Nel suo complesso la ricerca si propone tre obiettivi interconnessi: 1. specificare la concezione della comunicazione in Luigi Pareyson (aspetto che tra l’altro non è stato preso in considerazione in modo sufficiente dalla letteratura critica), il che contribuirà a precisare la dimensione esistenziale della comunicazione; 2. analizzare la comunicazione nelle due dimensioni che la integrano (linguistica, derivata o espressiva, e ontologica, originaria o esistenziale) di fronte ai tentativi di ridurla a un solo livello, di cui sono responsabili, da un lato, i linguisti e i semiotici (con il loro presupposto che in ambito comunicativo tutto è classificabile, oggettivo e linguistico), e dall’altro, i filosofi (con la loro pretesa di eliminare il linguaggio oggettivo privandolo dalla capacità rivelativa della realtà); 3. edificare una filosofia della comunicazione (a partire dai contributi pareysoniani) che è fondamentalmente ontologia, e dalla quale deriva un’etica capace di rispondere in maniera soddisfacente la domanda “perché comunicar bene?”. Lo studio presenta un certo carattere interdisciplinare: approfondisce sia l’ermeneutica di Pareyson che le ultime analisi teoriche realizzate nell’ambito delle scienze della comunicazione, tentando di capire a partire di esse i processi e gli elementi che intervengono in ogni processo comunicativo. Si tratta, quindi, di stabilire ed esplicitare i vincoli esistenti tra le due dimensioni della comunicazione: quella originaria o esistenziale (che suppone l’uomo come rapporto originario con l’essere e con la verità, e come coincidenza di autorelazione ed eterorelazione) e quella derivata o espressiva (che si sviluppa come interscambio d’informazione attraverso il linguaggio concettuale, corporale, ecc.). Il pensiero pareysoniano viene esaminato in modo di trovare a partire dai suoi principi i fondamenti della comunicazione, il che, in questo caso, significa penetrare il fenomeno della comunicazione attraverso la riflessione filosofica fino a raggiungere la sua origine ontologica. Infatti, la filosofia dell’autore piemontese permette di esplicitare la possibilità, natura, necessità e condizioni della comunicazione. Una volta messi in luce i fondamenti, cioè la dimensione originaria o esistenziale (ontologica) della comunicazione, la ricerca termina indagando: se il comunicar bene può affermarsi (o negarsi) come risultato ideale verso il quale ogni processo comunicativo dovrebbe tendere; se così come oggi si svolgono i processi comunicativi conducono (o deviano) verso il comunicare bene, e in quale misura lo fanno.

Diálogo existencial y conversación: ontología y ética de la comunicación a partir de Luigi Pareyson

2006

Abstract

Nel suo complesso la ricerca si propone tre obiettivi interconnessi: 1. specificare la concezione della comunicazione in Luigi Pareyson (aspetto che tra l’altro non è stato preso in considerazione in modo sufficiente dalla letteratura critica), il che contribuirà a precisare la dimensione esistenziale della comunicazione; 2. analizzare la comunicazione nelle due dimensioni che la integrano (linguistica, derivata o espressiva, e ontologica, originaria o esistenziale) di fronte ai tentativi di ridurla a un solo livello, di cui sono responsabili, da un lato, i linguisti e i semiotici (con il loro presupposto che in ambito comunicativo tutto è classificabile, oggettivo e linguistico), e dall’altro, i filosofi (con la loro pretesa di eliminare il linguaggio oggettivo privandolo dalla capacità rivelativa della realtà); 3. edificare una filosofia della comunicazione (a partire dai contributi pareysoniani) che è fondamentalmente ontologia, e dalla quale deriva un’etica capace di rispondere in maniera soddisfacente la domanda “perché comunicar bene?”. Lo studio presenta un certo carattere interdisciplinare: approfondisce sia l’ermeneutica di Pareyson che le ultime analisi teoriche realizzate nell’ambito delle scienze della comunicazione, tentando di capire a partire di esse i processi e gli elementi che intervengono in ogni processo comunicativo. Si tratta, quindi, di stabilire ed esplicitare i vincoli esistenti tra le due dimensioni della comunicazione: quella originaria o esistenziale (che suppone l’uomo come rapporto originario con l’essere e con la verità, e come coincidenza di autorelazione ed eterorelazione) e quella derivata o espressiva (che si sviluppa come interscambio d’informazione attraverso il linguaggio concettuale, corporale, ecc.). Il pensiero pareysoniano viene esaminato in modo di trovare a partire dai suoi principi i fondamenti della comunicazione, il che, in questo caso, significa penetrare il fenomeno della comunicazione attraverso la riflessione filosofica fino a raggiungere la sua origine ontologica. Infatti, la filosofia dell’autore piemontese permette di esplicitare la possibilità, natura, necessità e condizioni della comunicazione. Una volta messi in luce i fondamenti, cioè la dimensione originaria o esistenziale (ontologica) della comunicazione, la ricerca termina indagando: se il comunicar bene può affermarsi (o negarsi) come risultato ideale verso il quale ogni processo comunicativo dovrebbe tendere; se così come oggi si svolgono i processi comunicativi conducono (o deviano) verso il comunicare bene, e in quale misura lo fanno.
18-giu-2006
Italiano
Fabris, Adriano
Università degli Studi di Pisa
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-136800