L'Autore si sofferma sul controverso ed attuale problema dell'applicabilità di cause di esclusione della tipicità ovvero della colpevolezza all’imprenditore che ometta di versare le imposte a causa di un’acuta e grave crisi di liquidità. In particolare, dopo aver dato conto dell'evoluzione sia legislativa che giurisprudenziale della normativa penal-tributaria, l'Autore sottolinea come l’introduzione dei delitti di omesso versamento delle ritenute certificate e/o dovute ovvero dell’IVA, negli anni 2004 e 2005, abbia non solo costituito una palese deviazione rispetto all’originaria filosofia ispiratrice del d.lgs n. 74/2000, ma abbia altresì reso impossibile distinguere la situazione di colui che ometta di versare i tributi perché animato da finalità di evasione, da quella di colui che vi sia costretto a causa di un’improvvisa e gravissima insufficienza di liquidità derivante dalle più svariate ragioni. Ciò non di meno, l'Autore ha ripercorso l’evoluzione che, sullo specifico tema della (non) punibilità dell’imprenditore in crisi di liquidità, si è registrata nella giurisprudenza, di merito, prima, e di legittimità, poi. L’analisi delle posizioni emerse in giurisprudenza ha condotto l'Autore ad approfondire, pertanto, le varie categorie dogmatiche di volta in volta invocate al fine di giustificare l'esenzione di pena per l’imprenditore in crisi economica, talune facenti leva sull’esclusione della tipicità del fatto, talaltre sull’esclusione della colpevolezza del reo. In chiusura, l'Autore ha avanzato delle prospettive de iure condendo, volte a ricondurre il settore penal-tributario nell'orbita dei principi di offensività e di extrema ratio dell’intervento penale.

"Cause di esclusione della tipicità e della colpevolezza nei delitti di omesso versamento di imposte"

2018

Abstract

L'Autore si sofferma sul controverso ed attuale problema dell'applicabilità di cause di esclusione della tipicità ovvero della colpevolezza all’imprenditore che ometta di versare le imposte a causa di un’acuta e grave crisi di liquidità. In particolare, dopo aver dato conto dell'evoluzione sia legislativa che giurisprudenziale della normativa penal-tributaria, l'Autore sottolinea come l’introduzione dei delitti di omesso versamento delle ritenute certificate e/o dovute ovvero dell’IVA, negli anni 2004 e 2005, abbia non solo costituito una palese deviazione rispetto all’originaria filosofia ispiratrice del d.lgs n. 74/2000, ma abbia altresì reso impossibile distinguere la situazione di colui che ometta di versare i tributi perché animato da finalità di evasione, da quella di colui che vi sia costretto a causa di un’improvvisa e gravissima insufficienza di liquidità derivante dalle più svariate ragioni. Ciò non di meno, l'Autore ha ripercorso l’evoluzione che, sullo specifico tema della (non) punibilità dell’imprenditore in crisi di liquidità, si è registrata nella giurisprudenza, di merito, prima, e di legittimità, poi. L’analisi delle posizioni emerse in giurisprudenza ha condotto l'Autore ad approfondire, pertanto, le varie categorie dogmatiche di volta in volta invocate al fine di giustificare l'esenzione di pena per l’imprenditore in crisi economica, talune facenti leva sull’esclusione della tipicità del fatto, talaltre sull’esclusione della colpevolezza del reo. In chiusura, l'Autore ha avanzato delle prospettive de iure condendo, volte a ricondurre il settore penal-tributario nell'orbita dei principi di offensività e di extrema ratio dell’intervento penale.
9-dic-2018
Italiano
Università degli Studi di Napoli Federico II
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
TESIPELLEGRINOMARZIA.pdf

accesso solo da BNCF e BNCR

Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 2.08 MB
Formato Adobe PDF
2.08 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/140645
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNINA-140645