Negli ultimi anni le imprese si sono viste obbligate ad essere sempre più trasparenti. La trasparenza che attualmente consiste, semplicemente nella pubblicazione di molteplici informazioni, che a volte si sovrappongono e contengono dati non correlati, non sta dando i risultati desiderati. I mercati e gli stakeholder hanno la necessità di disporre di una visione integrata del comportamento delle organizzazioni. La necessità di avere informazioni non finanziarie è stata rilevata già da tempo dal forte aumento della pubblicazione di report di sostenibilità da parte delle società del Global Fortune 250 (Kpmg, 2008). Anche Cañibano Calvo (1987, p. 122) segnala che un tipo di informazione richieste ultimamente, oltre la tradizionale informazione contabile finanziaria, è di natura non finanziaria. Attualmente le imprese offrono una grande quantità di informazioni dispersa, poco rilevante e che non è sufficiente per conoscere il valore della società. Questo è un ragionamento che coincide con quello di molti altri esperti internazionali2, che da qualche tempo si sono mostrati partigiani per una razionalizzazione e condensazione dei dati che offrono le imprese, affinché ciò si trasformi in un’informazione veramente utile. In un mercato globale anche gli stessi investitori richiedono, con sempre più insistenza, un’informazione d’insieme dell’impresa, attraverso la quale si possa valutare non solo la redditività passata, ma anche stimarne una visione prospettica. È così che l’insoddisfazione di molti utilizzatori dell’informazione aziendale, si è trasformata nella creazione di un gruppo internazionale composto da compagnie leader3, investitori, auditori e contabili, accademici e rappresentanti della società civile. Si tratta dell’ IIRC (International Integrated Reporting Council) che lo scorso 12 settembre 2011 ha emesso un documento, sottoposto a pubblica consultazione, nel quale si fa presente la necessità di adottare un quadro generale, che regoli un reporting globale ed integrato applicabile a tutto il mondo globalizzato. Tale progetto a portata internazionale si propone di affrontare la problematica di tale eccesso di dati disconnessi che emettono le imprese, alcuni a carattere obbligatorio come i prospetti annuali e la relazione sulla gestione per le imprese quotate e altri come i report di responsabilità sociale o di sostenibilità, a carattere volontario. Tutta questa informazione si trova attualmente disintegrata, con una conseguente mancanza di concisione e di una panoramica allargata del business. Il problema è che non si prende in giusta considerazione l'interdipendenza che esiste in tutte le aree di business. Inquadrato il problema, i costituenti l’IIRC hanno presentato un documento iniziale sul report integrato, che è stato sottomesso ai commenti di tutti quelli che intenderanno farlo, fino al 14 dicembre 2011. L’analisi dell’insieme dei commenti inviati da parte dei soggetti interessati4, darà il via a una proposta destinata a convertirsi in uno standard internazionale, che permetterà di comparare i dati in modo più efficiente ed efficace. Si tratterebbe di disporre di un quadro di referenza che regoli e renda comparabile l’integrazione dell’informazione finanziaria e non finanziaria. Concisione¸ chiarezza, consistenza, comparabilità e verificabilità sono alcuni delle caratteristiche sulle quali si costruisce un nuovo modello di report integrato che propone l’IIRC, non dimenticando la necessità di fornire un orientamento al futuro e non solo riferirsi all'andamento del business nel passato, come è consuetudine nei report tradizionali. Tale informazione dovrebbe permettere non solo di valutare come un’impresa genera valore, ma anche di compararlo con le altre imprese. In quanto al contenuto, il report deve presentare delle informazioni relative al tipo di attività, al contesto nel quale opera l’impresa e spiegare quale sono i rischi e le opportunità; inoltre dovrebbe presentare gli obiettivi e le strategie che permettano il raggiungimento delle mete che si è proposta. Il reporting integrato ha lo scopo di aiutare le imprese, gli investitori e tutte le parti interessate a prendere delle decisione solide, che possano portare un valore economico, sociale e sostenibile ad ampio spettro. Per raggiungere tali obiettivi non è sufficiente aggiungere ulteriori informazioni a quelle che già forniscono le società ai mercati. Si tratta di presentarla in modo chiaro e connesso. L’eccesso di dati può nascondere delle informazioni rilevanti. In ogni caso, il nuovo sistema di reporting integrato non ha lo scopo di sostituire i prospetti finanziari, di corporate governance e di responsabilità sociale che emettono già le imprese. Ciò che vuole è integrare l’informazione sconnessa che appare in ognuno di essi, con l’obiettivo di fornire un’immagine fedele (Superti Furga, 2001, p. 212) della gestione e del funzionamento dell’organizzazione. Sono parecchie le imprese e gli organismi internazionali che credono che esista un vero interesse, sia di termini di efficacia che d’efficienza dell’informazione, all’integrazione di informazioni di diversa natura attraverso un reporting integrato. Tale nuova partica di reporting permetterebbe di conciliare questi diversi aspetti del reporting d’impresa, attualmente piuttosto distanti e la cui complementarità sembra diventare sempre più importante. Da questa problematica derivano le domande che si pone ed a cui la ricerca cercherà di dar risposta. Queste ultime sono l’espressione precisa e operativa dell’oggetto o problematica di ricerca (Allard-Poesie & Marechal, 1999). Con tale ricerca si intende esplorare e spigare tale nuovo fenomeno attraverso l’analisi del caso dell’IIRC (Integrated International Reporting Coucil), cercando di identificare tra le teorie esistenti, quelle che meglio si adatterebbe allo sviluppo di un quadro generale. L’ambizione dell’Integrated International Reporting Council, consiste nell’implementazione di un Report Integrato universalmente accettato. Ricordiamo che l’Integrated Reporting è un requisito obbligatorio per le imprese quotate in Johannesburg shock exchange.
Primi passi nell’integrazione delle informazioni finanziarie e socio-ambientali : l’Integrated Reporting dell’IIRC
2014
Abstract
Negli ultimi anni le imprese si sono viste obbligate ad essere sempre più trasparenti. La trasparenza che attualmente consiste, semplicemente nella pubblicazione di molteplici informazioni, che a volte si sovrappongono e contengono dati non correlati, non sta dando i risultati desiderati. I mercati e gli stakeholder hanno la necessità di disporre di una visione integrata del comportamento delle organizzazioni. La necessità di avere informazioni non finanziarie è stata rilevata già da tempo dal forte aumento della pubblicazione di report di sostenibilità da parte delle società del Global Fortune 250 (Kpmg, 2008). Anche Cañibano Calvo (1987, p. 122) segnala che un tipo di informazione richieste ultimamente, oltre la tradizionale informazione contabile finanziaria, è di natura non finanziaria. Attualmente le imprese offrono una grande quantità di informazioni dispersa, poco rilevante e che non è sufficiente per conoscere il valore della società. Questo è un ragionamento che coincide con quello di molti altri esperti internazionali2, che da qualche tempo si sono mostrati partigiani per una razionalizzazione e condensazione dei dati che offrono le imprese, affinché ciò si trasformi in un’informazione veramente utile. In un mercato globale anche gli stessi investitori richiedono, con sempre più insistenza, un’informazione d’insieme dell’impresa, attraverso la quale si possa valutare non solo la redditività passata, ma anche stimarne una visione prospettica. È così che l’insoddisfazione di molti utilizzatori dell’informazione aziendale, si è trasformata nella creazione di un gruppo internazionale composto da compagnie leader3, investitori, auditori e contabili, accademici e rappresentanti della società civile. Si tratta dell’ IIRC (International Integrated Reporting Council) che lo scorso 12 settembre 2011 ha emesso un documento, sottoposto a pubblica consultazione, nel quale si fa presente la necessità di adottare un quadro generale, che regoli un reporting globale ed integrato applicabile a tutto il mondo globalizzato. Tale progetto a portata internazionale si propone di affrontare la problematica di tale eccesso di dati disconnessi che emettono le imprese, alcuni a carattere obbligatorio come i prospetti annuali e la relazione sulla gestione per le imprese quotate e altri come i report di responsabilità sociale o di sostenibilità, a carattere volontario. Tutta questa informazione si trova attualmente disintegrata, con una conseguente mancanza di concisione e di una panoramica allargata del business. Il problema è che non si prende in giusta considerazione l'interdipendenza che esiste in tutte le aree di business. Inquadrato il problema, i costituenti l’IIRC hanno presentato un documento iniziale sul report integrato, che è stato sottomesso ai commenti di tutti quelli che intenderanno farlo, fino al 14 dicembre 2011. L’analisi dell’insieme dei commenti inviati da parte dei soggetti interessati4, darà il via a una proposta destinata a convertirsi in uno standard internazionale, che permetterà di comparare i dati in modo più efficiente ed efficace. Si tratterebbe di disporre di un quadro di referenza che regoli e renda comparabile l’integrazione dell’informazione finanziaria e non finanziaria. Concisione¸ chiarezza, consistenza, comparabilità e verificabilità sono alcuni delle caratteristiche sulle quali si costruisce un nuovo modello di report integrato che propone l’IIRC, non dimenticando la necessità di fornire un orientamento al futuro e non solo riferirsi all'andamento del business nel passato, come è consuetudine nei report tradizionali. Tale informazione dovrebbe permettere non solo di valutare come un’impresa genera valore, ma anche di compararlo con le altre imprese. In quanto al contenuto, il report deve presentare delle informazioni relative al tipo di attività, al contesto nel quale opera l’impresa e spiegare quale sono i rischi e le opportunità; inoltre dovrebbe presentare gli obiettivi e le strategie che permettano il raggiungimento delle mete che si è proposta. Il reporting integrato ha lo scopo di aiutare le imprese, gli investitori e tutte le parti interessate a prendere delle decisione solide, che possano portare un valore economico, sociale e sostenibile ad ampio spettro. Per raggiungere tali obiettivi non è sufficiente aggiungere ulteriori informazioni a quelle che già forniscono le società ai mercati. Si tratta di presentarla in modo chiaro e connesso. L’eccesso di dati può nascondere delle informazioni rilevanti. In ogni caso, il nuovo sistema di reporting integrato non ha lo scopo di sostituire i prospetti finanziari, di corporate governance e di responsabilità sociale che emettono già le imprese. Ciò che vuole è integrare l’informazione sconnessa che appare in ognuno di essi, con l’obiettivo di fornire un’immagine fedele (Superti Furga, 2001, p. 212) della gestione e del funzionamento dell’organizzazione. Sono parecchie le imprese e gli organismi internazionali che credono che esista un vero interesse, sia di termini di efficacia che d’efficienza dell’informazione, all’integrazione di informazioni di diversa natura attraverso un reporting integrato. Tale nuova partica di reporting permetterebbe di conciliare questi diversi aspetti del reporting d’impresa, attualmente piuttosto distanti e la cui complementarità sembra diventare sempre più importante. Da questa problematica derivano le domande che si pone ed a cui la ricerca cercherà di dar risposta. Queste ultime sono l’espressione precisa e operativa dell’oggetto o problematica di ricerca (Allard-Poesie & Marechal, 1999). Con tale ricerca si intende esplorare e spigare tale nuovo fenomeno attraverso l’analisi del caso dell’IIRC (Integrated International Reporting Coucil), cercando di identificare tra le teorie esistenti, quelle che meglio si adatterebbe allo sviluppo di un quadro generale. L’ambizione dell’Integrated International Reporting Council, consiste nell’implementazione di un Report Integrato universalmente accettato. Ricordiamo che l’Integrated Reporting è un requisito obbligatorio per le imprese quotate in Johannesburg shock exchange.File | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
Annex.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Altro materiale allegato
Dimensione
17.39 MB
Formato
Adobe PDF
|
17.39 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
TESI_Ita_Magnaghi_2.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Altro materiale allegato
Dimensione
2.72 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.72 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/139652
URN:NBN:IT:UNIPI-139652