La tesi ripercorre la prima esperienza governativa di Silvio Berlusconi – dall’endorsement per Gianfranco Fini del 23 novembre 1993 al giuramento del governo di Lamberto Dini del 17 gennaio 1995 – attraverso gli editoriali di undici testate giornalistiche: «Corriere della Sera», «il Giornale», «Il Sole 24 ORE», «la Repubblica», «la Stampa» e «la Voce» per l’Italia; «The Guardian», «The Independent» e «The Times» per la Gran Bretagna; «The New York Times» e «The Washington Post» per gli Stati Uniti d’America. Analizzati attraverso un’«analisi del contenuto di inchiesta» [TIPALDO 2014] e messi in relazione con la letteratura scientifica, i ritratti offerti dai modelli di giornalismo «mediterraneo» e «nord-atlantico» [HALLIN – MANCINI 2004] non solo rivelano le molteplici rappresentazioni del Cavaliere, ma anche il suo impatto su una parte cosiddetta “bassa” del sistema politico: quegli orientamenti verso la politica – espressi dagli opinion maker e, forse, condivisi dall’opinione pubblica – in cui i conflitti costitutivi dell’ordinamento democratico hanno iniziato a essere difficilmente distinguibili dai conflitti personali di un presidente del Consiglio imprenditore. Già dal 1994, infatti, Berlusconi ha personificato un doppio conflitto, di interessi e insieme di istituzioni, contribuendo così a una transizione di cultura politica dalla «repubblica dei partiti» [SCOPPOLA 1997] a una nuova “repubblica dei politici”.
Scende in campo. Berlusconi, stampa e "repubblica dei politici" (1993-1995)
FERRARI, ALBERTO
2018
Abstract
La tesi ripercorre la prima esperienza governativa di Silvio Berlusconi – dall’endorsement per Gianfranco Fini del 23 novembre 1993 al giuramento del governo di Lamberto Dini del 17 gennaio 1995 – attraverso gli editoriali di undici testate giornalistiche: «Corriere della Sera», «il Giornale», «Il Sole 24 ORE», «la Repubblica», «la Stampa» e «la Voce» per l’Italia; «The Guardian», «The Independent» e «The Times» per la Gran Bretagna; «The New York Times» e «The Washington Post» per gli Stati Uniti d’America. Analizzati attraverso un’«analisi del contenuto di inchiesta» [TIPALDO 2014] e messi in relazione con la letteratura scientifica, i ritratti offerti dai modelli di giornalismo «mediterraneo» e «nord-atlantico» [HALLIN – MANCINI 2004] non solo rivelano le molteplici rappresentazioni del Cavaliere, ma anche il suo impatto su una parte cosiddetta “bassa” del sistema politico: quegli orientamenti verso la politica – espressi dagli opinion maker e, forse, condivisi dall’opinione pubblica – in cui i conflitti costitutivi dell’ordinamento democratico hanno iniziato a essere difficilmente distinguibili dai conflitti personali di un presidente del Consiglio imprenditore. Già dal 1994, infatti, Berlusconi ha personificato un doppio conflitto, di interessi e insieme di istituzioni, contribuendo così a una transizione di cultura politica dalla «repubblica dei partiti» [SCOPPOLA 1997] a una nuova “repubblica dei politici”.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/133360
URN:NBN:IT:UNIPI-133360