Il nome e la forma è uno studio sul nome e il modo in cui viene utilizzato dagli scrittori italiani contemporanei nei loro romanzi, ma non incentrato esclusivamente sui nomi dei personaggi bensì anche sul nome di autore. Per tutti è evidente che il primo nome proprio che appare su di un libro è quello dell’autore, generalmente sul frontespizio vicino al titolo, riconosciamo anche che tale nome inequivocabilmente rimanda a un individuo. Quanto a quest’ultimo, poteva, almeno fino ad oggi, nel caso volesse diversificare l’uomo dallo scrittore o semplicemente mantenere l’anonimato, avvalersi di uno pseudonimo. Questa situazione fra il 1980 e il 2015, il periodo analizzato da questo studio, è stata soggetta a numerose esperienze che hanno messo in discussione il rapporto fra nome d'autore e personaggi, letteratura e mondo. Lo studio è diviso in tre parti ( rispettivamente intitolate “Il dolore della separazione”; “Il nome multiplo”; “Verso l'increato”) e analizza un corpus di romanzi contemporanei, per la maggior parte italiani, in modo da individuare costanze e differenze. Nel corpus sono presenti in particolare opere di Palandri, Del Giudice, Manganelli, Galiazzo, Scarpa, Tondelli, Luther Blissett, Saviano, Siti, Wu Ming, Moresco. La varietà dei casi ha consentito di descrivere una realtà multiforme, grazie alla quale è stato possibile in larga parte gli obiettivi, che il lavoro si era prefisso: 1) delineare una fenomenologia degli studi del nome, prestando particolare attenzione alle mutazioni di rilevanza sia sociale che culturale; 2) studiare i rapporti che intercorrono fra nome di autore e istanza narrativa al fine di vedere se ciò non solo può risultare determinante per le scelte onomastiche di uno scrittore, ma può anche consentire una maggiore comprensione critica del testo; 3) gettare le basi per una nuova teoria dei modi di nominazione in letteratura, che abbandoni il vecchio assioma su cui è fondata l’onomastica, e cioè che il nome sia un termine a referente unico.

il nome e la forma

2015

Abstract

Il nome e la forma è uno studio sul nome e il modo in cui viene utilizzato dagli scrittori italiani contemporanei nei loro romanzi, ma non incentrato esclusivamente sui nomi dei personaggi bensì anche sul nome di autore. Per tutti è evidente che il primo nome proprio che appare su di un libro è quello dell’autore, generalmente sul frontespizio vicino al titolo, riconosciamo anche che tale nome inequivocabilmente rimanda a un individuo. Quanto a quest’ultimo, poteva, almeno fino ad oggi, nel caso volesse diversificare l’uomo dallo scrittore o semplicemente mantenere l’anonimato, avvalersi di uno pseudonimo. Questa situazione fra il 1980 e il 2015, il periodo analizzato da questo studio, è stata soggetta a numerose esperienze che hanno messo in discussione il rapporto fra nome d'autore e personaggi, letteratura e mondo. Lo studio è diviso in tre parti ( rispettivamente intitolate “Il dolore della separazione”; “Il nome multiplo”; “Verso l'increato”) e analizza un corpus di romanzi contemporanei, per la maggior parte italiani, in modo da individuare costanze e differenze. Nel corpus sono presenti in particolare opere di Palandri, Del Giudice, Manganelli, Galiazzo, Scarpa, Tondelli, Luther Blissett, Saviano, Siti, Wu Ming, Moresco. La varietà dei casi ha consentito di descrivere una realtà multiforme, grazie alla quale è stato possibile in larga parte gli obiettivi, che il lavoro si era prefisso: 1) delineare una fenomenologia degli studi del nome, prestando particolare attenzione alle mutazioni di rilevanza sia sociale che culturale; 2) studiare i rapporti che intercorrono fra nome di autore e istanza narrativa al fine di vedere se ciò non solo può risultare determinante per le scelte onomastiche di uno scrittore, ma può anche consentire una maggiore comprensione critica del testo; 3) gettare le basi per una nuova teoria dei modi di nominazione in letteratura, che abbandoni il vecchio assioma su cui è fondata l’onomastica, e cioè che il nome sia un termine a referente unico.
2-dic-2015
Italiano
Benedetti, Carla
Bianco, Francesco Ugo
Arcamone, Maria Giovanna
Tort, Joan
Università degli Studi di Pisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/136769
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-136769