L’idea di studiare lo specchio nasce prima di tutto dal fascino per questo dispositivo, poliedrico e multifunzionale, capace di rinviare indietro la luce e duplicare visivamente la realtà, senza mai essere uguale a se stesso, e da un vivo interesse per le molteplici applicazioni che nei secoli esso ha trovato, in ambiti anche molto diversi tra loro, come in campo scientifico, filosofico, letterario o artistico, tali da offrire allo studioso svariati punti di vista, sollecitandone continuamente la curiosità. Oggetto un tempo preziosissimo e oggi talmente parte del quotidiano da notarlo appena, si rivela però particolarmente interessante per chi si occupi di storia delle idee e di arti visive, alle quali è stato associato sin dai tempi di Platone, dal momento che sulla sua superficie si ritrovano gli echi di credenze magico-religiose e filosofiche anche molto antiche, che in Occidente spesso sono giunte attraverso il potente filtro del Medioevo cristiano. Il presente studio si propone di indagare l’utilizzo dello specchio come dispositivo ottico, come metafora e come strumento di (auto)rappresentazione, mantenendo un approccio il più possibile multidisciplinare e lavorando, ogni volta in cui è stato possibile, sulla duplice analisi di fonti letterarie e visive, comprese in un arco cronologico piuttosto ampio, tra tardo antichità ed età moderna, per cercare di evidenziare la continuità di alcune problematiche, ad esso legate, che si sono trasmesse nei secoli. La tesi è articolata in tre parti, ciascuna dedicata ad una delle applicazioni dello specchio presenti nel titolo: la prima parte, di tipo scientifico e storico-tecnologico, è destinata allo specchio come dispositivo ottico ed è maggiormente incentrata sullo studio delle fonti antiche, la seconda parte affronta l’ampia questione dello specchio come metafora, sia da un punto di vista filosofico-letterario sia iconografico, focalizzandosi soprattutto sul periodo medievale e la terza parte, di carattere storico-artistico, è rivolta allo studio dello specchio come mezzo di (auto)rappresentazione e come strumento dell’artista nella prima età moderna.
Lo specchio. Dispositivo ottico, metafora e strumento di (auto)rappresentazione
2012
Abstract
L’idea di studiare lo specchio nasce prima di tutto dal fascino per questo dispositivo, poliedrico e multifunzionale, capace di rinviare indietro la luce e duplicare visivamente la realtà, senza mai essere uguale a se stesso, e da un vivo interesse per le molteplici applicazioni che nei secoli esso ha trovato, in ambiti anche molto diversi tra loro, come in campo scientifico, filosofico, letterario o artistico, tali da offrire allo studioso svariati punti di vista, sollecitandone continuamente la curiosità. Oggetto un tempo preziosissimo e oggi talmente parte del quotidiano da notarlo appena, si rivela però particolarmente interessante per chi si occupi di storia delle idee e di arti visive, alle quali è stato associato sin dai tempi di Platone, dal momento che sulla sua superficie si ritrovano gli echi di credenze magico-religiose e filosofiche anche molto antiche, che in Occidente spesso sono giunte attraverso il potente filtro del Medioevo cristiano. Il presente studio si propone di indagare l’utilizzo dello specchio come dispositivo ottico, come metafora e come strumento di (auto)rappresentazione, mantenendo un approccio il più possibile multidisciplinare e lavorando, ogni volta in cui è stato possibile, sulla duplice analisi di fonti letterarie e visive, comprese in un arco cronologico piuttosto ampio, tra tardo antichità ed età moderna, per cercare di evidenziare la continuità di alcune problematiche, ad esso legate, che si sono trasmesse nei secoli. La tesi è articolata in tre parti, ciascuna dedicata ad una delle applicazioni dello specchio presenti nel titolo: la prima parte, di tipo scientifico e storico-tecnologico, è destinata allo specchio come dispositivo ottico ed è maggiormente incentrata sullo studio delle fonti antiche, la seconda parte affronta l’ampia questione dello specchio come metafora, sia da un punto di vista filosofico-letterario sia iconografico, focalizzandosi soprattutto sul periodo medievale e la terza parte, di carattere storico-artistico, è rivolta allo studio dello specchio come mezzo di (auto)rappresentazione e come strumento dell’artista nella prima età moderna.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/141118
URN:NBN:IT:UNIPI-141118