Le due opere esaminate in questa tesi, il De Nugis Curialium di Walter Map e la Topographia Hibernica di Giraldo Cambrense, sono spesso prese a esempio per descrivere la particolare commistione di stili che caratterizzò la produzione culturale della corte plantageneta. L’opera di Walter Map è generalmente indicata come esemplare del sarcasmo dei cortigiani e come espressione dell’interesse sviluppatosi in Inghilterra per i racconti di matrice folklorica. L’opera di Giraldo Cambrense è studiata soprattutto perché testimone dell’incontro tra la civiltà sviluppatasi in seno alle università europee nel corso del XII secolo e quella tipica dell’Irlanda nel pieno del medioevo. Questa tesi rilegge entrambi i testi alla luce degli interessi particolari dei loro autori e ai loro tentativi di carriera. Si sostiene che questi testi furono usati dai loro autori nel tentativo di fare carriera all’interno della gerarchia ecclesiastica del regno anglonormanno. Piuttosto che valutare tali opere per il loro valore letterario, si mostra come siano, da contestualizzare all’interno della complicata e mutevole lotta tra fazioni interna al regno anglo-normanno. Per tale contestualizzazione, si è contato, dopo aver analizzato le tematiche della frontiera, della regalità e del mondo religioso così come sono presentate dagli autori, sulla presenza nei testi di riferimenti precisi a uomini di cui è stato possibile ricostruire interessi e partigianerie. La relazione tra il modo in cui i temi erano presentati, i personaggi contemporanei citati e le esperienze degli autori ha permesso di ricostruire quale fosse l’uso pratico delle opere di Walter Map e Giraldo Cambrense – garantirsi un seggio episcopale – e come i due cercarono di raggiungerlo.
Opere cortesi, modelli letterari e fazioni politiche nello spazio Plantageneto (XII-XIII sec.). Il De Nugis Curialium e la Topographia Hibernica alla luce degli obiettivi dei loro autori
2020
Abstract
Le due opere esaminate in questa tesi, il De Nugis Curialium di Walter Map e la Topographia Hibernica di Giraldo Cambrense, sono spesso prese a esempio per descrivere la particolare commistione di stili che caratterizzò la produzione culturale della corte plantageneta. L’opera di Walter Map è generalmente indicata come esemplare del sarcasmo dei cortigiani e come espressione dell’interesse sviluppatosi in Inghilterra per i racconti di matrice folklorica. L’opera di Giraldo Cambrense è studiata soprattutto perché testimone dell’incontro tra la civiltà sviluppatasi in seno alle università europee nel corso del XII secolo e quella tipica dell’Irlanda nel pieno del medioevo. Questa tesi rilegge entrambi i testi alla luce degli interessi particolari dei loro autori e ai loro tentativi di carriera. Si sostiene che questi testi furono usati dai loro autori nel tentativo di fare carriera all’interno della gerarchia ecclesiastica del regno anglonormanno. Piuttosto che valutare tali opere per il loro valore letterario, si mostra come siano, da contestualizzare all’interno della complicata e mutevole lotta tra fazioni interna al regno anglo-normanno. Per tale contestualizzazione, si è contato, dopo aver analizzato le tematiche della frontiera, della regalità e del mondo religioso così come sono presentate dagli autori, sulla presenza nei testi di riferimenti precisi a uomini di cui è stato possibile ricostruire interessi e partigianerie. La relazione tra il modo in cui i temi erano presentati, i personaggi contemporanei citati e le esperienze degli autori ha permesso di ricostruire quale fosse l’uso pratico delle opere di Walter Map e Giraldo Cambrense – garantirsi un seggio episcopale – e come i due cercarono di raggiungerlo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/141995
urn:nbn:it:unibo-26046