
2019
Abstract
Nei decenni a cavallo tra XII e XIII secolo si assiste all’evoluzione e all’affermazione delle realtà comunali. All’interno di questo processo si osservano dinamiche più o meno conflittuali di definizione di rapporti e di giurisdizione tra vescovo e istituzioni comunali delle varie città. Attraverso il confronto di alcune di queste situazioni, all’individuazione di elementi comuni o peculiari, si può cercare di comprendere come i vescovi e le realtà cittadine abbiano reagito di fronte all’azione comunale, scoprendo processi più complessi della affermazione lineare e necessaria del comune sul vescovo, che ricorre sovente nella storiografia. Gli elementi di confronto possono essere la composizione dell’élite comunale, la presenza di divisioni e fazioni interne, la consistenza delle reti vassallatiche, il ruolo della città nelle politiche regionali e imperiali e papali, il rapporto con le città vicine e con la famiglie aristocratiche del territorio, la forza d’espansione nel contado, l’uso di strumenti giuridici, il ruolo e la figura del vescovo, l’appartenenza o meno del vescovo al ceto dirigente e quindi la derivante l’attenzione alle logiche locali e l’inserimento in queste, l’influenza papale nell’operare del vescovo e la sensibilità di questo verso le istanze di riforma della chiesa, le situazioni di conflitto e le eventuali risoluzioni tra comuni e vescovi, i contenuti e gli strumenti usati in queste situazioni. Così facendo si può cercare di tratteggiare le peculiarità di ogni situazione ed individuare linee comuni ed evidenziare quegli elementi che sembrano poter avere una maggiore rilevanza nell’evoluzione dei rapporti tra vescovo e comune.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/132254
URN:NBN:IT:UNIPI-132254