Lo studio si propone di affrontare il problema su come sia stato risolto il nodo fra la comunicazione verbale e quella per immagini in un’opera come la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, relativamente alle edizioni figurate cinquecentesche. Partendo dall’analisi dei manoscritti italiani dell’opera pliniania sono stati individuati importanti precedenti dell’apparato iconografico dell’edizione veneziana, pubblicata da Melchiorre Sessa nel 1513. L’altra edizione presa in esame venne stampata a Francoforte nel 1583 da Sigmund Feyerabend. Essa pone problemi del tutto differenti, soprattutto in relazione alla questione della riutilizzazione e della rielaborazione delle immagini in quanto l’editore riutilizza matrici del Petrarca-Meister, di Virgil Solis e di Jost Amman. Dal confronto degli apparati figurativi è stato osservato l’emergere di una tematica comune relativa al fascino che esercitavano i grossi cetacei e al cambiamento della loro percezione durante il XVI secolo con l’affermazione di un approccio moderno, che possiamo definire “scientifico” allo studio della ittiologia

Le illustrazioni a stampa della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio nelle edizioni cinquecentesche. Uno studio sulle relazioni tra testo e immagine

2009

Abstract

Lo studio si propone di affrontare il problema su come sia stato risolto il nodo fra la comunicazione verbale e quella per immagini in un’opera come la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, relativamente alle edizioni figurate cinquecentesche. Partendo dall’analisi dei manoscritti italiani dell’opera pliniania sono stati individuati importanti precedenti dell’apparato iconografico dell’edizione veneziana, pubblicata da Melchiorre Sessa nel 1513. L’altra edizione presa in esame venne stampata a Francoforte nel 1583 da Sigmund Feyerabend. Essa pone problemi del tutto differenti, soprattutto in relazione alla questione della riutilizzazione e della rielaborazione delle immagini in quanto l’editore riutilizza matrici del Petrarca-Meister, di Virgil Solis e di Jost Amman. Dal confronto degli apparati figurativi è stato osservato l’emergere di una tematica comune relativa al fascino che esercitavano i grossi cetacei e al cambiamento della loro percezione durante il XVI secolo con l’affermazione di un approccio moderno, che possiamo definire “scientifico” allo studio della ittiologia
26-mag-2009
Italiano
Tongiorgi Tomasi, Lucia
Olmi, Giuseppe
Ambrosini, Alberto
Rozzo, Ugo
Università degli Studi di Pisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/134967
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-134967