Il tema sul quale si concentra la tesi di dottorato è quello della potestà normativa “concorrente” o “ripartita” tra Stato e Regioni, una delle poche tracce rimaste, almeno in apparenza, del vecchio Titolo V della Costituzione. Il percorso lungo il quale si snoda il lavoro di ricerca prende le mosse dalla considerazione che la riforma avvenuta con legge costituzionale n. 3 del 2001 ha rappresentato il culmine di un lungo processo di trasformazione sistemica dei rapporti tra i diversi livelli di governo. Oggi questi ultimi non sono più inquadrabili alla luce del principio di preminenza dell’indirizzo politico statale – come avveniva durante la vigenza dell’originario Titolo V – in quanto ad esso si sono sostituiti i principi del «pluralismo istituzionale paritario» e di sussidiarietà. Da qui l’interrogativo che ha condizionato inevitabilmente sia la struttura della tesi, sia la scelta di focalizzare l’attenzione su alcune specifiche questioni inerenti al tema in esame: in che misura simili mutamenti di sistema hanno inciso sulla potestà legislativa concorrente, nonostante sia stato conservato, anche a seguito della riforma del 2001, il riparto tra “principi fondamentali” e c.d. “dettaglio regionale”? Scopo della ricerca dottorale, dunque, è quello di provare a rispondere all’interrogativo posto: in altri termini, ciò che il presente lavoro si propone di fare è di ricostruire l’evoluzione della competenza concorrente fino ai nostri giorni, mettendo in relazione i modelli nei quali essa ha preso (o avrebbe dovuto prendere) forma con i cambiamenti che hanno interessato le logiche sottese ai rapporti tra Stato e Regioni.
La potestà legislativa concorrente tra modelli teorici ed evoluzione delle pratiche interpretative
SALVAGO, MANUELA
2013
Abstract
Il tema sul quale si concentra la tesi di dottorato è quello della potestà normativa “concorrente” o “ripartita” tra Stato e Regioni, una delle poche tracce rimaste, almeno in apparenza, del vecchio Titolo V della Costituzione. Il percorso lungo il quale si snoda il lavoro di ricerca prende le mosse dalla considerazione che la riforma avvenuta con legge costituzionale n. 3 del 2001 ha rappresentato il culmine di un lungo processo di trasformazione sistemica dei rapporti tra i diversi livelli di governo. Oggi questi ultimi non sono più inquadrabili alla luce del principio di preminenza dell’indirizzo politico statale – come avveniva durante la vigenza dell’originario Titolo V – in quanto ad esso si sono sostituiti i principi del «pluralismo istituzionale paritario» e di sussidiarietà. Da qui l’interrogativo che ha condizionato inevitabilmente sia la struttura della tesi, sia la scelta di focalizzare l’attenzione su alcune specifiche questioni inerenti al tema in esame: in che misura simili mutamenti di sistema hanno inciso sulla potestà legislativa concorrente, nonostante sia stato conservato, anche a seguito della riforma del 2001, il riparto tra “principi fondamentali” e c.d. “dettaglio regionale”? Scopo della ricerca dottorale, dunque, è quello di provare a rispondere all’interrogativo posto: in altri termini, ciò che il presente lavoro si propone di fare è di ricostruire l’evoluzione della competenza concorrente fino ai nostri giorni, mettendo in relazione i modelli nei quali essa ha preso (o avrebbe dovuto prendere) forma con i cambiamenti che hanno interessato le logiche sottese ai rapporti tra Stato e Regioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/136622
URN:NBN:IT:UNIPI-136622