I poemi omerici hanno rappresentato nell'approccio critico-interpretativo alle Storie di Erodoto un punto di riferimento importante, in quanto i rapporti tra queste opere sono stati molteplici e a più livelli, dalla struttura narrativa alle scelte tematiche e lessicali. Il lavoro intende concentrarsi sugli influssi omerici nelle Storie intesi non tanto come la ripresa letteraria di un modello, quanto piuttosto come un utile termine di confronto per provare a ricostruire i meccanismi di pubblicazione-esecuzione che hanno caratterizzato un'opera ormai lontana dal genere letterario dell'epos e, al contempo, in costante dialogo con i moduli narrativi, le tematiche e le forme proprie dell'epica. Attraverso l’analisi di alcune scene di sogno, di seduzione, di vestizione e di battaglia si cerca di evidenziare nelle Storie la presenza di elementi ricorrenti che ricordano la struttura delle ‘scene tipiche’, che costituiscono una delle strutture portanti dei moduli narrativi nell'epica; segue un’analisi dei discorsi erodotei che, esaminati con attenzione specifica alla funzione acquisita nei rispettivi contesti narrativi, si rivelano, come quelli omerici, non un puro espediente letterario, ma spiegano, motivano e generano le vicende narrate, facendosi ‘motore’ dell’azione. Si vuole dunque mettere in evidenza come le Storie ‘ereditino’ dai poemi omerici due aspetti fortemente legati al contesto di composizione e trasmissione orale dell’epos arcaico: da un lato le scene tipiche, intese prevalentemente come ‘repertorio’ di elementi che possono essere variamente mescolati per creare situazioni ricorrenti ma, allo stesso tempo, ogni volta differenti; dall’altro i discorsi e la loro funzionalità, che rispecchia una cultura ancora prevalentemente orale, al cui interno la parola pronunciata ha un peso pari, e talvolta maggiore, rispetto all’azione. Partendo dal modello omerico è quindi possibile riconoscere le tracce di un’oralità che ha fortemente influito sulle tecniche di composizione delle Storie e che potrebbe essere riconducibile ad un contesto di diffusione orale, tramite performance, dell’opera erodotea.

L'epos in prosa. Influssi omerici nelle Storie di Erodoto

2020

Abstract

I poemi omerici hanno rappresentato nell'approccio critico-interpretativo alle Storie di Erodoto un punto di riferimento importante, in quanto i rapporti tra queste opere sono stati molteplici e a più livelli, dalla struttura narrativa alle scelte tematiche e lessicali. Il lavoro intende concentrarsi sugli influssi omerici nelle Storie intesi non tanto come la ripresa letteraria di un modello, quanto piuttosto come un utile termine di confronto per provare a ricostruire i meccanismi di pubblicazione-esecuzione che hanno caratterizzato un'opera ormai lontana dal genere letterario dell'epos e, al contempo, in costante dialogo con i moduli narrativi, le tematiche e le forme proprie dell'epica. Attraverso l’analisi di alcune scene di sogno, di seduzione, di vestizione e di battaglia si cerca di evidenziare nelle Storie la presenza di elementi ricorrenti che ricordano la struttura delle ‘scene tipiche’, che costituiscono una delle strutture portanti dei moduli narrativi nell'epica; segue un’analisi dei discorsi erodotei che, esaminati con attenzione specifica alla funzione acquisita nei rispettivi contesti narrativi, si rivelano, come quelli omerici, non un puro espediente letterario, ma spiegano, motivano e generano le vicende narrate, facendosi ‘motore’ dell’azione. Si vuole dunque mettere in evidenza come le Storie ‘ereditino’ dai poemi omerici due aspetti fortemente legati al contesto di composizione e trasmissione orale dell’epos arcaico: da un lato le scene tipiche, intese prevalentemente come ‘repertorio’ di elementi che possono essere variamente mescolati per creare situazioni ricorrenti ma, allo stesso tempo, ogni volta differenti; dall’altro i discorsi e la loro funzionalità, che rispecchia una cultura ancora prevalentemente orale, al cui interno la parola pronunciata ha un peso pari, e talvolta maggiore, rispetto all’azione. Partendo dal modello omerico è quindi possibile riconoscere le tracce di un’oralità che ha fortemente influito sulle tecniche di composizione delle Storie e che potrebbe essere riconducibile ad un contesto di diffusione orale, tramite performance, dell’opera erodotea.
20-mar-2020
Università degli Studi di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/136734
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