Il BDNF appartiene alla famiglia delle neurotrofine, per cui promuove la sopravvivenza cellulare e la plasticità sinaptica ed è coinvolta nell’insorgenza di patologie neurodegenerative, tra cui la Depressione Maggiore. Lo scopo di questo lavoro è stato valutare l’ipotesi neurotrofica della depressione del meccanismo d’azione dei farmaci antidepressivi in un modello sperimentale su animali trattati con Duloxetina (10,30 e 100 mg/kg)ed in un modello sperimentale su pazienti in corso di episodio depressivo maggiore(EDM). Il trattamento in acuto con Duloxetina non ha determinato variazioni nel contenuto del BDNF in plasma, siero, liquor e corteccia prefrontale; viceversa nel trattamento cronico (14 gg)si è osservato un aumento dose-dipendente del BDNF in corteccia prefrontale ed una riduzione dose-dipendente dell’accrescimento corporeo. Lo studio su volontari ha evidenziato come nella popolazione di pazienti con EDM si osservi un aumento significativo del BDNF plasmatico, non sierico, dopo 4 settimane di terapia e dopo 12 e 24 settimane, mentre ad un anno non vi erano differenze rispetto al baseline. Questi dati correlavano con la regressione del punteggio delle scale di valutazione(HAM-A, HAM-D, MADRS) utilizzati nella valutazione clinica. I dati ottenuti confermano il ruolo del BDNF nell’eziologia e terapia della Depressione; in particolare, il trattamento cronico con Duloxetina risulta efficace nel modulare i livelli di BDNF a livello encefalico. I dati emersi dallo studio clinico, limitatamente alle condizioni sperimentali utilizzate, permettono di affermare che il BDNF plasmatico può essere considerato un biomarker di efficacia terapeutica.

RUOLO DEL BRAIN DERIVED NEUROTROPHIC FACTOR NELLA TERAPIA CON FARMACI ANTIDEPRESSIVI

2007

Abstract

Il BDNF appartiene alla famiglia delle neurotrofine, per cui promuove la sopravvivenza cellulare e la plasticità sinaptica ed è coinvolta nell’insorgenza di patologie neurodegenerative, tra cui la Depressione Maggiore. Lo scopo di questo lavoro è stato valutare l’ipotesi neurotrofica della depressione del meccanismo d’azione dei farmaci antidepressivi in un modello sperimentale su animali trattati con Duloxetina (10,30 e 100 mg/kg)ed in un modello sperimentale su pazienti in corso di episodio depressivo maggiore(EDM). Il trattamento in acuto con Duloxetina non ha determinato variazioni nel contenuto del BDNF in plasma, siero, liquor e corteccia prefrontale; viceversa nel trattamento cronico (14 gg)si è osservato un aumento dose-dipendente del BDNF in corteccia prefrontale ed una riduzione dose-dipendente dell’accrescimento corporeo. Lo studio su volontari ha evidenziato come nella popolazione di pazienti con EDM si osservi un aumento significativo del BDNF plasmatico, non sierico, dopo 4 settimane di terapia e dopo 12 e 24 settimane, mentre ad un anno non vi erano differenze rispetto al baseline. Questi dati correlavano con la regressione del punteggio delle scale di valutazione(HAM-A, HAM-D, MADRS) utilizzati nella valutazione clinica. I dati ottenuti confermano il ruolo del BDNF nell’eziologia e terapia della Depressione; in particolare, il trattamento cronico con Duloxetina risulta efficace nel modulare i livelli di BDNF a livello encefalico. I dati emersi dallo studio clinico, limitatamente alle condizioni sperimentali utilizzate, permettono di affermare che il BDNF plasmatico può essere considerato un biomarker di efficacia terapeutica.
14-mag-2007
Italiano
Giovannini, Luca
Università degli Studi di Pisa
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-144967