All’interno della cornice dell’analisi delle relazioni tra Italia e DDR si colloca in modo particolare la questione circa le relazioni tra il PCI, il più forte partito comunista dell’Europa occidentale, e la SED (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands, ovvero Partito socialista unificato di Germania), il partito unico alla guida della Germania orientale. A differenza di come potrebbe apparire, entrambi i partiti erano profondamente divisi sul piano ideologico. Questi due partiti, così divergenti sulle questioni ideologiche, cercarono, in via ufficiale, di coordinare i loro rispettivi interessi, praticando la solidarietà e manifestando la volontà di intraprendere percorsi comuni di cooperazione all’interno dell’Internazionale Comunista. Si rivela di estremo interesse scoprire ciò che stava dietro a questa immagine di facciata e quanto la SED dipendesse dal “partito fratello”, il PCI, che aveva partecipato in modo decisivo all’avvio dei contatti in svariati ambiti, da quello turistico a quello culturale. Per questa ragione, offrendo un’immagine diversa della Germania (Est), il Partito Comunista aprì la strada alla politica estera della DDR versol’Italia. Mentre i partiti comunisti di Ungheria, Polonia e Romania iniziarono a cercare, dalla fine degli anni Sessanta, un aggancio con l’Ovest per tentare una timida “via propria”, fu la stretta alleanza tra Mosca e Berlino Est che continuò a determinare l’esistenza della DDR; anche dopo il riconoscimento diplomatico da parte delle potenze occidentali, iniziato alla fine del 1972, i paesi a Ovest della cortina di ferro continuarono a considerare la questione tedesca ancora come provvisoria.

Bruderparteien? PCI e SED nell'orientamento dell'opinione pubblica italiana per il riconoscimento della DDR 1956 - 1973

2019

Abstract

All’interno della cornice dell’analisi delle relazioni tra Italia e DDR si colloca in modo particolare la questione circa le relazioni tra il PCI, il più forte partito comunista dell’Europa occidentale, e la SED (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands, ovvero Partito socialista unificato di Germania), il partito unico alla guida della Germania orientale. A differenza di come potrebbe apparire, entrambi i partiti erano profondamente divisi sul piano ideologico. Questi due partiti, così divergenti sulle questioni ideologiche, cercarono, in via ufficiale, di coordinare i loro rispettivi interessi, praticando la solidarietà e manifestando la volontà di intraprendere percorsi comuni di cooperazione all’interno dell’Internazionale Comunista. Si rivela di estremo interesse scoprire ciò che stava dietro a questa immagine di facciata e quanto la SED dipendesse dal “partito fratello”, il PCI, che aveva partecipato in modo decisivo all’avvio dei contatti in svariati ambiti, da quello turistico a quello culturale. Per questa ragione, offrendo un’immagine diversa della Germania (Est), il Partito Comunista aprì la strada alla politica estera della DDR versol’Italia. Mentre i partiti comunisti di Ungheria, Polonia e Romania iniziarono a cercare, dalla fine degli anni Sessanta, un aggancio con l’Ovest per tentare una timida “via propria”, fu la stretta alleanza tra Mosca e Berlino Est che continuò a determinare l’esistenza della DDR; anche dopo il riconoscimento diplomatico da parte delle potenze occidentali, iniziato alla fine del 1972, i paesi a Ovest della cortina di ferro continuarono a considerare la questione tedesca ancora come provvisoria.
3-dic-2019
Italiano
Polsi, Alessandro
Dundovich, Elena
Paoli, Simone
Università degli Studi di Pisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/134528
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-134528