Oggi, nel campo della valutazione di stabilità degli esemplari arborei ornamentali, ci troviamo di fronte a problematiche sempre maggiori da gestire, legate per esempio, all’invecchiamento delle popolazioni arboree delle nostre città o all’aumento della frequenza dei fenomeni climatici estremi, a fronte di risorse economiche sempre più limitate. Proprio per esaminare questo problema si è deciso di analizzare nel dettaglio la gestione delle valutazioni di stabilità attualmente adottata dal Comune di Bologna (come riferimento di una città medio – grande italiana), individuando i limiti tecnici e politico – economici presenti, al fine di definire un protocollo d’analisi efficiente. Fra i limiti tecnici vi è l’eccessivo impiego del dendrodensimetro che non permette di effettuare sempre un’indagine corretta e veritiera a causa della possibile deviazione della punta che si presenta lunga e sottile, conseguentemente molto flessibile. Proprio per queste ragioni si è voluto prendere in esame, come strumento diagnostico utilizzato per rilevare il decadimento dei tessuti legnosi all’interno dell’albero, il tomografo sonico, dati i numerosi vantaggi riportati in bibliografia. Nello specifico si è deciso di analizzare il tomografo sonico Arbotom® prodotto dalla Rinntech,. Lo scopo di questa tesi, oltre a quello di definire un corretto e sostenibile protocollo di analisi generale per la valutazione di stabilità delle alberature ornamentali, è valutare se la diagnostica tomografica sia influenzata dalle variazioni fisiologiche che l’albero attraversa nel corso dell’anno e se ciò influenza l’interpretazione dell’anomalia strutturale della pianta. Per condurre tale analisi si sono prese come riferimento 5 alberate con le specie più rappresentative del Comune di Bologna. Per ogni via si è utilizzato un campione di 5 individui. Le analisi si sono eseguite in tre diversi periodi dell’anno: a riposo vegetativo (novembre 2015), a ripresa vegetativa (fine febbraio 2016 – fine febbraio 2017) in piena attività vegetativa (giugno 2015 – agosto 2016 – giugno 2017).

Validazione generale di un protocollo sostenibile per l'analisi di stabilita delle alberature ornamentali, con riferimento in particolare alla validita della diagnostica tomografica.

2018

Abstract

Oggi, nel campo della valutazione di stabilità degli esemplari arborei ornamentali, ci troviamo di fronte a problematiche sempre maggiori da gestire, legate per esempio, all’invecchiamento delle popolazioni arboree delle nostre città o all’aumento della frequenza dei fenomeni climatici estremi, a fronte di risorse economiche sempre più limitate. Proprio per esaminare questo problema si è deciso di analizzare nel dettaglio la gestione delle valutazioni di stabilità attualmente adottata dal Comune di Bologna (come riferimento di una città medio – grande italiana), individuando i limiti tecnici e politico – economici presenti, al fine di definire un protocollo d’analisi efficiente. Fra i limiti tecnici vi è l’eccessivo impiego del dendrodensimetro che non permette di effettuare sempre un’indagine corretta e veritiera a causa della possibile deviazione della punta che si presenta lunga e sottile, conseguentemente molto flessibile. Proprio per queste ragioni si è voluto prendere in esame, come strumento diagnostico utilizzato per rilevare il decadimento dei tessuti legnosi all’interno dell’albero, il tomografo sonico, dati i numerosi vantaggi riportati in bibliografia. Nello specifico si è deciso di analizzare il tomografo sonico Arbotom® prodotto dalla Rinntech,. Lo scopo di questa tesi, oltre a quello di definire un corretto e sostenibile protocollo di analisi generale per la valutazione di stabilità delle alberature ornamentali, è valutare se la diagnostica tomografica sia influenzata dalle variazioni fisiologiche che l’albero attraversa nel corso dell’anno e se ciò influenza l’interpretazione dell’anomalia strutturale della pianta. Per condurre tale analisi si sono prese come riferimento 5 alberate con le specie più rappresentative del Comune di Bologna. Per ogni via si è utilizzato un campione di 5 individui. Le analisi si sono eseguite in tre diversi periodi dell’anno: a riposo vegetativo (novembre 2015), a ripresa vegetativa (fine febbraio 2016 – fine febbraio 2017) in piena attività vegetativa (giugno 2015 – agosto 2016 – giugno 2017).
23-apr-2018
Università degli Studi di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/140448
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