Questo lavoro esamina il ruolo delle emozioni nel processo di apprendimento. Inizialmente sono state analizzate le ricerche scientifiche che, a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento, conducevano uno studio sistematico ed approfondito sui fenomeni emozionali. Sono state quindi ripercorse le teorie classiche sulle emozioni, da quelle di William James fino agli apporti più recenti dovuti alle ricerche neuroscientifiche di Joseph LeDoux e Antonio Damasio, cercando di evidenziare l’implicita ricaduta pedagogica della scoperta del ruolo biologico e neurofisiologico delle emozioni. Successivamente, sono state approfondite le ricerche che in campo più strettamente pedagogico ed educativo hanno esplorato la relazione tra emozioni e apprendimento. In questo modo è stato documentato come certe emozioni contribuiscono ai successi nell’apprendimento, favorendo l’interiorizzazione e la memorizzazione dei saperi e dei significati, mentre altre possono al contrario sfavorirlo e determinare l’insuccesso formativo. Nell’ultima parte del lavoro si individua nel sistema emozionale della “ricerca” (“circuito seeking”), studiato dal neuroscienziato Jaak Panksepp, la radice primigenia della motivazione alla conoscenza umana. Le esperienze didattiche impostate sul sistema emozionale della “ricerca”, come ad esempio quelle dell’Inquiry Based Learning (IBL), infatti stimolano la formulazione di domande e azioni per risolvere problemi e capire fenomeni, permettendo alla mente-corpo di ritrovare questa sua radice cognitiva primigenia. Si conclude quindi che, nei percorsi di conoscenza, l’emozione e la ragione, entrerebbero entrambe a pieno titolo, non l’una a supporto eventuale o strumentale per migliorare gli esiti dell’altra, ma come una coppia inscindibile, biologicamente ed evolutivamente fondata.

Emozioni e apprendimento

2016

Abstract

Questo lavoro esamina il ruolo delle emozioni nel processo di apprendimento. Inizialmente sono state analizzate le ricerche scientifiche che, a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento, conducevano uno studio sistematico ed approfondito sui fenomeni emozionali. Sono state quindi ripercorse le teorie classiche sulle emozioni, da quelle di William James fino agli apporti più recenti dovuti alle ricerche neuroscientifiche di Joseph LeDoux e Antonio Damasio, cercando di evidenziare l’implicita ricaduta pedagogica della scoperta del ruolo biologico e neurofisiologico delle emozioni. Successivamente, sono state approfondite le ricerche che in campo più strettamente pedagogico ed educativo hanno esplorato la relazione tra emozioni e apprendimento. In questo modo è stato documentato come certe emozioni contribuiscono ai successi nell’apprendimento, favorendo l’interiorizzazione e la memorizzazione dei saperi e dei significati, mentre altre possono al contrario sfavorirlo e determinare l’insuccesso formativo. Nell’ultima parte del lavoro si individua nel sistema emozionale della “ricerca” (“circuito seeking”), studiato dal neuroscienziato Jaak Panksepp, la radice primigenia della motivazione alla conoscenza umana. Le esperienze didattiche impostate sul sistema emozionale della “ricerca”, come ad esempio quelle dell’Inquiry Based Learning (IBL), infatti stimolano la formulazione di domande e azioni per risolvere problemi e capire fenomeni, permettendo alla mente-corpo di ritrovare questa sua radice cognitiva primigenia. Si conclude quindi che, nei percorsi di conoscenza, l’emozione e la ragione, entrerebbero entrambe a pieno titolo, non l’una a supporto eventuale o strumentale per migliorare gli esiti dell’altra, ma come una coppia inscindibile, biologicamente ed evolutivamente fondata.
12-mar-2016
Italiano
Galanti, Maria Antonella
Università degli Studi di Pisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/139866
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-139866