Partendo dall'idea della nostalgia come emozione collettiva nella cultura contemporanea, questa tesi delinea la nozione di "spazio della nostalgia". In alcuni spazi la temporalità è protagonista: il passato, le emozioni e i valori ad esso correlati, sono ricreati spazialmente. Questa esperienza è strettamente legata alla posizione del soggetto che rende possibili questi scenari attraverso pratiche concrete. L'obiettivo di questa tesi è quello di tracciare i confini epistemologici e semiotici del concetto di "spazio della nostalgia", considerandolo come il paesaggio che permette di realizzare, attraverso una serie di pratiche, un mondo che non esiste più. La ricerca qui descritta adotta un approccio interdisciplinare tra Memory Studies e Semiotica della Cultura. In questo lavoro si propone la distinzione tra nostalgia "riparatrice" e nostalgia "riflessiva". A queste due forme si affianca una terza tipologia di nostalgia, legata al consumismo, che trasforma il passato in oggetto di consumo. Questa tendenza pervade il campo della moda e del turismo sotto forma di "nostalgia immaginata", vissuta dal consumatore che cerca il ricordo di un passato non vissuto. Queste premesse teoriche precedono un'analisi della dimensione semiotica e spaziale della nostalgia fascista in Italia e della nostalgia della RDT in Germania, attraverso due casi di studio: (i) Predappio, una piccola città vicino a Forlì (Italia), che ha dato i natali all'ex dittatore fascista Benito Mussolini; e (ii) il Museo della DDR di Berlino, un museo interattivo inaugurato nel 2006 che offre una versione edulcorata del passato traumatico sotto la Repubblica Democratica Tedesca.

Spazi della nostalgia. Approccio semiotico a una passione spazializzata

2020

Abstract

Partendo dall'idea della nostalgia come emozione collettiva nella cultura contemporanea, questa tesi delinea la nozione di "spazio della nostalgia". In alcuni spazi la temporalità è protagonista: il passato, le emozioni e i valori ad esso correlati, sono ricreati spazialmente. Questa esperienza è strettamente legata alla posizione del soggetto che rende possibili questi scenari attraverso pratiche concrete. L'obiettivo di questa tesi è quello di tracciare i confini epistemologici e semiotici del concetto di "spazio della nostalgia", considerandolo come il paesaggio che permette di realizzare, attraverso una serie di pratiche, un mondo che non esiste più. La ricerca qui descritta adotta un approccio interdisciplinare tra Memory Studies e Semiotica della Cultura. In questo lavoro si propone la distinzione tra nostalgia "riparatrice" e nostalgia "riflessiva". A queste due forme si affianca una terza tipologia di nostalgia, legata al consumismo, che trasforma il passato in oggetto di consumo. Questa tendenza pervade il campo della moda e del turismo sotto forma di "nostalgia immaginata", vissuta dal consumatore che cerca il ricordo di un passato non vissuto. Queste premesse teoriche precedono un'analisi della dimensione semiotica e spaziale della nostalgia fascista in Italia e della nostalgia della RDT in Germania, attraverso due casi di studio: (i) Predappio, una piccola città vicino a Forlì (Italia), che ha dato i natali all'ex dittatore fascista Benito Mussolini; e (ii) il Museo della DDR di Berlino, un museo interattivo inaugurato nel 2006 che offre una versione edulcorata del passato traumatico sotto la Repubblica Democratica Tedesca.
19-mar-2020
Università degli Studi di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/141702
Il codice NBN di questa tesi è urn:nbn:it:unibo-26179