Scopo della ricerca è quello di fornire un saggio di commento ai tre episodi più caratterizzanti del quinto libro del Bellum civile di Lucano. Queste tre ampie sezioni narrative si rivelano interessanti e utili per comprendere la tecnica narrativa e compositiva del poeta, e soprattutto la scelta dei suoi modelli. In questi brani, infatti, oltre alla presenza del modello principale rappresentato dall’Eneide, si può notare una rilevante intertestualità con la poesia ovidiana, in particolare con le Metamorfosi. Questo rapporto intertestuale si arricchisce di ulteriori influenze provenienti dal teatro di Seneca, dall’elegia augustea e dalla poesia greca, partendo da Omero fino alla poesia ellenistica, che testimoniano la vasta doctrina acquisita dal poeta nella sua breve esistenza. Nei tre episodi, estranei alle scene di lotte, vengono sviluppati e stravolti i motivi più noti dell’epos tradizionale: la consultazione di una fonte profetica è descritta nel primo episodio, quando il governatore Appio Claudio Pulcro incontra la Pizia Femonoe presso l’oracolo di Delfi, costringendola a vaticinare (5.64-236). Il notturno del protagonista, reso insonne dalle curae, e l’abbattersi della tempesta sulla sua imbarcazione, sono sviluppati nel secondo episodio, dove Cesare tenta una traversata dell’Adriatico dall’Epiro a Brindisi a bordo della piccola imbarcazione del povero barcaiolo Amiclate (5.476-677). Nel terzo episodio Lucano descrive il topico e drammatico commiato tra il condottiero pronto alla guerra, Pompeo, e la sua amata moglie, Cornelia, esempio perfetto della eroina relicta (5.722-815). Il modello ovidiano serve a Lucano per esaltare determinati aspetti degli episodi: nella narrazione del mito di Delfi e nella caratterizzazione della Pizia furente; nella descrizione alessandrina di gesti quotidiani e oggetti di poco valore, e nella descrizione iperbolica della tempesta; nella necessità di dare voce a sentimenti che il registro linguistico del genere epico da solo non avrebbe potuto esprimere con la stessa intensità. Un altro importante scopo della mia ricerca è stato quello di fornire un’approfondita analisi di ogni aspetto più caratterizzante; e per questo motivo la mia tesi si è andata sviluppando come una sorta di commentarium perpetuum, prendendo in esame di volta in volta i più svariati aspetti filologici, letterari, storici, filosofici, religiosi e culturali. Abstract The aim of this thesis is to give a commentary on three peculiar episodes of the fifth book of Lucan’s Bellum civile. These three wide narrative sections are interesting to understand the narrative and stylistic techniques, and also to investigate the presence and the influence of more than one model into the poem. In fact, in addition to the Aeneid – that is the first well known model –, it is possible to notice a significant intertextuality with Ovidian poetry, and in particular with the Metamorphoses. I have analysed the interaction between Lucan and Ovid in peculiar thematics, in several descriptive and narrative sections; and I have also considered the influence of Seneca’s tragedy, Augustan elegy and Greek poetry, from Homer to Hellenistic production: this is an important proof of the extended doctrina reached by Lucan during his very short life. In the three episodes – all extraneous from battle scenes – Lucan develops and perverts several topic themes of traditional epic poetry: in the first episode (5.64-236) he describes the consultation of a prophetic figure, when the governor Appius Claudius Pulcher urges the Pythia Phaemon to prophesy. In the second episode (5.476-677) the poet develops the nocturne of the protagonist, restless because of his curae – his worries –, and the description of the violent storm, that makes difficult the navigation: here Caesar tries to cross the Adriatic sea in vain, because a furious storm interrupts the sailing of Amyclas, the poor boatman obliged to ship Caesar from Epirus to Brundisium. In the third episode (5.722-815) Lucan describes the topic and dramatic farewell between the military leader ready to the war, Pompey, and his beloved wife, Cornelia, a perfect example of the relicta heroine. The Ovidian model is important for Lucan in order to intensify specific descriptive and conceptual points of the episodes: from the narration of Delphic myth to the characterization of the frenzy Pythia; for the Alexandrine description of daily life and humble items, and the hyperbolic description of the storm, as well as to give voice to emotions that the epic register could not have express with the same pathos. Another important goal of my research has been the deep analysis of every aspect about these three episodes, and for this reason my dissertation has became a sort of commentarium perpetuum, where I have discussed peculiar themes regarding philological, literary, historical, philosophical, as well as religious and cultural subjects.
Studi sul quinto libro del Bellum Civile. Innovazione ovidiana e 'tradizione' virgiliana nell'epica di Lucano.
2016
Abstract
Scopo della ricerca è quello di fornire un saggio di commento ai tre episodi più caratterizzanti del quinto libro del Bellum civile di Lucano. Queste tre ampie sezioni narrative si rivelano interessanti e utili per comprendere la tecnica narrativa e compositiva del poeta, e soprattutto la scelta dei suoi modelli. In questi brani, infatti, oltre alla presenza del modello principale rappresentato dall’Eneide, si può notare una rilevante intertestualità con la poesia ovidiana, in particolare con le Metamorfosi. Questo rapporto intertestuale si arricchisce di ulteriori influenze provenienti dal teatro di Seneca, dall’elegia augustea e dalla poesia greca, partendo da Omero fino alla poesia ellenistica, che testimoniano la vasta doctrina acquisita dal poeta nella sua breve esistenza. Nei tre episodi, estranei alle scene di lotte, vengono sviluppati e stravolti i motivi più noti dell’epos tradizionale: la consultazione di una fonte profetica è descritta nel primo episodio, quando il governatore Appio Claudio Pulcro incontra la Pizia Femonoe presso l’oracolo di Delfi, costringendola a vaticinare (5.64-236). Il notturno del protagonista, reso insonne dalle curae, e l’abbattersi della tempesta sulla sua imbarcazione, sono sviluppati nel secondo episodio, dove Cesare tenta una traversata dell’Adriatico dall’Epiro a Brindisi a bordo della piccola imbarcazione del povero barcaiolo Amiclate (5.476-677). Nel terzo episodio Lucano descrive il topico e drammatico commiato tra il condottiero pronto alla guerra, Pompeo, e la sua amata moglie, Cornelia, esempio perfetto della eroina relicta (5.722-815). Il modello ovidiano serve a Lucano per esaltare determinati aspetti degli episodi: nella narrazione del mito di Delfi e nella caratterizzazione della Pizia furente; nella descrizione alessandrina di gesti quotidiani e oggetti di poco valore, e nella descrizione iperbolica della tempesta; nella necessità di dare voce a sentimenti che il registro linguistico del genere epico da solo non avrebbe potuto esprimere con la stessa intensità. Un altro importante scopo della mia ricerca è stato quello di fornire un’approfondita analisi di ogni aspetto più caratterizzante; e per questo motivo la mia tesi si è andata sviluppando come una sorta di commentarium perpetuum, prendendo in esame di volta in volta i più svariati aspetti filologici, letterari, storici, filosofici, religiosi e culturali. Abstract The aim of this thesis is to give a commentary on three peculiar episodes of the fifth book of Lucan’s Bellum civile. These three wide narrative sections are interesting to understand the narrative and stylistic techniques, and also to investigate the presence and the influence of more than one model into the poem. In fact, in addition to the Aeneid – that is the first well known model –, it is possible to notice a significant intertextuality with Ovidian poetry, and in particular with the Metamorphoses. I have analysed the interaction between Lucan and Ovid in peculiar thematics, in several descriptive and narrative sections; and I have also considered the influence of Seneca’s tragedy, Augustan elegy and Greek poetry, from Homer to Hellenistic production: this is an important proof of the extended doctrina reached by Lucan during his very short life. In the three episodes – all extraneous from battle scenes – Lucan develops and perverts several topic themes of traditional epic poetry: in the first episode (5.64-236) he describes the consultation of a prophetic figure, when the governor Appius Claudius Pulcher urges the Pythia Phaemon to prophesy. In the second episode (5.476-677) the poet develops the nocturne of the protagonist, restless because of his curae – his worries –, and the description of the violent storm, that makes difficult the navigation: here Caesar tries to cross the Adriatic sea in vain, because a furious storm interrupts the sailing of Amyclas, the poor boatman obliged to ship Caesar from Epirus to Brundisium. In the third episode (5.722-815) Lucan describes the topic and dramatic farewell between the military leader ready to the war, Pompey, and his beloved wife, Cornelia, a perfect example of the relicta heroine. The Ovidian model is important for Lucan in order to intensify specific descriptive and conceptual points of the episodes: from the narration of Delphic myth to the characterization of the frenzy Pythia; for the Alexandrine description of daily life and humble items, and the hyperbolic description of the storm, as well as to give voice to emotions that the epic register could not have express with the same pathos. Another important goal of my research has been the deep analysis of every aspect about these three episodes, and for this reason my dissertation has became a sort of commentarium perpetuum, where I have discussed peculiar themes regarding philological, literary, historical, philosophical, as well as religious and cultural subjects.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/142875
URN:NBN:IT:UNIPI-142875