Lo studio indaga il rapporto tra la Biblioteca attribuita allo ps. Apollodoro e la materia mitica da essa trasmessa, secondo un approccio che differisce da quelli già impiegati nei lavori scientifici che si sono occupati in passato della questione, e, in particolare, dalla tradizionale Quellenforschung. Servendoci della nozione di “polivalenza delle immagini” si è individuata, all’interno dei racconti narrati dal mitografo, la compresenza di rappresentazioni e significati molteplici, che si sono prodotti in diversi ambienti storici. Si è, in tal modo, giunti a riconoscere la stratificazione e le trasformazioni delle tradizioni mitiche confluite nella Biblioteca e, più in generale, delle forme della realtà e del pensiero propri della civiltà greca. Nell’introduzione sono chiariti i concetti fondamentali di cui si è tenuto conto in questa ricerca: a partire da quelli di mito e di tradizione. Segue una presentazione della Biblioteca e dell’ambiente culturale in cui l’opera è stata composta. Il primo capitolo verte intorno alla sezione teogonica dell’opera, con l’esame di due immagini mitiche, quella dell’ira di Gea e quella della spartizione del potere tra i figli di Crono. Il secondo capitolo esamina il racconto delle vicende di Pelope, giungendo a individuare rappresentazioni risalenti a una fase della tradizione che precede persino le fonti più antiche di cui disponiamo. Nel terzo capitolo sono indagati due processi giudiziari che vedono coinvolto Eracle e che riflettono elementi propri del diritto della πόλις. Nelle conclusioni si trae un bilancio dei risultati raggiunti. Seguono tre appendici che completano e arricchiscono lo studio.

I racconti mitici della Biblioteca: polivalenza delle immagini nella mitografia di età imperiale.

ACERBO, STEFANO
2016

Abstract

Lo studio indaga il rapporto tra la Biblioteca attribuita allo ps. Apollodoro e la materia mitica da essa trasmessa, secondo un approccio che differisce da quelli già impiegati nei lavori scientifici che si sono occupati in passato della questione, e, in particolare, dalla tradizionale Quellenforschung. Servendoci della nozione di “polivalenza delle immagini” si è individuata, all’interno dei racconti narrati dal mitografo, la compresenza di rappresentazioni e significati molteplici, che si sono prodotti in diversi ambienti storici. Si è, in tal modo, giunti a riconoscere la stratificazione e le trasformazioni delle tradizioni mitiche confluite nella Biblioteca e, più in generale, delle forme della realtà e del pensiero propri della civiltà greca. Nell’introduzione sono chiariti i concetti fondamentali di cui si è tenuto conto in questa ricerca: a partire da quelli di mito e di tradizione. Segue una presentazione della Biblioteca e dell’ambiente culturale in cui l’opera è stata composta. Il primo capitolo verte intorno alla sezione teogonica dell’opera, con l’esame di due immagini mitiche, quella dell’ira di Gea e quella della spartizione del potere tra i figli di Crono. Il secondo capitolo esamina il racconto delle vicende di Pelope, giungendo a individuare rappresentazioni risalenti a una fase della tradizione che precede persino le fonti più antiche di cui disponiamo. Nel terzo capitolo sono indagati due processi giudiziari che vedono coinvolto Eracle e che riflettono elementi propri del diritto della πόλις. Nelle conclusioni si trae un bilancio dei risultati raggiunti. Seguono tre appendici che completano e arricchiscono lo studio.
18-ott-2016
Italiano
Biblioteca
mitografia
mitologia
polivalenza delle immagini
tradizioni mitiche
Taddei, Andrea
Bertolini, Francesco
Pàmias i Massana, Jordi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/143818
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-143818