Diversi studi hanno evidenziato la correlazione esistente tra glioblastoma, autofagia e mTOR: è noto da tempo che i gliomi sono resistenti alle terapie che inducono apoptosi, ma meno resistenti a quelle che inducono autofagia. mTOR, per la sua natura di mediatore chiave del signalling di PI3K, di inibitore del processo autofagico e di integratore di segnali di trasduzione e metabolismo cellulare, rappresenta un valido target terapeutico nel trattamento del glioblastoma; inoltre, l’up-regolazione di mTOR è considerata una delle principali alterazioni osservate nel GBM. D’altra parte la rapamicina, un antibiotico macrolide lipofilico, inibitore farmacologico di mTOR e induttore di autofagia, riduce la vitalità cellulare in maniera dose-dipendente e rallenta la crescita tumorale in diversi tipi cellulari. In particolare nelle cellule di glioblastoma, la rapamicina porta all’attivazione delle via autofagica). Dunque si può affermare che la malignità del GBM sia correlata positivamente con l’aumento di attività di mTOR e negativamente con il grado di attivazione della via autofagica. Sulla base di queste evidenze, il presente lavoro di tesi è articolato in due fasi distinte. La prima fase ha avuto lo scopo di valutare la sopravvivenza cellulare e di fornire una caratterizzazione morfologica del modello in vitro utilizzato, una linea cellulare tumorale di glioblastoma umano chiamata U87MG. La seconda fase ha previsto una valutazione del ruolo della via autofagica e del differenziamento delle cellule U87MG. Queste cellule sono state trattate con rapamicina, allo scopo di indurre autofagia mediante inibizione di mTOR.
Mammalian Target of Rapamycin (mTOR) e glioblastoma multiforme
2014
Abstract
Diversi studi hanno evidenziato la correlazione esistente tra glioblastoma, autofagia e mTOR: è noto da tempo che i gliomi sono resistenti alle terapie che inducono apoptosi, ma meno resistenti a quelle che inducono autofagia. mTOR, per la sua natura di mediatore chiave del signalling di PI3K, di inibitore del processo autofagico e di integratore di segnali di trasduzione e metabolismo cellulare, rappresenta un valido target terapeutico nel trattamento del glioblastoma; inoltre, l’up-regolazione di mTOR è considerata una delle principali alterazioni osservate nel GBM. D’altra parte la rapamicina, un antibiotico macrolide lipofilico, inibitore farmacologico di mTOR e induttore di autofagia, riduce la vitalità cellulare in maniera dose-dipendente e rallenta la crescita tumorale in diversi tipi cellulari. In particolare nelle cellule di glioblastoma, la rapamicina porta all’attivazione delle via autofagica). Dunque si può affermare che la malignità del GBM sia correlata positivamente con l’aumento di attività di mTOR e negativamente con il grado di attivazione della via autofagica. Sulla base di queste evidenze, il presente lavoro di tesi è articolato in due fasi distinte. La prima fase ha avuto lo scopo di valutare la sopravvivenza cellulare e di fornire una caratterizzazione morfologica del modello in vitro utilizzato, una linea cellulare tumorale di glioblastoma umano chiamata U87MG. La seconda fase ha previsto una valutazione del ruolo della via autofagica e del differenziamento delle cellule U87MG. Queste cellule sono state trattate con rapamicina, allo scopo di indurre autofagia mediante inibizione di mTOR.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/140593
URN:NBN:IT:UNIPI-140593