Il paesaggio è il frutto dell’azione continua dell’uomo, che ha modificato il territorio nel suo assetto fisico ed infrastrutturale per adattarlo, in ogni tempo e modo, alle proprie esigenze legate in primo luogo ai bisogni alimentari. Pertanto, il paesaggio rurale è l’espressione dell’azione congiunta di fattori naturali e umani, dove il ruolo dell’agricoltore come produttore di elementi paesaggistici è fondamentale. Nelle diverse fasi storiche sono stati trasformati di volta in volta gli assetti colturale, irriguo, morfologico, insediativo, affinché si adattassero alle necessità dettate dalla conformazione dei luoghi e/o dai bisogni delle persone. Questi stessi elementi sono tuttora in continua evoluzione, soprattutto a causa ed in conseguenza dei mutamenti che intervengono nell’ordinamento sociale, economico e tecnologico legato al mondo agricolo e che impongono sempre nuove soluzioni per l’ottimale assetto dei terreni coltivabili legate alle metodologie di lavorazione e di produzione. Alle luce di queste considerazioni che saranno meglio sviluppate nel corso della trattazione, la ricerca sviluppata si fonda sugli indirizzi programmatici in materia di paesaggio indicati dal Consiglio d’Europa, finalizzati al miglioramento degli aspetti qualitativi del territorio tramite “il rilancio di una nuova presa di coscienza dei valori paesaggistici e delle regole per il loro governo”. Gli organismi di governo europeo, in quest’ottica, sono volti a favorire l’implementazione di una serie di procedure metodologiche, da utilizzare nei processi di gestione delle risorse territoriali, ivi comprese quelle paesaggistiche, al fine di favorire una visone innovativa e una lettura in chiave dinamica delle problematiche paesaggistiche, che non devono più essere analizzate solamente in funzione delle azioni di tutela a favore di un particolare paesaggio (riconducibile ad una specifica epoca storica e appartenente ad una particolare regione geografica), ma anche, e soprattutto, in funzione del principio che afferma che i valori paesaggistici sono coincidenti con il modo in cui l’uomo utilizza le risorse del territorio e con i cambiamenti che quotidianamente vengono impressi. La genesi e l’evoluzione del paesaggio rurale è principalmente connessa con le attività degli agricoltori le cui decisioni sulle scelte colturali sono state “guidate” per molti decenni, dal sistema dei sussidi e dalla garanzia del ritiro delle produzioni. Il cambiamento indotto dalla riforma della Politica Agricola Comune, che si è posta l’obiettivo di tutela ambientale e soprattutto di far uscire dalla “rete di protezione” gli agricoltori, porterà ad una riconfigurazione dell’assetto agro-territoriale e del paesaggio che dipenderà dal diverso mix di capacità imprenditoriali presenti. Questa volontà dell’UE ci deve far riflettere infatti, come già accaduto in altri ambiti, l’affidamento della produzione, gestione e tutela di beni pubblici, quale è il paesaggio rurale, alle dinamiche del mercato può portare a situazioni di “fallimento del mercato” con la comparsa di esternalità negative (es. progressiva perdita di elementi tipici del paesaggio). In questo quadro, risulta di particolare rilevanza la necessità di definire una chiave di lettura e di interpretazione del paesaggio rurale, e degli elementi che possono incidere significativamente nella sua evoluzione, al fine di indirizzare il decisore pubblico nelle fasi di pianificazione. Il lavoro sviluppato, pertanto, dopo un inquadramento del contesto teorico di riferimento, si pone l’obiettivo di definire una metodologia operativa in grado di consentire il superamento delle difficoltà in fase di pianificazione causate dalla varietà di aspetti, elementi e di condizioni caratterizzanti il paesaggio, determinata dalla diversa intensità e modalità di azione dei fattori geologici, climatici, morfologici, biologici, economici, culturali e sociali. A questo proposito, la proposta metodologica è orientata verso la definizione di procedure di rilevamento e trattamento informatizzato dei dati e di introduzione di metodi partecipativi per la definizione delle percezioni degli attori territoriali, per la definizione di un sistema dinamico di analisi e valutazione del paesaggio rurale. L’elemento partecipativo, è ritenuto di particolare importanza in quanto nel corso degli ultimi decenni all’interno dell’UE è maturata la consapevolezza dell’inefficacia di approcci alle politiche ambientali (e agro-ambientali) basati su misure vincolistiche, coercitive e/o repressive e sono stati individuati strumenti alternativi come, ad esempio, gli accordi volontari che si caratterizzano per la loro flessibilità e per il coinvolgimento degli stakeholders a tutela degli interessi della collettività. Il modello di analisi proposto è stato applicato nel comune di Castiglione d’Orcia (Siena, Italia), collocato nel più ampio comprensorio della Val d’Orcia, patrimonio dell’UNESCO e icona del paesaggio rurale toscano.

Un modello di supporto alle decisioni per la pianificazione del paesaggio rurale

2009

Abstract

Il paesaggio è il frutto dell’azione continua dell’uomo, che ha modificato il territorio nel suo assetto fisico ed infrastrutturale per adattarlo, in ogni tempo e modo, alle proprie esigenze legate in primo luogo ai bisogni alimentari. Pertanto, il paesaggio rurale è l’espressione dell’azione congiunta di fattori naturali e umani, dove il ruolo dell’agricoltore come produttore di elementi paesaggistici è fondamentale. Nelle diverse fasi storiche sono stati trasformati di volta in volta gli assetti colturale, irriguo, morfologico, insediativo, affinché si adattassero alle necessità dettate dalla conformazione dei luoghi e/o dai bisogni delle persone. Questi stessi elementi sono tuttora in continua evoluzione, soprattutto a causa ed in conseguenza dei mutamenti che intervengono nell’ordinamento sociale, economico e tecnologico legato al mondo agricolo e che impongono sempre nuove soluzioni per l’ottimale assetto dei terreni coltivabili legate alle metodologie di lavorazione e di produzione. Alle luce di queste considerazioni che saranno meglio sviluppate nel corso della trattazione, la ricerca sviluppata si fonda sugli indirizzi programmatici in materia di paesaggio indicati dal Consiglio d’Europa, finalizzati al miglioramento degli aspetti qualitativi del territorio tramite “il rilancio di una nuova presa di coscienza dei valori paesaggistici e delle regole per il loro governo”. Gli organismi di governo europeo, in quest’ottica, sono volti a favorire l’implementazione di una serie di procedure metodologiche, da utilizzare nei processi di gestione delle risorse territoriali, ivi comprese quelle paesaggistiche, al fine di favorire una visone innovativa e una lettura in chiave dinamica delle problematiche paesaggistiche, che non devono più essere analizzate solamente in funzione delle azioni di tutela a favore di un particolare paesaggio (riconducibile ad una specifica epoca storica e appartenente ad una particolare regione geografica), ma anche, e soprattutto, in funzione del principio che afferma che i valori paesaggistici sono coincidenti con il modo in cui l’uomo utilizza le risorse del territorio e con i cambiamenti che quotidianamente vengono impressi. La genesi e l’evoluzione del paesaggio rurale è principalmente connessa con le attività degli agricoltori le cui decisioni sulle scelte colturali sono state “guidate” per molti decenni, dal sistema dei sussidi e dalla garanzia del ritiro delle produzioni. Il cambiamento indotto dalla riforma della Politica Agricola Comune, che si è posta l’obiettivo di tutela ambientale e soprattutto di far uscire dalla “rete di protezione” gli agricoltori, porterà ad una riconfigurazione dell’assetto agro-territoriale e del paesaggio che dipenderà dal diverso mix di capacità imprenditoriali presenti. Questa volontà dell’UE ci deve far riflettere infatti, come già accaduto in altri ambiti, l’affidamento della produzione, gestione e tutela di beni pubblici, quale è il paesaggio rurale, alle dinamiche del mercato può portare a situazioni di “fallimento del mercato” con la comparsa di esternalità negative (es. progressiva perdita di elementi tipici del paesaggio). In questo quadro, risulta di particolare rilevanza la necessità di definire una chiave di lettura e di interpretazione del paesaggio rurale, e degli elementi che possono incidere significativamente nella sua evoluzione, al fine di indirizzare il decisore pubblico nelle fasi di pianificazione. Il lavoro sviluppato, pertanto, dopo un inquadramento del contesto teorico di riferimento, si pone l’obiettivo di definire una metodologia operativa in grado di consentire il superamento delle difficoltà in fase di pianificazione causate dalla varietà di aspetti, elementi e di condizioni caratterizzanti il paesaggio, determinata dalla diversa intensità e modalità di azione dei fattori geologici, climatici, morfologici, biologici, economici, culturali e sociali. A questo proposito, la proposta metodologica è orientata verso la definizione di procedure di rilevamento e trattamento informatizzato dei dati e di introduzione di metodi partecipativi per la definizione delle percezioni degli attori territoriali, per la definizione di un sistema dinamico di analisi e valutazione del paesaggio rurale. L’elemento partecipativo, è ritenuto di particolare importanza in quanto nel corso degli ultimi decenni all’interno dell’UE è maturata la consapevolezza dell’inefficacia di approcci alle politiche ambientali (e agro-ambientali) basati su misure vincolistiche, coercitive e/o repressive e sono stati individuati strumenti alternativi come, ad esempio, gli accordi volontari che si caratterizzano per la loro flessibilità e per il coinvolgimento degli stakeholders a tutela degli interessi della collettività. Il modello di analisi proposto è stato applicato nel comune di Castiglione d’Orcia (Siena, Italia), collocato nel più ampio comprensorio della Val d’Orcia, patrimonio dell’UNESCO e icona del paesaggio rurale toscano.
27-ott-2009
Italiano
Rovai, Massimo
Santucci, Alessandro
Università degli Studi di Pisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/135589
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-135589