Lo scopo principale della ricerca è quello di sviluppare e approfondire le premesse e le cause della giustificazione dell’istituzione schiavile e delle particolari forme di razzismo che si manifestarono nel Settecento, e più nello specifico nel mondo britannico, partendo dalla figura di Edward Long (1734-1813): un gentleman inglese, proprietario di piantagioni in Giamaica, dove visse per tredici anni ricoprendo il prestigioso incarico di giudice della Corte del vice-ammiragliato, autore di trattati, pamphlets e articoli di giornale riguardo alle politiche imperiali e al commercio dello zucchero, nei quali sosteneva la legittimità della schiavitù e teorizzava l’inferiorità razziale dei neri. La scelta di Edward Long, e in particolar modo delle sue due principali opere, il pamphlet Candid Reflections on the Negroes del 1772 e la monumentale History of Jamaica data alle stampe in tre volumi nel 1774, è stato dettato dal fatto che in esse il pensiero schiavista si organizza in un sistema coerente di difesa, affiancando alle argomentazioni tradizionali in favore della schiavitù, una serrata critica delle tesi abolizioniste, avendo l’ambizione di ergersi programmaticamente come una summa della visione politica, economica, sociale e culturale del mondo imperiale britannico del Settecento. La ricerca esamina il colonialismo inglese, l'ordinamento britannico, i diritti e i privilegi degli English Natural-born subjects, le relazioni tra madrepatria e colonie, il ruolo giocato dai maroons nella società coloniale, la centralità di Kingston come metropoli commerciale e crocevia di popoli, l’importanza della tratta negriera per l’accumulazione originaria di capitale, il funzionamento della macchina amministrativa della piantagione, la disumanizzazione degli africani per legittimarne la sottomissione.
La Giamaica nel Secolo dei Lumi: diritti coloniali, discriminazione razziale e schiavismo in Edward Long.
2021
Abstract
Lo scopo principale della ricerca è quello di sviluppare e approfondire le premesse e le cause della giustificazione dell’istituzione schiavile e delle particolari forme di razzismo che si manifestarono nel Settecento, e più nello specifico nel mondo britannico, partendo dalla figura di Edward Long (1734-1813): un gentleman inglese, proprietario di piantagioni in Giamaica, dove visse per tredici anni ricoprendo il prestigioso incarico di giudice della Corte del vice-ammiragliato, autore di trattati, pamphlets e articoli di giornale riguardo alle politiche imperiali e al commercio dello zucchero, nei quali sosteneva la legittimità della schiavitù e teorizzava l’inferiorità razziale dei neri. La scelta di Edward Long, e in particolar modo delle sue due principali opere, il pamphlet Candid Reflections on the Negroes del 1772 e la monumentale History of Jamaica data alle stampe in tre volumi nel 1774, è stato dettato dal fatto che in esse il pensiero schiavista si organizza in un sistema coerente di difesa, affiancando alle argomentazioni tradizionali in favore della schiavitù, una serrata critica delle tesi abolizioniste, avendo l’ambizione di ergersi programmaticamente come una summa della visione politica, economica, sociale e culturale del mondo imperiale britannico del Settecento. La ricerca esamina il colonialismo inglese, l'ordinamento britannico, i diritti e i privilegi degli English Natural-born subjects, le relazioni tra madrepatria e colonie, il ruolo giocato dai maroons nella società coloniale, la centralità di Kingston come metropoli commerciale e crocevia di popoli, l’importanza della tratta negriera per l’accumulazione originaria di capitale, il funzionamento della macchina amministrativa della piantagione, la disumanizzazione degli africani per legittimarne la sottomissione.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/142460
URN:NBN:IT:UNIPI-142460