Hedenstierna G. ha già dimostrato con le immagini TAC come le atelettasie postoperatorie si formino nel 90% dei pazienti. L’ecografia toracica è uno strumento clinico ormai ben consolidato nella pratica clinica. Le linee B sono artefatti verticali, il loro numero correla con le densità polmonari presenti alla TAC. Le linee C sono immagini reali di piccole aree di consolidamento sub pleurico. La semeiotica dell’ecografia toracica ricopre tutti i quadri anatomopatologici delle atelettasie da riassorbimento. L’obiettivo di questo studio è di dimostrare la formazione di atelettasie postoperatorie utilizzando l’ecografia toracica e di dimostrare una diminuzione delle atelettasie dopo la respirazione spontanea. Questo è uno studio osservazionale prospettico eseguito nell’ospedale di Pontedera, su pazienti sottoposte a resettoscopia in anestesia generale: con ventilazione meccanica, bassa FiO2 e 5 cmH2O di PEEP. Abbiamo valutato le pazienti con l’ecografia tre volte: T0: prima dell’anestesia, T1 subito dopo l’anestesia e T2: dopo 25 minuti di respiro spontaneo. Abbiamo valutato il polmone in 12 zone nella parte dorsale della schiena, subito sopra il diaframma. Abbiamo contato le linee B da 0 a 10. Abbiamo quantificato le linee C con un numero da 1 a 3. La presenza ecografica di almeno 3 linee B o di una linea C con linee B in uno spazio intercostale, è stata considerata positiva per presenza di atelettasie. Sono state arruolate 23 pazienti sane: 51±7 anni e BMI 26±6 Kg/m². La durata dell’anestesia è stata di 34±8 minuti. Quasi tutte le pazienti hanno sviluppato atelettasie subito dopo l’anestesia (p<0,001 test del Chi Quadrato). Dopo 25 minuti di respiro spontaneo ancora il 78% delle pazienti aveva atelettasie. Mediana e quartili delle linee B nelle tre misurazioni sono: T0: 1(0-2), T1: 15(8,5-29) e T2: 15(3,5-23,5) con una differenza statisticamente significativa tra T0-T1, ma non tra T1-T2 (Test di Friedman p<0,001; SNK T0-T1 e T0-T2 p<0,01; T1-T2 n. s.). Mediana e quartili delle linee C sono rispettivamente: T0: 0(0-0), T1: 3(1-5,5) e T2: 1(0-3), con una differenza significativa tra tutte le misurazioni (Test di Friedman p<0,001; SNK T0-T1 p<0,01; T0-T2 p<0,05; T1-T2 p<0,01). Questi risultati suggeriscono chiaramente, anche se non lo provano, che le linee B e le linee C rappresentano le atelettasie postoperatorie. In questo scenario le linee B rappresentano l’acqua del tessuto polmonare atelettasico, compresso dal rilasciamento della gabbia toracica. Le linee C, ma non le linee B, diminuiscono già dopo 25 minuti di esercizio respiratorio. Quindi le linee B sono la prima componente delle atelettasie ad apparire e l’ultima a scomparire dopo la loro risoluzione. L’ecografia toracica rappresenta una nuova opportunità con cui ricercare strategie efficaci per evitare la formazione di atelettasie nel postoperatorio.
Ecografia Toracica in Medicina Perioperatoria
2014
Abstract
Hedenstierna G. ha già dimostrato con le immagini TAC come le atelettasie postoperatorie si formino nel 90% dei pazienti. L’ecografia toracica è uno strumento clinico ormai ben consolidato nella pratica clinica. Le linee B sono artefatti verticali, il loro numero correla con le densità polmonari presenti alla TAC. Le linee C sono immagini reali di piccole aree di consolidamento sub pleurico. La semeiotica dell’ecografia toracica ricopre tutti i quadri anatomopatologici delle atelettasie da riassorbimento. L’obiettivo di questo studio è di dimostrare la formazione di atelettasie postoperatorie utilizzando l’ecografia toracica e di dimostrare una diminuzione delle atelettasie dopo la respirazione spontanea. Questo è uno studio osservazionale prospettico eseguito nell’ospedale di Pontedera, su pazienti sottoposte a resettoscopia in anestesia generale: con ventilazione meccanica, bassa FiO2 e 5 cmH2O di PEEP. Abbiamo valutato le pazienti con l’ecografia tre volte: T0: prima dell’anestesia, T1 subito dopo l’anestesia e T2: dopo 25 minuti di respiro spontaneo. Abbiamo valutato il polmone in 12 zone nella parte dorsale della schiena, subito sopra il diaframma. Abbiamo contato le linee B da 0 a 10. Abbiamo quantificato le linee C con un numero da 1 a 3. La presenza ecografica di almeno 3 linee B o di una linea C con linee B in uno spazio intercostale, è stata considerata positiva per presenza di atelettasie. Sono state arruolate 23 pazienti sane: 51±7 anni e BMI 26±6 Kg/m². La durata dell’anestesia è stata di 34±8 minuti. Quasi tutte le pazienti hanno sviluppato atelettasie subito dopo l’anestesia (p<0,001 test del Chi Quadrato). Dopo 25 minuti di respiro spontaneo ancora il 78% delle pazienti aveva atelettasie. Mediana e quartili delle linee B nelle tre misurazioni sono: T0: 1(0-2), T1: 15(8,5-29) e T2: 15(3,5-23,5) con una differenza statisticamente significativa tra T0-T1, ma non tra T1-T2 (Test di Friedman p<0,001; SNK T0-T1 e T0-T2 p<0,01; T1-T2 n. s.). Mediana e quartili delle linee C sono rispettivamente: T0: 0(0-0), T1: 3(1-5,5) e T2: 1(0-3), con una differenza significativa tra tutte le misurazioni (Test di Friedman p<0,001; SNK T0-T1 p<0,01; T0-T2 p<0,05; T1-T2 p<0,01). Questi risultati suggeriscono chiaramente, anche se non lo provano, che le linee B e le linee C rappresentano le atelettasie postoperatorie. In questo scenario le linee B rappresentano l’acqua del tessuto polmonare atelettasico, compresso dal rilasciamento della gabbia toracica. Le linee C, ma non le linee B, diminuiscono già dopo 25 minuti di esercizio respiratorio. Quindi le linee B sono la prima componente delle atelettasie ad apparire e l’ultima a scomparire dopo la loro risoluzione. L’ecografia toracica rappresenta una nuova opportunità con cui ricercare strategie efficaci per evitare la formazione di atelettasie nel postoperatorio.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/142672
URN:NBN:IT:UNIPI-142672