Il tema di questa tesi è la storia con la “s” minuscola, la narrazione storica come modo di rappresentazione dei fatti e dei dati e quindi come possibile forma di sintesi e di generalizzazione. Ci chiederemo quali punti di vista possano essere impiegati per studiare e rappresentare il corso storico, i fatti e i dati che possiamo raccogliere. Discuteremo il modello di spiegazione storica a partire da alcuni autori del tardo storicismo tedesco e cercheremo di capire se questa non sia, come dice Wittgenstein, solo uno dei modi di raccogliere i dati, della loro sinossi e se si possa pervenire per altre strade a una sintesi, a «un’immagine generale che non abbia la forma di un’ipotesi sullo sviluppo cronologico […]» . In ultimo, trasferendo la riflessione anche sul nostro tempo, ci domanderemo se sia possibile una sintesi che renda i fatti del passato, ma anche i big data del presente, comprensibili indipendentemente da ogni orizzonte di significato esterno ad essi, e dalle categorie o presupposti del soggetto che li discrimina. Oltre a queste domande ci guideranno alcuni paradigmi , tra gli altri: punto di partenza – figura – sviluppo e individualità – frammento – rappresentazione perspicua. Ciascuno di questi risulterà intelligibile dall’esibizione dei casi singoli ad esso collegati e dalla presentazione degli esempi fornitici dagli autori presi in considerazione. Descrivere la sintesi qui in oggetto comporta la messa in discussione di molti degli aspetti fondantivi della tradizione storicista: selezione, spiegazione e valutazione, quelli indicati da Momigliano; individualità e sviluppo, quelli indicati da Meinecke. Come per ogni ricerca, perché questa sia delimitata e non divagante, è stato necessario individuare un punto di partenza determinato che fosse anche una prospettiva sulla materia di studio: il nostro punto di partenza è l’opera di Erich Auerbach, con particolare riferimento ai testi legati all’interpretazione di Giambattista Vico. Tre di questi testi sono stati tradotti per questa tesi e si trovano in appendice: l’introduzione alla Scienza Nuova del ’24; l’introduzione inedita alla Scienza Nuova del ’48; il saggio Figura, in una nuova edizione tedesca. Faremo dialogare Auerbach con Vico ma anche con autori a lui coevi: Benjamin, Warburg, Panofsky, Wittgenstein.

La storia in figura. Itinerari sul concetto di storia a partire dagli studi vichiani di Erich Auerbach.

BENSI, MATTEO
2017

Abstract

Il tema di questa tesi è la storia con la “s” minuscola, la narrazione storica come modo di rappresentazione dei fatti e dei dati e quindi come possibile forma di sintesi e di generalizzazione. Ci chiederemo quali punti di vista possano essere impiegati per studiare e rappresentare il corso storico, i fatti e i dati che possiamo raccogliere. Discuteremo il modello di spiegazione storica a partire da alcuni autori del tardo storicismo tedesco e cercheremo di capire se questa non sia, come dice Wittgenstein, solo uno dei modi di raccogliere i dati, della loro sinossi e se si possa pervenire per altre strade a una sintesi, a «un’immagine generale che non abbia la forma di un’ipotesi sullo sviluppo cronologico […]» . In ultimo, trasferendo la riflessione anche sul nostro tempo, ci domanderemo se sia possibile una sintesi che renda i fatti del passato, ma anche i big data del presente, comprensibili indipendentemente da ogni orizzonte di significato esterno ad essi, e dalle categorie o presupposti del soggetto che li discrimina. Oltre a queste domande ci guideranno alcuni paradigmi , tra gli altri: punto di partenza – figura – sviluppo e individualità – frammento – rappresentazione perspicua. Ciascuno di questi risulterà intelligibile dall’esibizione dei casi singoli ad esso collegati e dalla presentazione degli esempi fornitici dagli autori presi in considerazione. Descrivere la sintesi qui in oggetto comporta la messa in discussione di molti degli aspetti fondantivi della tradizione storicista: selezione, spiegazione e valutazione, quelli indicati da Momigliano; individualità e sviluppo, quelli indicati da Meinecke. Come per ogni ricerca, perché questa sia delimitata e non divagante, è stato necessario individuare un punto di partenza determinato che fosse anche una prospettiva sulla materia di studio: il nostro punto di partenza è l’opera di Erich Auerbach, con particolare riferimento ai testi legati all’interpretazione di Giambattista Vico. Tre di questi testi sono stati tradotti per questa tesi e si trovano in appendice: l’introduzione alla Scienza Nuova del ’24; l’introduzione inedita alla Scienza Nuova del ’48; il saggio Figura, in una nuova edizione tedesca. Faremo dialogare Auerbach con Vico ma anche con autori a lui coevi: Benjamin, Warburg, Panofsky, Wittgenstein.
24-ago-2017
Italiano
Auerbach
benjamin
storia
vico
warburg
Iacono, Alfonso Maurizio
Mazzocut-Mis, Maddalena
Giacobini, Giacomo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/143264
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-143264