Nel corso degli ultimi 20 anni, la categoria NEET ha acquisito rilevanza, andando a configurarsi come questione di natura politica e sociale nella cornice europea. Sorto in concomitanza di rilevanti riconfigurazioni dei sistemi di welfare britannici, il concetto NEET si è progressivamente consolidato su base globale. Va tuttavia rilevato come la narrazione prevalente che ne ha accompagnato gestazione e affermazione, abbia assunto caratteri top down, che enfatizzano temi come lifelong learning, sviluppo del capitale umano, occupabilità del singolo, sviluppo di skills, tipicamente molto vasti e astratti; dall’altro lato il fenomeno NEET viene generalmente monitorato e valutato a livello quantitativo, in una prospettiva di new public management e di benchmarking. A partire da tali constatazioni, la finalità principale del presente lavoro è stata quella di invertire queste stesse narrative, attraverso la conduzione di uno studio qualitativo di carattere empirico che esplorasse i processi psicosociali di disaffezione formativa e professionale. In questo senso, è stato particolarmente indicato il ricorso allo strumentario metodologico della grounded theory, al fine di favorire un approccio bottom up alla categoria ed ai suoi temi di riferimento. Lo studio ha dunque preso in considerazione le biografie di 51 soggetti, nel contesto italiano, che avessero esperito episodi e momenti più o meno prolungati di disimpegno e di reinserimento formativo e professionale. In particolare, l’attenzione si è focalizzata su come 1) la decisione di abbandonare i percorsi educativi e formativi fosse strettamente collegata a disfunzioni dei processi di interazione nell’ambiente scolastico, caratterizzati da problemi comunicativi e forme di stigmatizzazione; 2) su come, nella più o meno prolungata fase di inattività che fa seguito al drop out, i soggetti accentuassero il loro distanziamento dalla cultura formativa ed educativa, indebolendo dunque l’attitudine al lifelong learning; 3) e infine sulle traiettorie di reinserimento formativo e i processi di ricostruzione dei significati - che hanno visti coinvolti alcuni tra i partecipanti - entro contesti formativi ed educativi peculiari, caratterizzati da modalità di apprendimento e di interazione maggiormente collaborative e inclusive. Le principali implicazioni del presente lavoro riguardano, pertanto, la natura interazionale, ambientale e contestualizzata sia dei processi di disimpegno e disaffezione che dei processi di ripristino e riattivazione formativa. Questo aspetto conduce, di per sé, ad una riconfigurazione maggiormente “ancorata”, situata e delimitata del concetto stesso di NEET, che possa oltrepassare la sua rappresentazione top down, generalmente individualizzante e priva di una reale problematizzazione di quegli ambienti organizzativi e quei contesti comunicativi entro i quali gli attori sociali maturano le loro scelte, più o meno rischiose.

L’effetto NEET come miraggio identitario. Politiche del sé e cornici istituzionali. Una Grounded Theory

CICCARESE, LUCA
2018

Abstract

Nel corso degli ultimi 20 anni, la categoria NEET ha acquisito rilevanza, andando a configurarsi come questione di natura politica e sociale nella cornice europea. Sorto in concomitanza di rilevanti riconfigurazioni dei sistemi di welfare britannici, il concetto NEET si è progressivamente consolidato su base globale. Va tuttavia rilevato come la narrazione prevalente che ne ha accompagnato gestazione e affermazione, abbia assunto caratteri top down, che enfatizzano temi come lifelong learning, sviluppo del capitale umano, occupabilità del singolo, sviluppo di skills, tipicamente molto vasti e astratti; dall’altro lato il fenomeno NEET viene generalmente monitorato e valutato a livello quantitativo, in una prospettiva di new public management e di benchmarking. A partire da tali constatazioni, la finalità principale del presente lavoro è stata quella di invertire queste stesse narrative, attraverso la conduzione di uno studio qualitativo di carattere empirico che esplorasse i processi psicosociali di disaffezione formativa e professionale. In questo senso, è stato particolarmente indicato il ricorso allo strumentario metodologico della grounded theory, al fine di favorire un approccio bottom up alla categoria ed ai suoi temi di riferimento. Lo studio ha dunque preso in considerazione le biografie di 51 soggetti, nel contesto italiano, che avessero esperito episodi e momenti più o meno prolungati di disimpegno e di reinserimento formativo e professionale. In particolare, l’attenzione si è focalizzata su come 1) la decisione di abbandonare i percorsi educativi e formativi fosse strettamente collegata a disfunzioni dei processi di interazione nell’ambiente scolastico, caratterizzati da problemi comunicativi e forme di stigmatizzazione; 2) su come, nella più o meno prolungata fase di inattività che fa seguito al drop out, i soggetti accentuassero il loro distanziamento dalla cultura formativa ed educativa, indebolendo dunque l’attitudine al lifelong learning; 3) e infine sulle traiettorie di reinserimento formativo e i processi di ricostruzione dei significati - che hanno visti coinvolti alcuni tra i partecipanti - entro contesti formativi ed educativi peculiari, caratterizzati da modalità di apprendimento e di interazione maggiormente collaborative e inclusive. Le principali implicazioni del presente lavoro riguardano, pertanto, la natura interazionale, ambientale e contestualizzata sia dei processi di disimpegno e disaffezione che dei processi di ripristino e riattivazione formativa. Questo aspetto conduce, di per sé, ad una riconfigurazione maggiormente “ancorata”, situata e delimitata del concetto stesso di NEET, che possa oltrepassare la sua rappresentazione top down, generalmente individualizzante e priva di una reale problematizzazione di quegli ambienti organizzativi e quei contesti comunicativi entro i quali gli attori sociali maturano le loro scelte, più o meno rischiose.
16-nov-2018
Italiano
benchmarking
drop out
formazione professionale
grounded theory
lavoro
NEET
new public management
risorse umane
welfare
Salvini, Andrea
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-133446