La tesi analizza la creazione e lo sviluppo di un sistema internazionale votato al contrasto della Tratta delle Bianche, tra il 1885 e la Seconda Guerra Mondiale. In questa sede si è dimostrato come tale sistema sia stato concepito e organizzato da associazioni filantropiche europee a cui solo in un secondo momento si aggiunsero i governi nazionali. La tesi porta avanti un’analisi comparativa dei casi inglese e italiano, allo scopo di comprendere sia le interazioni tra i privati e i governi nella fase di assistenza e di promozione di leggi nazionali atte al contrasto del fenomeno sia il processo di internazionalizzazione del contrasto del traffico. A un livello superiore interveniva l’azione di una rete internazionale organizzata dai volontari e non dai singoli Stati, i quali entrarono a far parte della lotta internazionale dal 1902. Tra il 1902 e il 1915, furono redatte le prime due Convenzioni internazionali contro il traffico di donne e di minori a tutt’oggi in vigore. La tesi dimostra come la partecipazione delle associazioni private sia stata fondamentale per la creazione di un corpus giuridico internazionale. Si dimostra come, all'interno della Società delle Nazioni, la lotta alla Tratta sia proseguita in continuità con il ventennio precedente, attraverso una commissione composta sia di volontari sia di governi nazionali. I risultati ottenuti dalla Società delle Nazioni furono poi ripresi dalle successive convenzioni redatte dalle Nazioni Unite. Lo studio si basa su una documentazione conservata presso l’Archivio Centrale dello Stato, l’Archivio di Stato di Forlì, l’Archivio dell’Unione Femminile di Milano, la Women’s Library presso la LSE e, infine, l’Archivio della Società delle Nazioni presso le Nazioni Unite a Ginevra.

La Tratta delle Bianche in Italia e in Gran Bretagna. Dall'associazionismo alla Societa delle Nazioni (1885-1946)

2018

Abstract

La tesi analizza la creazione e lo sviluppo di un sistema internazionale votato al contrasto della Tratta delle Bianche, tra il 1885 e la Seconda Guerra Mondiale. In questa sede si è dimostrato come tale sistema sia stato concepito e organizzato da associazioni filantropiche europee a cui solo in un secondo momento si aggiunsero i governi nazionali. La tesi porta avanti un’analisi comparativa dei casi inglese e italiano, allo scopo di comprendere sia le interazioni tra i privati e i governi nella fase di assistenza e di promozione di leggi nazionali atte al contrasto del fenomeno sia il processo di internazionalizzazione del contrasto del traffico. A un livello superiore interveniva l’azione di una rete internazionale organizzata dai volontari e non dai singoli Stati, i quali entrarono a far parte della lotta internazionale dal 1902. Tra il 1902 e il 1915, furono redatte le prime due Convenzioni internazionali contro il traffico di donne e di minori a tutt’oggi in vigore. La tesi dimostra come la partecipazione delle associazioni private sia stata fondamentale per la creazione di un corpus giuridico internazionale. Si dimostra come, all'interno della Società delle Nazioni, la lotta alla Tratta sia proseguita in continuità con il ventennio precedente, attraverso una commissione composta sia di volontari sia di governi nazionali. I risultati ottenuti dalla Società delle Nazioni furono poi ripresi dalle successive convenzioni redatte dalle Nazioni Unite. Lo studio si basa su una documentazione conservata presso l’Archivio Centrale dello Stato, l’Archivio di Stato di Forlì, l’Archivio dell’Unione Femminile di Milano, la Women’s Library presso la LSE e, infine, l’Archivio della Società delle Nazioni presso le Nazioni Unite a Ginevra.
7-mag-2018
Università degli Studi di Bologna
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