In questa tesi empirica vengono messi a confronto modelli di non arbitraggio descritti da un processo latente di OrnsteinUhlenbeck ed un sistema dinamico affine. Si utilizzano i tassi interbancari Euribor per l’importanza che rivestono nei mercati finanziari, ma anche per agevolare la replicabilità della analisi data la loro reperibilità libera e gratuita. I modelli presentati appartengono alla classe di modelli detti a struttura a termine affine (ATSM) resi popolari da Duffie e Kan (1996), i cui gli stati vengono calcolati ricorsivamente attraverso l’utilizzo del filtro di Kalman. Per agevolare la comprensione di questo strumento viene fornita una descrizione classica ed in termini bayesiani. Vengono quindi confrontati modelli in cui varia il numero di fattori latenti ed in cui viene posto un vincolo che rappresenta il contributo originale principale. Attraverso la manipolazione della tipologia di contributo che ciascun fattore può apportare, è possibile definire dei modelli in cui i residui sono minimi e depurati della componente sistematica residua visibile nei modelli classici. Le proprietà della struttura a termine sembrano quindi essere identificate con più precisione. Vengono proposti spunti per sviluppi futuri, in particolare nella specificazione del processo che guida lo stato latente, ma anche sul rilassamento delle caratteristiche di linearità e gaussianità del modello.
Ipotesi di struttura affine per tassi Euribor
2010
Abstract
In questa tesi empirica vengono messi a confronto modelli di non arbitraggio descritti da un processo latente di OrnsteinUhlenbeck ed un sistema dinamico affine. Si utilizzano i tassi interbancari Euribor per l’importanza che rivestono nei mercati finanziari, ma anche per agevolare la replicabilità della analisi data la loro reperibilità libera e gratuita. I modelli presentati appartengono alla classe di modelli detti a struttura a termine affine (ATSM) resi popolari da Duffie e Kan (1996), i cui gli stati vengono calcolati ricorsivamente attraverso l’utilizzo del filtro di Kalman. Per agevolare la comprensione di questo strumento viene fornita una descrizione classica ed in termini bayesiani. Vengono quindi confrontati modelli in cui varia il numero di fattori latenti ed in cui viene posto un vincolo che rappresenta il contributo originale principale. Attraverso la manipolazione della tipologia di contributo che ciascun fattore può apportare, è possibile definire dei modelli in cui i residui sono minimi e depurati della componente sistematica residua visibile nei modelli classici. Le proprietà della struttura a termine sembrano quindi essere identificate con più precisione. Vengono proposti spunti per sviluppi futuri, in particolare nella specificazione del processo che guida lo stato latente, ma anche sul rilassamento delle caratteristiche di linearità e gaussianità del modello.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/144261
URN:NBN:IT:UNIROMA3-144261