Uno degli attuali focus di attenzione della biologia riproduttiva e' l’influenza delle tecniche di riproduzione assistita sulla salute dei nati. Da un lato le tecnologie della riproduzione assistita (ART) hanno scopi benefici permettendo a coppie infertili di realizzare il loro desiderio procreativo, dall’altro però sollevano forti questioni mediche, giuridiche ed etiche circa la possibilità che tali tecnologie possano esercitare effetti negativi a breve e/o a lungo termine sulla salute dei nati. La salute dei gameti e, in particolare degli spermatozoi, ha una forte rilevanza poiche' lo stato di salute della cellula germinale maschile agisce condizionando non solo lo sviluppo embrionale, ma anche i tassi d’impianto, le interruzioni spontanee di gravidanza e la salute dei nati. Le tecnologie di riproduzione assistita, inoltre, stanno assumendo un’importanza fondamentale anche nella preservazione della la fertilità femminile in pazienti affette da tumore. Recenti progressi raggiunti in campo diagnostico e nei trattamenti radio- e chemio-terapici hanno favorito un aumento della sopravvivenza delle pazienti oncologiche. Tuttavia, la citotossicità delle terapie oncosoppressive si riflette in un aumento della popolazione di giovani donne che vanno incontro a problemi di infertilità, causati da un’elevata probabilità di menopausa precoce. In questo lavoro, e’stato indagato come alcune procedure di manipolazione in vitro possano influenzare lo stato di salute dei gameti maschili nell’uomo, e, con l’ausilio di un modello animale bovino, sono state valutate le conseguenze della manipolazione in vitro degli spermatozoi sulla qualità di embrioni ottenuti da fecondazioni con spermatozoi che hanno subito un danno ossidativo esogeno. E’ stato analizzato l’effetto di due diverse temperature di incubazione, temperatura ambiente (RT) e 37°C, sulla funzionalità spermatica umana in termini di motilità, vitalità e frammentazione del DNA su spermatozoi umani selezionati o meno mediante tecniche di “swim up” e, inoltre, sono state valutate variazioni della qualità spermatica in spermatozoi coltivati a diverse concentrazioni. I risultati hanno mostrato che la qualità spermatica è meglio preservata a temperatura ambiente rispetto che a 37°C, sia per gli spermatozoi non selezionati che per quelli selezionati mediante swim up e che lo stesso si può dire per gli spermatozoi coltivati a basse concentrazioni. Per quanto riguarda l’influenza dei chemioterapici sulla fertilita’ femminile, e’ stato valutato se l’inibizione della via di segnalazione PI3K / PTEN / Akt, coinvolta nella progressione follicolare, attraverso l’utilizzo di un inibitore specifico della chinasi Akt a diverse concentrazioni, possa proteggere la riserva ovarica dai danni del chemioterapico cisplatino. I risultati hanno mostrato che il pretrattamento con l’inibitore di Akt ha un effetto protettivo contro i danni indotti da cisplatino. In definitiva durante le varie fasi di una procedura ART si può attuare un intervento appropriato in modo da minimizzare gli effetti dannosi dello stress ossidativo a livello spermatico ed embrionale. Sono, inoltre, necessari altri studi per poter adottare una adeguata terapia farmacologica che protegga la fertilita’ femminile dai danni dei chemioterapici ma che non eserciti eventuali effetti dannosi a lungo termine.
Aspetti bioetici della riproduzione assistita: effetti sulla salute dei nati e nuovi approcci per la preservazione della fertilità femminile
2017
Abstract
Uno degli attuali focus di attenzione della biologia riproduttiva e' l’influenza delle tecniche di riproduzione assistita sulla salute dei nati. Da un lato le tecnologie della riproduzione assistita (ART) hanno scopi benefici permettendo a coppie infertili di realizzare il loro desiderio procreativo, dall’altro però sollevano forti questioni mediche, giuridiche ed etiche circa la possibilità che tali tecnologie possano esercitare effetti negativi a breve e/o a lungo termine sulla salute dei nati. La salute dei gameti e, in particolare degli spermatozoi, ha una forte rilevanza poiche' lo stato di salute della cellula germinale maschile agisce condizionando non solo lo sviluppo embrionale, ma anche i tassi d’impianto, le interruzioni spontanee di gravidanza e la salute dei nati. Le tecnologie di riproduzione assistita, inoltre, stanno assumendo un’importanza fondamentale anche nella preservazione della la fertilità femminile in pazienti affette da tumore. Recenti progressi raggiunti in campo diagnostico e nei trattamenti radio- e chemio-terapici hanno favorito un aumento della sopravvivenza delle pazienti oncologiche. Tuttavia, la citotossicità delle terapie oncosoppressive si riflette in un aumento della popolazione di giovani donne che vanno incontro a problemi di infertilità, causati da un’elevata probabilità di menopausa precoce. In questo lavoro, e’stato indagato come alcune procedure di manipolazione in vitro possano influenzare lo stato di salute dei gameti maschili nell’uomo, e, con l’ausilio di un modello animale bovino, sono state valutate le conseguenze della manipolazione in vitro degli spermatozoi sulla qualità di embrioni ottenuti da fecondazioni con spermatozoi che hanno subito un danno ossidativo esogeno. E’ stato analizzato l’effetto di due diverse temperature di incubazione, temperatura ambiente (RT) e 37°C, sulla funzionalità spermatica umana in termini di motilità, vitalità e frammentazione del DNA su spermatozoi umani selezionati o meno mediante tecniche di “swim up” e, inoltre, sono state valutate variazioni della qualità spermatica in spermatozoi coltivati a diverse concentrazioni. I risultati hanno mostrato che la qualità spermatica è meglio preservata a temperatura ambiente rispetto che a 37°C, sia per gli spermatozoi non selezionati che per quelli selezionati mediante swim up e che lo stesso si può dire per gli spermatozoi coltivati a basse concentrazioni. Per quanto riguarda l’influenza dei chemioterapici sulla fertilita’ femminile, e’ stato valutato se l’inibizione della via di segnalazione PI3K / PTEN / Akt, coinvolta nella progressione follicolare, attraverso l’utilizzo di un inibitore specifico della chinasi Akt a diverse concentrazioni, possa proteggere la riserva ovarica dai danni del chemioterapico cisplatino. I risultati hanno mostrato che il pretrattamento con l’inibitore di Akt ha un effetto protettivo contro i danni indotti da cisplatino. In definitiva durante le varie fasi di una procedura ART si può attuare un intervento appropriato in modo da minimizzare gli effetti dannosi dello stress ossidativo a livello spermatico ed embrionale. Sono, inoltre, necessari altri studi per poter adottare una adeguata terapia farmacologica che protegga la fertilita’ femminile dai danni dei chemioterapici ma che non eserciti eventuali effetti dannosi a lungo termine.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/138672
URN:NBN:IT:UNINA-138672