Il lavoro di ricerca prende il via dall’analisi di due momenti fondamentali per la politica estera italiana avvenuti nel 1956: la crisi di Suez e lo scoppio della rivolta in Ungheria. Sono questi avvenimenti che mostrano l’aprirsi di nuovi scenari per le relazioni internazionali italiane. Emerge così il neoatlantismo, ovvero un disegno di politica estera che aveva come suoi capisaldi una forte alleanza con gli Stati Uniti, la possibilità di forzare i blocchi Est-Ovest nei limiti del possibile, l’ostilità alla creazione di qualsivoglia asse in Europa e uno speciale interesse per l’area del Mediterraneo. Nell’analisi condotta ci si sofferma su personalità come La Pira, Gronchi, Mattei che questa strategia portarono avanti ognuno nel suo ruolo, religioso, istituzionale ed economico. Fu però la vittoria alle elezioni del 1958 e la formazione del governo Fanfani il momento in cui il neoatlantismo “andò al governo” e il politico aretino potè passare da una fase di progettualità a quella di una politica estera concreta. Fu in quell’anno Presidente del Consiglio, Ministro degli Esteri, Segretario della DC. Una combinazioni di potere che rappresentò un’occasione unica. Nel lavoro di ricerca sono stati analizzati tutti gli avvenimenti di quei sette mesi di governo fino allo storico viaggio che Fanfani fece da Nasser in Egitto. A gennaio 59’ l’ennesima crisi di governo spazzò via il sogno di Fanfani. Troppi erano gli avversari, soprattutto interni alla DC, non disposti ad accettare il cumulo di cariche del politico aretino.
Fanfani e il 1958 : una nuova politica estera per l'Italia
2009
Abstract
Il lavoro di ricerca prende il via dall’analisi di due momenti fondamentali per la politica estera italiana avvenuti nel 1956: la crisi di Suez e lo scoppio della rivolta in Ungheria. Sono questi avvenimenti che mostrano l’aprirsi di nuovi scenari per le relazioni internazionali italiane. Emerge così il neoatlantismo, ovvero un disegno di politica estera che aveva come suoi capisaldi una forte alleanza con gli Stati Uniti, la possibilità di forzare i blocchi Est-Ovest nei limiti del possibile, l’ostilità alla creazione di qualsivoglia asse in Europa e uno speciale interesse per l’area del Mediterraneo. Nell’analisi condotta ci si sofferma su personalità come La Pira, Gronchi, Mattei che questa strategia portarono avanti ognuno nel suo ruolo, religioso, istituzionale ed economico. Fu però la vittoria alle elezioni del 1958 e la formazione del governo Fanfani il momento in cui il neoatlantismo “andò al governo” e il politico aretino potè passare da una fase di progettualità a quella di una politica estera concreta. Fu in quell’anno Presidente del Consiglio, Ministro degli Esteri, Segretario della DC. Una combinazioni di potere che rappresentò un’occasione unica. Nel lavoro di ricerca sono stati analizzati tutti gli avvenimenti di quei sette mesi di governo fino allo storico viaggio che Fanfani fece da Nasser in Egitto. A gennaio 59’ l’ennesima crisi di governo spazzò via il sogno di Fanfani. Troppi erano gli avversari, soprattutto interni alla DC, non disposti ad accettare il cumulo di cariche del politico aretino.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/144738
URN:NBN:IT:IMTLUCCA-144738