Nessuno studio sul Morgante manca di constatare che il suo lessico è un insieme complesso di elementi eterogenei e che è proprio nella scelta dei vocaboli che si manifestano più concretamente l’arte e la fantasia di Luigi Pulci. Dato che il lessico del Morgante non è finora mai stato indagato nella sua totalità, si è deciso di avviarne un’analisi omogenea e approfondita allestendo un Glossario selettivo. Il primo capitolo del presente lavoro è di carattere introduttivo: in apertura viene trattato l’interesse di Lugi Pulci per la lingua, il suo modo di manifestarsi nelle diverse opere e di concretizzarsi – più che in ogni altro luogo – nel Morgante. Al capolavoro pulciano è riservata la seconda parte del capitolo: dopo una breve sezione in cui si illustrano rapidamente la nascita, la struttura dell’opera e alcuni problemi critici, vengono messi in luce gli elementi che compongono il poliedrico insieme dei vocaboli del poema, facendo riferimento ai più significativi studi precedenti. In conclusione l’analisi delle stampe antiche, oltre a dimostrare la grande fortuna del poema nei secc. XV e XVI, valorizza i glossari che corredano alcune di queste stampe, ottimi testimoni dell’interesse che il lessico del Morgante ha suscitato nel Cinquecento. Il cuore dell’analisi lessicale è il Glossario, al quale è dedicato interamente il secondo capitolo. Dopo aver esposto le ragioni e i presupposti della ricerca, i criteri di selezione delle voci, gli obiettivi dello studio, gli strumenti impiegati e il metodo di lavoro adottato, si sono prese in esame le costanti emerse dalle schede lessicali, in modo da suggerire una chiave di lettura e un’interpretazione unitaria del Glossario. Entrando nel dettaglio, in questa sezione di commento sono esaminati le parole del Vocabulista che si ritrovano nel Morgante, il contributo che gli antichi glossari hanno apportato all’analisi lessicale qui condotta, il debito di Pulci con alcuni autori (in particolare Dante, Boccaccio, Burchiello e Sacchetti); la ricerca lessicale pulciana – con le sue differenti declinazioni e i suoi diversi esiti – e l’espressività linguistica che trionfa nel Morgante. Il Glossario vero e proprio, preceduto da una descrizione della struttura delle voci lessicali e da una tavola in cui sono sciolte tutte le abbreviazioni adottate, occupa la seconda parte del capitolo.
Il lessico del "Morgante" di Luigi Pulci. Saggio di glossario
FERRARI, ALICE
2019
Abstract
Nessuno studio sul Morgante manca di constatare che il suo lessico è un insieme complesso di elementi eterogenei e che è proprio nella scelta dei vocaboli che si manifestano più concretamente l’arte e la fantasia di Luigi Pulci. Dato che il lessico del Morgante non è finora mai stato indagato nella sua totalità, si è deciso di avviarne un’analisi omogenea e approfondita allestendo un Glossario selettivo. Il primo capitolo del presente lavoro è di carattere introduttivo: in apertura viene trattato l’interesse di Lugi Pulci per la lingua, il suo modo di manifestarsi nelle diverse opere e di concretizzarsi – più che in ogni altro luogo – nel Morgante. Al capolavoro pulciano è riservata la seconda parte del capitolo: dopo una breve sezione in cui si illustrano rapidamente la nascita, la struttura dell’opera e alcuni problemi critici, vengono messi in luce gli elementi che compongono il poliedrico insieme dei vocaboli del poema, facendo riferimento ai più significativi studi precedenti. In conclusione l’analisi delle stampe antiche, oltre a dimostrare la grande fortuna del poema nei secc. XV e XVI, valorizza i glossari che corredano alcune di queste stampe, ottimi testimoni dell’interesse che il lessico del Morgante ha suscitato nel Cinquecento. Il cuore dell’analisi lessicale è il Glossario, al quale è dedicato interamente il secondo capitolo. Dopo aver esposto le ragioni e i presupposti della ricerca, i criteri di selezione delle voci, gli obiettivi dello studio, gli strumenti impiegati e il metodo di lavoro adottato, si sono prese in esame le costanti emerse dalle schede lessicali, in modo da suggerire una chiave di lettura e un’interpretazione unitaria del Glossario. Entrando nel dettaglio, in questa sezione di commento sono esaminati le parole del Vocabulista che si ritrovano nel Morgante, il contributo che gli antichi glossari hanno apportato all’analisi lessicale qui condotta, il debito di Pulci con alcuni autori (in particolare Dante, Boccaccio, Burchiello e Sacchetti); la ricerca lessicale pulciana – con le sue differenti declinazioni e i suoi diversi esiti – e l’espressività linguistica che trionfa nel Morgante. Il Glossario vero e proprio, preceduto da una descrizione della struttura delle voci lessicali e da una tavola in cui sono sciolte tutte le abbreviazioni adottate, occupa la seconda parte del capitolo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/134337
URN:NBN:IT:UNIPI-134337