Obiettivi:La perfusione cerebrale selettiva anterograda(ASCP),è ritenuta la migliore metodica di protezione del sistema nervoso nella chirurgia dell'arco aortico.Restano da definire i livelli di ipotermia per un’adeguata protezione viscerale e cerebrale.Lo scopo dello studio è quello di valutare l’outcome dei pazienti sottoposti a questo tipo di chirurgia,per stabilire se il grado di ipotermia sia un fattore che influenza lo sviluppo di complicanze e la mortalità.Inoltre,è stata valutata un’eventuale relazione tra le complicanze neurologiche,la mortalità ed i siti di cannulazione utilizzati. Metodi:Tra novembre 1996 e novembre 2016, 566 pazienti sono stati sottoposti a chirurgia elettiva dell'arco aortico utilizzando l’ASCP ed una cannulazione arteriosa di tipo anterogrado o retrogrado.I pazienti sono stati divisi in due gruppi in base al grado d’ipotermia.Successivamente, all’interno dei due gruppi sono stati individuati due sottogruppi in base alla cannulazione (anterograda e retrograda). La creatinina,le transaminasi e la bilirubina sono state esaminate pre-operatoriamente e post-operatoriamente per valutare un eventuale danno viscerale. Risultati:Quattrocentocinquantotto pazienti sono stati arruolati nello studio,302(66%) nel gruppo A(temperatura nasofaringea≤25°C),e 156(34%) nel gruppo B(temperatura nasofaringea>25°C).La mortalità intraospedaliera è stata del 3.8% nel gruppo B e del 9.9% nel gruppo A(p=0.02).Le complicanze neurologiche postoperatorie,sono state nel gruppo A rispetto al gruppo B: PND(5.3vs3.2%),TND(9.6vs8.3%),(p=NS).Sessanta pazienti hanno manifestato una disfunzione renale postoperatoria con maggiore incidenza nel gruppo A rispetto al gruppo B(15.6vs8.3%) (p=0.03). Riguardo le cannulazioni: gruppo A(192 anterograde e 110 retrograde),gruppo B(119 anterograde e 37 retrograde)con un’incidenza di complicanze neurologiche del 5.7%vs4.6%(p=NS) nel gruppo A e del 3.3%vs2.7%(p=NS) nel gruppo B e di mortalità del 9.9%vs10%(p=NS) nel gruppo A e del 4.2vs2.7%(p=NS) nel gruppo B. Conclusioni:L’ipotermia moderata ad una temperatura>25°C,associata all’ASCP nella chirurgia dell’arco aortico,risulta essere maggiormente efficace dell’ipotermia profonda per la protezione d’organo,con minore incidenza di complicanze viscerali e di mortalità.Differenti siti di cannulazione sono associati a risultati simili,quindi la strategia di cannulazione dipende principalmente dal caso trattato.

Differenti gradi di ipotermia associati alla perfusione cerebrale selettiva anterograda (ASCP) e strategie di cannulazione, nella chirurgia dell'arco aortico: quale impatto sugli outcomes?

2018

Abstract

Obiettivi:La perfusione cerebrale selettiva anterograda(ASCP),è ritenuta la migliore metodica di protezione del sistema nervoso nella chirurgia dell'arco aortico.Restano da definire i livelli di ipotermia per un’adeguata protezione viscerale e cerebrale.Lo scopo dello studio è quello di valutare l’outcome dei pazienti sottoposti a questo tipo di chirurgia,per stabilire se il grado di ipotermia sia un fattore che influenza lo sviluppo di complicanze e la mortalità.Inoltre,è stata valutata un’eventuale relazione tra le complicanze neurologiche,la mortalità ed i siti di cannulazione utilizzati. Metodi:Tra novembre 1996 e novembre 2016, 566 pazienti sono stati sottoposti a chirurgia elettiva dell'arco aortico utilizzando l’ASCP ed una cannulazione arteriosa di tipo anterogrado o retrogrado.I pazienti sono stati divisi in due gruppi in base al grado d’ipotermia.Successivamente, all’interno dei due gruppi sono stati individuati due sottogruppi in base alla cannulazione (anterograda e retrograda). La creatinina,le transaminasi e la bilirubina sono state esaminate pre-operatoriamente e post-operatoriamente per valutare un eventuale danno viscerale. Risultati:Quattrocentocinquantotto pazienti sono stati arruolati nello studio,302(66%) nel gruppo A(temperatura nasofaringea≤25°C),e 156(34%) nel gruppo B(temperatura nasofaringea>25°C).La mortalità intraospedaliera è stata del 3.8% nel gruppo B e del 9.9% nel gruppo A(p=0.02).Le complicanze neurologiche postoperatorie,sono state nel gruppo A rispetto al gruppo B: PND(5.3vs3.2%),TND(9.6vs8.3%),(p=NS).Sessanta pazienti hanno manifestato una disfunzione renale postoperatoria con maggiore incidenza nel gruppo A rispetto al gruppo B(15.6vs8.3%) (p=0.03). Riguardo le cannulazioni: gruppo A(192 anterograde e 110 retrograde),gruppo B(119 anterograde e 37 retrograde)con un’incidenza di complicanze neurologiche del 5.7%vs4.6%(p=NS) nel gruppo A e del 3.3%vs2.7%(p=NS) nel gruppo B e di mortalità del 9.9%vs10%(p=NS) nel gruppo A e del 4.2vs2.7%(p=NS) nel gruppo B. Conclusioni:L’ipotermia moderata ad una temperatura>25°C,associata all’ASCP nella chirurgia dell’arco aortico,risulta essere maggiormente efficace dell’ipotermia profonda per la protezione d’organo,con minore incidenza di complicanze viscerali e di mortalità.Differenti siti di cannulazione sono associati a risultati simili,quindi la strategia di cannulazione dipende principalmente dal caso trattato.
4-mag-2018
Università degli Studi di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/144515
Il codice NBN di questa tesi è urn:nbn:it:unibo-25781