Nell’ambito di due progetti multidisciplinari sono state condotte analisi micropaleontologiche, geochimiche e ciclostratigrafiche su tre sezioni, dell’area mediterranea, che hanno permesso di giungere alle seguenti conclusioni: La Sezione di Migliarino è stata suddivisa in due intervalli: L'intervallo inferiore è stato riferibile alla fase evaporitica messiniana, l'analisi delle ostracofaune ha permesso di definire l'ambiente deposizione come ambiente marino litorale con caratteristiche stressanti. Le alternanze gesso/pelite, sono state interpretate come indicative di una ciclicità precessionale che controlla le oscillazioni climatiche caldo-umide. Sono stati riconosciuti 11 cicli nella sezione e 12 cicli nell’intervallo evaporitico toscano. E' stato fissato il tetto della deposizione evaporitica a 5.69 Ma. L'intervallo superiore è stato riferito relativo fase post-evaporitica, grazie al rinvenimento di un'associazione ad ostracodi costituita da Cyprideis agrigentina e dalla specie paratetidea Loxoconcha muelleri che ricade nella Zona a Loxocorniculina djafarovi (Carbonnel, 1978) ed è indicativa dell'intervallo di “lago-mare”. La stessa associazione permette di riferire il paleoambiente deposizionale ad un ambiente continentale con acque mesoaline poco profonde. E' da sottolineare che viene individuata, a Cava Migliarino, la prima comparsa delle biofacies paratetidee post-evaporitiche nell'area mediterranea. In questo intervallo superiore non è stato possibile il riconoscimento di una periodicità. Nella Sezione di Cava Serredi sono stati riconosciuti quattro intervalli stratigrafici principali: Per quanto concerne l'intervallo inferiore la scarsità delle associazioni microfaunistiche, fanno supporre un ambiente poco ossigenato. L'ostracofauna (associazione a Candona e Cyprideis) e la tipologia di sedimentazione, frequenti laminiti, sono indicativi di un ambiente lacustre con profondità limitate. I caratteri sedimentoogici, paleontologici e stratigrafici, rilevati nell' Intervallo medio, indicano un ambiente continentale di acque basse, interessato da frequenti apporti terrigeni. Nell' Intervallo superiore della porzione messiniana la deposizione, come dimostrato dall'analisi condotta sulle associazioni ad ostracodi, avviene in ambiente continentale, con acque basse a salinità compresa fra l'oligoalino-mesoalino, soggetto a periodici eventi di emersione (“paleosuoli”). Lo studio delle ostracofaune mostra delle variazioni qualitative e quantitative delle associazioni, determinate da oscillazioni batimetriche e da cambiamenti dei parametri chimici delle acque, che hanno permesso di riconoscere 19 intervalli. Le analisi geochimiche, effettuate per Mg e Sr, hanno mostrato, nei vari grafici, una distribuzione circoscritta dei valori e un probabile mixing fra acque dolci e mesoaline. Inoltre sembra escluso un qualsiasi contatto con acque marine. L'intervallo pliocenico è caratterizzato da associazioni microfaunistiche indicative di un ambiente marino riferibile alla zona neritica. Il passaggio al Pliocene è rapido, ed avviene in ambiente sempre sommerso (“acqua su acqua”). Le curve di variazione dei record climatici e quelle relative di frequenza dei records fossili, hanno permesso di riconoscere 14 cicli della precessione nei depositi d lago-mare espressi nella sezione di Cava Serredi. Per quanto riguarda la Sezione di Cuevas del Almanzora sono stati riconosciuti tre intervalli caratterizzati da un diverso contenuto microfaunistico. Procedendo dalla base della sezione verso l’alto, incontriamo un primo intervallo compreso fra 0 e 4,40 m nel quale l’ostracofauna è rappresentata da specie ad affinità paratetidea indicative dell’intervallo di “Lago-Mare” del Messiniano terminale. Questo permette di riferire la parte bassa della sezione alla Zona a L. djafarovi (Carbonnel, 1978). L'analisi, qualitativa e quantitativa delle associazioni ha permesso di riferire tale intervallo ad un ambiente continentale con acque basse ipoaline. L’intervallo intermedio, transizionale, che si estende da 4,50 m a 5,45 m, è caratterizzato dall’associazione di specie marine e a cui si associano esemplari del genere Cyprideis. Nell'intervallo superiore, e fino al tetto della sezione, le associazioni ad ostracodi indicano un ambiente francamente marino e rappresentato da specie di acque profonde (batiale). Considerando le diverse profondità degli ambienti pliocenici individuati a Cava Serredi e nella sezione di Sezione di Cuevas del Almanzora, sembra verosimile ipotizzare che durante il Messiniano terminale si siano impostati diversi bacini endoreici posti a quote differenti. Per quanto riguarda l’analisi sistematica, effettuata sui campioni delle tre sezioni studiate, sono state determinate 59 specie alcune delle quali mai segnalate in letteratura.

L’evento “Lago-Mare” del Messiniano superiore: studio sistematico, paleoecologico e biostratigrafico di ostracofaune dell’area mediterranea.

2009

Abstract

Nell’ambito di due progetti multidisciplinari sono state condotte analisi micropaleontologiche, geochimiche e ciclostratigrafiche su tre sezioni, dell’area mediterranea, che hanno permesso di giungere alle seguenti conclusioni: La Sezione di Migliarino è stata suddivisa in due intervalli: L'intervallo inferiore è stato riferibile alla fase evaporitica messiniana, l'analisi delle ostracofaune ha permesso di definire l'ambiente deposizione come ambiente marino litorale con caratteristiche stressanti. Le alternanze gesso/pelite, sono state interpretate come indicative di una ciclicità precessionale che controlla le oscillazioni climatiche caldo-umide. Sono stati riconosciuti 11 cicli nella sezione e 12 cicli nell’intervallo evaporitico toscano. E' stato fissato il tetto della deposizione evaporitica a 5.69 Ma. L'intervallo superiore è stato riferito relativo fase post-evaporitica, grazie al rinvenimento di un'associazione ad ostracodi costituita da Cyprideis agrigentina e dalla specie paratetidea Loxoconcha muelleri che ricade nella Zona a Loxocorniculina djafarovi (Carbonnel, 1978) ed è indicativa dell'intervallo di “lago-mare”. La stessa associazione permette di riferire il paleoambiente deposizionale ad un ambiente continentale con acque mesoaline poco profonde. E' da sottolineare che viene individuata, a Cava Migliarino, la prima comparsa delle biofacies paratetidee post-evaporitiche nell'area mediterranea. In questo intervallo superiore non è stato possibile il riconoscimento di una periodicità. Nella Sezione di Cava Serredi sono stati riconosciuti quattro intervalli stratigrafici principali: Per quanto concerne l'intervallo inferiore la scarsità delle associazioni microfaunistiche, fanno supporre un ambiente poco ossigenato. L'ostracofauna (associazione a Candona e Cyprideis) e la tipologia di sedimentazione, frequenti laminiti, sono indicativi di un ambiente lacustre con profondità limitate. I caratteri sedimentoogici, paleontologici e stratigrafici, rilevati nell' Intervallo medio, indicano un ambiente continentale di acque basse, interessato da frequenti apporti terrigeni. Nell' Intervallo superiore della porzione messiniana la deposizione, come dimostrato dall'analisi condotta sulle associazioni ad ostracodi, avviene in ambiente continentale, con acque basse a salinità compresa fra l'oligoalino-mesoalino, soggetto a periodici eventi di emersione (“paleosuoli”). Lo studio delle ostracofaune mostra delle variazioni qualitative e quantitative delle associazioni, determinate da oscillazioni batimetriche e da cambiamenti dei parametri chimici delle acque, che hanno permesso di riconoscere 19 intervalli. Le analisi geochimiche, effettuate per Mg e Sr, hanno mostrato, nei vari grafici, una distribuzione circoscritta dei valori e un probabile mixing fra acque dolci e mesoaline. Inoltre sembra escluso un qualsiasi contatto con acque marine. L'intervallo pliocenico è caratterizzato da associazioni microfaunistiche indicative di un ambiente marino riferibile alla zona neritica. Il passaggio al Pliocene è rapido, ed avviene in ambiente sempre sommerso (“acqua su acqua”). Le curve di variazione dei record climatici e quelle relative di frequenza dei records fossili, hanno permesso di riconoscere 14 cicli della precessione nei depositi d lago-mare espressi nella sezione di Cava Serredi. Per quanto riguarda la Sezione di Cuevas del Almanzora sono stati riconosciuti tre intervalli caratterizzati da un diverso contenuto microfaunistico. Procedendo dalla base della sezione verso l’alto, incontriamo un primo intervallo compreso fra 0 e 4,40 m nel quale l’ostracofauna è rappresentata da specie ad affinità paratetidea indicative dell’intervallo di “Lago-Mare” del Messiniano terminale. Questo permette di riferire la parte bassa della sezione alla Zona a L. djafarovi (Carbonnel, 1978). L'analisi, qualitativa e quantitativa delle associazioni ha permesso di riferire tale intervallo ad un ambiente continentale con acque basse ipoaline. L’intervallo intermedio, transizionale, che si estende da 4,50 m a 5,45 m, è caratterizzato dall’associazione di specie marine e a cui si associano esemplari del genere Cyprideis. Nell'intervallo superiore, e fino al tetto della sezione, le associazioni ad ostracodi indicano un ambiente francamente marino e rappresentato da specie di acque profonde (batiale). Considerando le diverse profondità degli ambienti pliocenici individuati a Cava Serredi e nella sezione di Sezione di Cuevas del Almanzora, sembra verosimile ipotizzare che durante il Messiniano terminale si siano impostati diversi bacini endoreici posti a quote differenti. Per quanto riguarda l’analisi sistematica, effettuata sui campioni delle tre sezioni studiate, sono state determinate 59 specie alcune delle quali mai segnalate in letteratura.
12-mag-2009
Italiano
Bossio, Alessandro
Università degli Studi di Pisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/134903
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-134903