L’art. 116, c. 3 Cost., introdotto dalla revisione costituzionale del 2001, consente alle Regioni a statuto ordinario di accedere all’esercizio di più ampie competenze in alcune materie definite. La disposizione è rimasta e rimane tuttora inapplicata; eppure, nel 2018, si è arrivati ad una prima serie di atti propedeutici che sembravano dover far sì se ne avvalessero Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Con la tesi in oggetto, si presenta, fatte alcune premesse concettuali e metodologiche, intanto, il quadro storico retrostante al sistema regionalista italiano, con particolare focus sui processi costituenti del 1947 e del 2000; successivamente, si analizza l’approccio dottrinario al tema del regionalismo differenziato all’indomani del 2001; quindi, si cerca di enucleare l’essenza stessa, anche in chiave comparata, della differenziazione; si passa poi a considerare l’impatto dei procedimenti di riconoscimento dell’autonomia rafforzata sulla forma di governo italiana assumendo la prospettiva dei diversi organi costituzionali e, in particolare, del Parlamento, soffermandosi, per quanto riguarda quest’ultimo, sulla questione dei procedimenti interni legati ai processi di differenziazione regionale. Chiudono la trattazione alcune conclusioni, che riconnettono l’attuazione dell’art. 116, c. 3 Cost. all’alveo del dettato dell’art. 5 Cost.
Un naturale prosieguo? Continuità e mutamenti del regionalismo italiano alla luce dei procedimenti di autonomia differenziata ex art. 116, c. 3 Cost.
LAURI, GIUSEPPE
2021
Abstract
L’art. 116, c. 3 Cost., introdotto dalla revisione costituzionale del 2001, consente alle Regioni a statuto ordinario di accedere all’esercizio di più ampie competenze in alcune materie definite. La disposizione è rimasta e rimane tuttora inapplicata; eppure, nel 2018, si è arrivati ad una prima serie di atti propedeutici che sembravano dover far sì se ne avvalessero Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Con la tesi in oggetto, si presenta, fatte alcune premesse concettuali e metodologiche, intanto, il quadro storico retrostante al sistema regionalista italiano, con particolare focus sui processi costituenti del 1947 e del 2000; successivamente, si analizza l’approccio dottrinario al tema del regionalismo differenziato all’indomani del 2001; quindi, si cerca di enucleare l’essenza stessa, anche in chiave comparata, della differenziazione; si passa poi a considerare l’impatto dei procedimenti di riconoscimento dell’autonomia rafforzata sulla forma di governo italiana assumendo la prospettiva dei diversi organi costituzionali e, in particolare, del Parlamento, soffermandosi, per quanto riguarda quest’ultimo, sulla questione dei procedimenti interni legati ai processi di differenziazione regionale. Chiudono la trattazione alcune conclusioni, che riconnettono l’attuazione dell’art. 116, c. 3 Cost. all’alveo del dettato dell’art. 5 Cost.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/143622
URN:NBN:IT:UNIPI-143622