L'osteoartrite (OA) costituisce attualmente la più comune e diffusa malattia reumatica; essa rappresenta la causa più frequente di disabilità nell'anziano. [1-2] La frequenza della malattia aumenta progressivamente con l'avanzare dell'età; la sua diffusione è dunque destinata a crescere nei prossimi decenni, dato il graduale allungarsi della durata media della vita. Negli USA è stato calcolato che nel 2020 i soggetti in età superiore ai 65 anni rappresenteranno il 22% della popolazione, per cui il costo presumibile dell'OA, valutato secondo i parametri attuali, sarà intorno ai 100 miliardi di dollari. [2] Anche per l'Italia le analisi epidemiologiche concordano con quelle degli altri Paesi; l'OA rappresenta infatti il 72,6% delle affezioni reumatiche e, si calcola pertanto che circa 4 milioni di persone siano portatrici di tale affezione. [3] In rapporto ad alcune caratteristiche proprie dell'OA, quali l'elevata diffusione, l'evoluzione cronica, l'entità del danno invalidante, la necessità di assistenza medica e di prescrizioni farmaceutiche, sia l'una che le altre ripetute e protratte nel tempo, è logico che la patologia artritica comporti oneri socio-economici di notevole entità. Considerata l importanza che tale patologia sta assumendo, non solo a livello sanitario ma anche socio economico, la ricerca è oggi indirizzata all individuazione di nuove vie farmacologiche potenzialmente in grado di arrestare l'iter evolutivo di questa patologia e quindi di prevenire il possibile danno invalidante che da essa può derivare. La scoperta dei meccanismi biochimici e delle sequenze patogenetiche che caratterizzano l'OA ha modificato profondamente l'atteggiamento terapeutico nei confronti di questa malattia, un tempo ritenuta priva di ogni possibilità terapeutica al di fuori di quella puramente sintomatica. Il mio lavoro di tesi, inserendosi in questo ambito di ricerca, riguarderà lo studio di composti in grado di agire proprio sugli eventi caratterizzanti il processo osteoartritico: i tiazolidinoni (TZD). I TZD rappresentano una classe di composti ampliamente studiata per le loro proprietà farmacologiche, essi hanno mostrato di possedere un ampia varietà di attività biologiche ed oggi sono utilizzati nella cura del diabete come ipoglicemizzanti orali. Inoltre diversi studi hanno permesso di individuarli come inibitori di metalloproteasi (MMPs), enzimi chiave nel determinismo di varie patologie, tra cui l OA.
Valutazione dell attività antinfiammmatoria /antidegenerativa
2012
Abstract
L'osteoartrite (OA) costituisce attualmente la più comune e diffusa malattia reumatica; essa rappresenta la causa più frequente di disabilità nell'anziano. [1-2] La frequenza della malattia aumenta progressivamente con l'avanzare dell'età; la sua diffusione è dunque destinata a crescere nei prossimi decenni, dato il graduale allungarsi della durata media della vita. Negli USA è stato calcolato che nel 2020 i soggetti in età superiore ai 65 anni rappresenteranno il 22% della popolazione, per cui il costo presumibile dell'OA, valutato secondo i parametri attuali, sarà intorno ai 100 miliardi di dollari. [2] Anche per l'Italia le analisi epidemiologiche concordano con quelle degli altri Paesi; l'OA rappresenta infatti il 72,6% delle affezioni reumatiche e, si calcola pertanto che circa 4 milioni di persone siano portatrici di tale affezione. [3] In rapporto ad alcune caratteristiche proprie dell'OA, quali l'elevata diffusione, l'evoluzione cronica, l'entità del danno invalidante, la necessità di assistenza medica e di prescrizioni farmaceutiche, sia l'una che le altre ripetute e protratte nel tempo, è logico che la patologia artritica comporti oneri socio-economici di notevole entità. Considerata l importanza che tale patologia sta assumendo, non solo a livello sanitario ma anche socio economico, la ricerca è oggi indirizzata all individuazione di nuove vie farmacologiche potenzialmente in grado di arrestare l'iter evolutivo di questa patologia e quindi di prevenire il possibile danno invalidante che da essa può derivare. La scoperta dei meccanismi biochimici e delle sequenze patogenetiche che caratterizzano l'OA ha modificato profondamente l'atteggiamento terapeutico nei confronti di questa malattia, un tempo ritenuta priva di ogni possibilità terapeutica al di fuori di quella puramente sintomatica. Il mio lavoro di tesi, inserendosi in questo ambito di ricerca, riguarderà lo studio di composti in grado di agire proprio sugli eventi caratterizzanti il processo osteoartritico: i tiazolidinoni (TZD). I TZD rappresentano una classe di composti ampliamente studiata per le loro proprietà farmacologiche, essi hanno mostrato di possedere un ampia varietà di attività biologiche ed oggi sono utilizzati nella cura del diabete come ipoglicemizzanti orali. Inoltre diversi studi hanno permesso di individuarli come inibitori di metalloproteasi (MMPs), enzimi chiave nel determinismo di varie patologie, tra cui l OA.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/143799
URN:NBN:IT:UNICT-143799