Le piante medicinali occupano un posto fondamentale tra i rimedi di origine naturale; molti farmaci contengono molecole di natura vegetale e molti principi attivi di sintesi sono modellati sulla struttura di ben note molecole vegetali. Negli ultimi venti anni la chimica delle sostanze naturali è stata oggetto di un’intensa attività di ricerca; sebbene la maggior parte dei farmaci di ultima generazione sul mercato sia di origine sintetica, le sostanze naturali ed in particolare i metaboliti secondari di origine vegetale, isolati e caratterizzati da un grande e vario numero di specie, hanno un ruolo fondamentale nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci. I principi attivi di origine vegetale possono essere impiegati direttamente come farmaci oppure come precursori per emisintesi chemiofarmaceutiche o, infine, servire come modelli per lo sviluppo di nuove specialità medicinali. È per questo che gli studi fitochimici rappresentano un campo in continua evoluzione ed in continuo progresso, grazie soprattutto a nuove tecniche che hanno permesso di raggiungere con maggiore facilità e in minor tempo gli scopi desiderati; di pari passo anche gli studi di botanica, di etnobotanica, di farmacologia e di medicina hanno subito un incremento e ad oggi grazie a questa interdisciplinarietà è possibile avere molte più informazioni sulle piante medicinali e sul loro impiego razionale in campo medico. Una disciplina che ha preso maggior piede negli ultimi anni è rappresentata dalla chimica sistematica o chemiotassonomia, disciplina che si occupa dello studio delle somiglianze o differenze dei metaboliti secondari delle piante ovvero della loro distribuzione nel regno vegetale. Il principio alla base di questa particolare disciplina, che abbiamo utilizzato per affrontare il problema tassonomico del genere Centaurea appartenente alla famiglia delle Asteraceae, genere tassonomicamente complesso ed articolato, e che a causa della grande diversità morfologia, cariologica e palinologica risulta difficilmente circoscrivibile, è che è più probabile trovare metaboliti secondari simili in piante tassonomicamente vicine, piuttosto che in piante appartenenti a famiglie molto distanti. Abbiamo così potuto proporre una via di classificazione che sembra trovar accordo con le recenti proposte di alcuni botanici. Abbiamo inoltre affrontato lo studio fitochimico e quindi l’isolamento e la caratterizzazione di metaboliti secondari provenienti da una Centaurea appartenente alla flora turca; Centaurea deflexa, i cui prodotti isolati e considerati più interessanti sono stati saggiati per testarne le proprietà allelopatiche e per evidenziarne le eventuali proprietà antitumorali, vista l’appartenenza di molti alla classe dei lattoni sesquiterpenici, strutture chimiche di cui è ben nota la probabile attività antineoplastica. Abbiamo anche studiato la composizione chimica dell’olio essenziale di Laurus nobilis ottenuto per via classica e con nuovo metodo microonde-dipendente, sottolineando i numerosi vantaggi che tale metodo apporta, ed infine grazie alla tecnica SPME, sono stati analizzati i volatili emessi in vivo da diversi organi e singole parti di Citrus limon, oltre allo studio della composizione del suo olio essenziale.
STUDIO FITOCHIMICO DELLE PIANTE APPARTENENTI ALLA FLORA MEDITERRANEA E TURCA
Tebano, Marianna
2007
Abstract
Le piante medicinali occupano un posto fondamentale tra i rimedi di origine naturale; molti farmaci contengono molecole di natura vegetale e molti principi attivi di sintesi sono modellati sulla struttura di ben note molecole vegetali. Negli ultimi venti anni la chimica delle sostanze naturali è stata oggetto di un’intensa attività di ricerca; sebbene la maggior parte dei farmaci di ultima generazione sul mercato sia di origine sintetica, le sostanze naturali ed in particolare i metaboliti secondari di origine vegetale, isolati e caratterizzati da un grande e vario numero di specie, hanno un ruolo fondamentale nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci. I principi attivi di origine vegetale possono essere impiegati direttamente come farmaci oppure come precursori per emisintesi chemiofarmaceutiche o, infine, servire come modelli per lo sviluppo di nuove specialità medicinali. È per questo che gli studi fitochimici rappresentano un campo in continua evoluzione ed in continuo progresso, grazie soprattutto a nuove tecniche che hanno permesso di raggiungere con maggiore facilità e in minor tempo gli scopi desiderati; di pari passo anche gli studi di botanica, di etnobotanica, di farmacologia e di medicina hanno subito un incremento e ad oggi grazie a questa interdisciplinarietà è possibile avere molte più informazioni sulle piante medicinali e sul loro impiego razionale in campo medico. Una disciplina che ha preso maggior piede negli ultimi anni è rappresentata dalla chimica sistematica o chemiotassonomia, disciplina che si occupa dello studio delle somiglianze o differenze dei metaboliti secondari delle piante ovvero della loro distribuzione nel regno vegetale. Il principio alla base di questa particolare disciplina, che abbiamo utilizzato per affrontare il problema tassonomico del genere Centaurea appartenente alla famiglia delle Asteraceae, genere tassonomicamente complesso ed articolato, e che a causa della grande diversità morfologia, cariologica e palinologica risulta difficilmente circoscrivibile, è che è più probabile trovare metaboliti secondari simili in piante tassonomicamente vicine, piuttosto che in piante appartenenti a famiglie molto distanti. Abbiamo così potuto proporre una via di classificazione che sembra trovar accordo con le recenti proposte di alcuni botanici. Abbiamo inoltre affrontato lo studio fitochimico e quindi l’isolamento e la caratterizzazione di metaboliti secondari provenienti da una Centaurea appartenente alla flora turca; Centaurea deflexa, i cui prodotti isolati e considerati più interessanti sono stati saggiati per testarne le proprietà allelopatiche e per evidenziarne le eventuali proprietà antitumorali, vista l’appartenenza di molti alla classe dei lattoni sesquiterpenici, strutture chimiche di cui è ben nota la probabile attività antineoplastica. Abbiamo anche studiato la composizione chimica dell’olio essenziale di Laurus nobilis ottenuto per via classica e con nuovo metodo microonde-dipendente, sottolineando i numerosi vantaggi che tale metodo apporta, ed infine grazie alla tecnica SPME, sono stati analizzati i volatili emessi in vivo da diversi organi e singole parti di Citrus limon, oltre allo studio della composizione del suo olio essenziale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/138035
URN:NBN:IT:UNIPI-138035