Negli ultimi vent'anni, la medicina veterinaria ha focalizzato la propria attenzione verso il benessere animale e lo sviluppo di strumenti diagnostici e terapeutici più efficienti. In particolare, in campo oncologico sono stati adottati approcci multidisciplinari finalizzati a caratterizzare al meglio le neoplasie dei piccoli animali, per poterne migliorare la prognosi e validarli come modelli spontanei di patologia dell'uomo. Alle più aggiornate conoscenze sul comportamento biologico dei tumori e le loro caratteristiche istopatologiche si stanno infatti affiancando tecnologie d'avanguardia sia nel campo della ricerca che della diagnostica quotidiana. Lo scopo del presente studio è stato quello di indagare l'utilità diagnostica di tre tecniche biomolecolari in supporto all'esame istologico ed immunoistochimico per valutare se in grado di amplificare il potenziale diagnostico delle attuali tecniche gold-standard. In particolare, abbiamo indagato: (1) L'applicazione della PCR per il riarrangiamento del recettore antigienico (PARR) per determinare la clonalità delle lesioni linfoidi iperplastico/neoplastiche nelle milze di cane. L'idoneità di questa tecnica è stata confermata nei casi istologici dubbi attraverso una critica interpretazione dei risultati sulla base dei dati clinici, morfologici e di immunofenotipo. (2) La concordanza tra il gold-standard immunoistochimica e la meno invasiva citofluorimetria a flusso nella valutazione dell'attività proliferava (Ki-67 index) dei linfomi nodali del cane. E' stata dimostrata una buona concordanza complessiva tra le due tecniche, nonostante il ruolo prognostico del Ki-67 nel linfoma del cane sia ancora dubbio. (3) I pattern genetici ed epigenetici del carcinoma squamocellulare orale del gatto, per identificare criteri biomolecolari idonei alla diagnosi precoce di questo tumore, fatale anche a causa della tardiva diagnosi, sulla base di recenti scoperte in campo umano. E' stato proposto un test non invasivo basato su un algoritmo diagnostico preliminare per discernere lesioni orali neoplastiche da quelle non neoplastiche nel gatto.

Tecniche biomolecolari in supporto all'esame istopatologico in oncologia veterinaria

2020

Abstract

Negli ultimi vent'anni, la medicina veterinaria ha focalizzato la propria attenzione verso il benessere animale e lo sviluppo di strumenti diagnostici e terapeutici più efficienti. In particolare, in campo oncologico sono stati adottati approcci multidisciplinari finalizzati a caratterizzare al meglio le neoplasie dei piccoli animali, per poterne migliorare la prognosi e validarli come modelli spontanei di patologia dell'uomo. Alle più aggiornate conoscenze sul comportamento biologico dei tumori e le loro caratteristiche istopatologiche si stanno infatti affiancando tecnologie d'avanguardia sia nel campo della ricerca che della diagnostica quotidiana. Lo scopo del presente studio è stato quello di indagare l'utilità diagnostica di tre tecniche biomolecolari in supporto all'esame istologico ed immunoistochimico per valutare se in grado di amplificare il potenziale diagnostico delle attuali tecniche gold-standard. In particolare, abbiamo indagato: (1) L'applicazione della PCR per il riarrangiamento del recettore antigienico (PARR) per determinare la clonalità delle lesioni linfoidi iperplastico/neoplastiche nelle milze di cane. L'idoneità di questa tecnica è stata confermata nei casi istologici dubbi attraverso una critica interpretazione dei risultati sulla base dei dati clinici, morfologici e di immunofenotipo. (2) La concordanza tra il gold-standard immunoistochimica e la meno invasiva citofluorimetria a flusso nella valutazione dell'attività proliferava (Ki-67 index) dei linfomi nodali del cane. E' stata dimostrata una buona concordanza complessiva tra le due tecniche, nonostante il ruolo prognostico del Ki-67 nel linfoma del cane sia ancora dubbio. (3) I pattern genetici ed epigenetici del carcinoma squamocellulare orale del gatto, per identificare criteri biomolecolari idonei alla diagnosi precoce di questo tumore, fatale anche a causa della tardiva diagnosi, sulla base di recenti scoperte in campo umano. E' stato proposto un test non invasivo basato su un algoritmo diagnostico preliminare per discernere lesioni orali neoplastiche da quelle non neoplastiche nel gatto.
18-mar-2020
Italiano
Bettini, Giuliano
Università degli Studi di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/132385
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