La crisi economica che sta attraversando il nostro paese, la depressione che ha colpito il settore immobiliare e le difficoltà sempre maggiori di accesso al credito bancario hanno incentivato la "creazione di modelli negoziali funzionali alla trasmissione di diritti “ambigui”, a cavallo tra realità e obbligatorietà". Correlativamente, il meccanismo derivativo della trasmissione del potere dominicale, tipico della compravendita disegnata dal legislatore del ’42, rappresenta solo una delle possibili articolazioni del negozio non più monolitico e uniforme, ma che si presenta sempre più articolato e flessibile. Nel presente elaborato, ci si propone di analizzare le "nuove" formule di contrattazione immobiliare caratterizzate da uno iato temporale tra il godimento e il possesso del bene. L’obiettivo della ricerca è dunque quello di comprendere se non possa più considerarsi attuale lo stereotipo proprietario del diritto di godere e di disporre, e se ci si trovi difronte a una nuova forma di articolazione tra titolarità, appartenenza e legittimazione rispetto ai beni immobili. La trattazione viene condotta attraverso un’analisi delle diverse forme contrattuali delineatasi negli ultimi anni, e nello specifico dei "contratti di godimento in funzione della successiva alienazione d’immobili” di cui alla legge 11 Novembre 2014, n. 164 ; del "contratto di locazione finanziaria finalizzato all'acquisto di beni immobili da adibire ad abitazione principale” introdotto dalla legge 28.12.2015 n.208, e infine delle configurazioni che nella prassi ha assunto la contrattazione immobiliare per il rilancio del settore immobiliare (rent to buy, help to buy e buy to rent oggetto del terzo capitolo). Lo scopo è quello di contribuire alla riflessione sulle molteplici configurazioni che la contrattazione immobiliare può assumere per agevolare l’incontro tra domanda ed offerta in tempi di crisi.
"Rent to buy" e "Buy to rent": nuove tipologie contrattuali anticrisi?
2018
Abstract
La crisi economica che sta attraversando il nostro paese, la depressione che ha colpito il settore immobiliare e le difficoltà sempre maggiori di accesso al credito bancario hanno incentivato la "creazione di modelli negoziali funzionali alla trasmissione di diritti “ambigui”, a cavallo tra realità e obbligatorietà". Correlativamente, il meccanismo derivativo della trasmissione del potere dominicale, tipico della compravendita disegnata dal legislatore del ’42, rappresenta solo una delle possibili articolazioni del negozio non più monolitico e uniforme, ma che si presenta sempre più articolato e flessibile. Nel presente elaborato, ci si propone di analizzare le "nuove" formule di contrattazione immobiliare caratterizzate da uno iato temporale tra il godimento e il possesso del bene. L’obiettivo della ricerca è dunque quello di comprendere se non possa più considerarsi attuale lo stereotipo proprietario del diritto di godere e di disporre, e se ci si trovi difronte a una nuova forma di articolazione tra titolarità, appartenenza e legittimazione rispetto ai beni immobili. La trattazione viene condotta attraverso un’analisi delle diverse forme contrattuali delineatasi negli ultimi anni, e nello specifico dei "contratti di godimento in funzione della successiva alienazione d’immobili” di cui alla legge 11 Novembre 2014, n. 164 ; del "contratto di locazione finanziaria finalizzato all'acquisto di beni immobili da adibire ad abitazione principale” introdotto dalla legge 28.12.2015 n.208, e infine delle configurazioni che nella prassi ha assunto la contrattazione immobiliare per il rilancio del settore immobiliare (rent to buy, help to buy e buy to rent oggetto del terzo capitolo). Lo scopo è quello di contribuire alla riflessione sulle molteplici configurazioni che la contrattazione immobiliare può assumere per agevolare l’incontro tra domanda ed offerta in tempi di crisi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/137394
urn:nbn:it:unibo-23344