Il diabete è una patologia cronica che richiede una gestione costante attraverso la misurazione di parametri corporei e del conseguente adattamento terapeutico nel quotidiano. L’obiettivo del lavoro di ricerca è stato quello di indagare quale ruolo potessero avere i dispositivi digitali nella gestione della malattia, guardando in modo particolare a come questi strumenti si inseriscono nelle pratiche che investono gli aspetti della vita quotidiana, del concetto di sé e del vissuto di malattia dei pazienti. I principali risultati emersi dalla ricerca, condotta con tecniche qualitative, permettono di concludere che l’adozione di pratiche costanti e corrette di gestione attraverso i dispositivi digitali avviene se si è trovato per il diabete un ‘posto nelle proprie vite’, se si è cioè accettata la malattia come parte integrante della propria identità personale e sociale. In questi casi, l’utilizzo di digital device può fornire una base di dati che permettono, attraverso pratiche di self-tracking, di conoscere meglio il proprio corpo e i suoi cambiamenti nelle diverse situazioni quotidiane e quindi di riflettere sui dati per la presa di decisioni che incidono sull’andamento della malattia nel lungo periodo. Occorre, peraltro, che l’utilizzo degli strumenti sia condotto in maniera consapevole, e cioè considerando i rischi che possono derivare da un atteggiamento di eccessiva fiducia nei confronti degli stessi.

Self-tracking, empowerment e autocura tra i malati di diabete nella società digitale. Prospettive e limiti

2020

Abstract

Il diabete è una patologia cronica che richiede una gestione costante attraverso la misurazione di parametri corporei e del conseguente adattamento terapeutico nel quotidiano. L’obiettivo del lavoro di ricerca è stato quello di indagare quale ruolo potessero avere i dispositivi digitali nella gestione della malattia, guardando in modo particolare a come questi strumenti si inseriscono nelle pratiche che investono gli aspetti della vita quotidiana, del concetto di sé e del vissuto di malattia dei pazienti. I principali risultati emersi dalla ricerca, condotta con tecniche qualitative, permettono di concludere che l’adozione di pratiche costanti e corrette di gestione attraverso i dispositivi digitali avviene se si è trovato per il diabete un ‘posto nelle proprie vite’, se si è cioè accettata la malattia come parte integrante della propria identità personale e sociale. In questi casi, l’utilizzo di digital device può fornire una base di dati che permettono, attraverso pratiche di self-tracking, di conoscere meglio il proprio corpo e i suoi cambiamenti nelle diverse situazioni quotidiane e quindi di riflettere sui dati per la presa di decisioni che incidono sull’andamento della malattia nel lungo periodo. Occorre, peraltro, che l’utilizzo degli strumenti sia condotto in maniera consapevole, e cioè considerando i rischi che possono derivare da un atteggiamento di eccessiva fiducia nei confronti degli stessi.
16-mar-2020
Università degli Studi di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/143495
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