Il maggiore ostacolo all’eradicazione di HIV è la presenza del reservoir virale trascrizionalmente silente ma in grado di replicare e difficilmente accessibile alla terapia. Reservoir di piccole dimensioni correlano con una prognosi migliore e una minor probabilità di rebound virologico in caso di semplificazione di terapia. La quantificazione del reservoir risulta pertanto essenziale per valutare la reale efficacia della terapia. La quantificazione dell’HIV-DNA totale (circolare e integrato) rappresenta una metodica semplice e ampiamente utilizzata per analizzare il reservoir, nonostante ne sovrastimi le reali dimensioni includendo genomi defettivi. Pertanto, inizialmente abbiamo ottimizzato una metodica per la quantificazione delle forme circolari di HIV-DNA. La forma circolare 2-LTR è stata misurata con successo; ciò non è stato possibile per la forma 1-LTR a causa di omologie di sequenza con il DNA genomico. Come parte di uno studio attualmente in corso, sette pazienti sono stati arruolati alla diagnosi (T0) e seguiti con prelievi a 6(T1), 12(T2), 18(T3) e 24(T4) mesi dopo l’inizio della terapia. Dati preliminari ottenuti nel primo anno (T0,T1,T2) mostrano un andamento dell’HIV-DNA totale stabile nel tempo (P>0,1); analogamente, la forma 2-LTR non mostra aumenti significativi tra T0 e T1 (P>0,5). Tuttavia, a T0 è stata osservata una differenza statisticamente significativa tra l’HIV-DNA totale e la forma 2-LTR (P<0,05). La seconda parte dello studio si è focalizzata sul saggio TILDA, un metodo in grado di misurare esclusivamente virus competenti la replicazione. Abbiamo adattato questa metodica alle nostre condizioni sperimentali eseguendola su 3 pazienti HIV-positivi. Infine, considerando il costante aumento dei casi di infezione con sottotipi non-B e che il saggio TILDA è stato sviluppato principalmente per il sottotipo B, il protocollo è stato modificato in modo da rilevare il sottotipo C, il più diffuso a livello mondiale. In particolare, è stato eseguito con successo su 3 pazienti infetti con il sottotipo C.

HIV e reservoir

2019

Abstract

Il maggiore ostacolo all’eradicazione di HIV è la presenza del reservoir virale trascrizionalmente silente ma in grado di replicare e difficilmente accessibile alla terapia. Reservoir di piccole dimensioni correlano con una prognosi migliore e una minor probabilità di rebound virologico in caso di semplificazione di terapia. La quantificazione del reservoir risulta pertanto essenziale per valutare la reale efficacia della terapia. La quantificazione dell’HIV-DNA totale (circolare e integrato) rappresenta una metodica semplice e ampiamente utilizzata per analizzare il reservoir, nonostante ne sovrastimi le reali dimensioni includendo genomi defettivi. Pertanto, inizialmente abbiamo ottimizzato una metodica per la quantificazione delle forme circolari di HIV-DNA. La forma circolare 2-LTR è stata misurata con successo; ciò non è stato possibile per la forma 1-LTR a causa di omologie di sequenza con il DNA genomico. Come parte di uno studio attualmente in corso, sette pazienti sono stati arruolati alla diagnosi (T0) e seguiti con prelievi a 6(T1), 12(T2), 18(T3) e 24(T4) mesi dopo l’inizio della terapia. Dati preliminari ottenuti nel primo anno (T0,T1,T2) mostrano un andamento dell’HIV-DNA totale stabile nel tempo (P>0,1); analogamente, la forma 2-LTR non mostra aumenti significativi tra T0 e T1 (P>0,5). Tuttavia, a T0 è stata osservata una differenza statisticamente significativa tra l’HIV-DNA totale e la forma 2-LTR (P<0,05). La seconda parte dello studio si è focalizzata sul saggio TILDA, un metodo in grado di misurare esclusivamente virus competenti la replicazione. Abbiamo adattato questa metodica alle nostre condizioni sperimentali eseguendola su 3 pazienti HIV-positivi. Infine, considerando il costante aumento dei casi di infezione con sottotipi non-B e che il saggio TILDA è stato sviluppato principalmente per il sottotipo B, il protocollo è stato modificato in modo da rilevare il sottotipo C, il più diffuso a livello mondiale. In particolare, è stato eseguito con successo su 3 pazienti infetti con il sottotipo C.
12-apr-2019
Università degli Studi di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/137025
Il codice NBN di questa tesi è urn:nbn:it:unibo-25283