Fin dalla preistoria l’uomo è stato capace di modificare in modo permanente il proprio ambiente facendo in modo che si verificasse una riduzione delle foreste e delle aree umide stimata tra il 30 e il 50% e alla conversione in aree agricole delle praterie che ha causato una riduzione di queste ultime del 90%. Dati tali presupposti e considerando che le risorse del pianeta non sono inesauribili, non sorprende che le altre specie viventi, stimate in un numero compreso tra 10 e 50 milioni, siano sottoposte a una pressione intensa e crescente che ne pone numerose a serio rischio di estinzione. Dalla metà dell’Ottocento, come reazione alle rilevanti trasformazioni operate dall’uomo su ambienti naturali fino a quel momento intatti, si sviluppò negli Stati Uniti un movimento, filosofico prima ancora che scientifico, il cui obiettivo era sensibilizzare la pubblica opinione sull’importanza della natura per scopi diversi dal guadagno economico. Con gli anni si è arrivati alla moderna biologia della conservazione una scienza con una precisa missione: ridurre (neutralizzare) gli effetti negativi delle azioni umane sull’ambiente. Con questo spirito, il seguente lavoro ha focalizzato la propria attenzione su tre specie che in Italia sono a rischio estinzione: il lupo (Canis lupus) la lince eurasiatica (Lynx lynx) e l’orso bruno (Ursus arctos) analizzando i progetti messi in atto in Italia confrontandoli con quelli presenti invece in realtà vicine (Spagna) e stimando la presenza delle tre specie sul territorio nazionale. Le percentuali di presenza di animali risultanti dalla nostra indagine sono i seguenti: - Lupo: nei Parchi Regionali si registra la maggiore percentuale (53,1%) di presenza del canide allo stato naturale. Differenze non significative si riscontrano nei Parchi Nazionali (42,5%); - Orso: l’orso in natura sembra presente solo nei Parchi Nazionali (75%) e nei Parchi Regionali (25%). - Lince: la presenza della lince in Italia sembra sempre di più legata alla strenua volontà di non ammettere la sua scomparsa. Tuttavia i dati registrati indicherebbero la presenza di 7 linci allo stato libero in 4 Parchi Regionali (53,8%), 5 felidi in 3 Parchi Nazionali (38,5%) e, sebbene sia segnalata in 4 “altre aree protette”, dalla verifica dei dati, risulterebbe solo 1 animale (7,7%).

Applicazione della normativa internazionale delle biotecnologie innovative per la gestione e la conservazione della biodiversità animale appartenente all'Ordine dei Carnivora. Risultati in Italia e in Europa

2017

Abstract

Fin dalla preistoria l’uomo è stato capace di modificare in modo permanente il proprio ambiente facendo in modo che si verificasse una riduzione delle foreste e delle aree umide stimata tra il 30 e il 50% e alla conversione in aree agricole delle praterie che ha causato una riduzione di queste ultime del 90%. Dati tali presupposti e considerando che le risorse del pianeta non sono inesauribili, non sorprende che le altre specie viventi, stimate in un numero compreso tra 10 e 50 milioni, siano sottoposte a una pressione intensa e crescente che ne pone numerose a serio rischio di estinzione. Dalla metà dell’Ottocento, come reazione alle rilevanti trasformazioni operate dall’uomo su ambienti naturali fino a quel momento intatti, si sviluppò negli Stati Uniti un movimento, filosofico prima ancora che scientifico, il cui obiettivo era sensibilizzare la pubblica opinione sull’importanza della natura per scopi diversi dal guadagno economico. Con gli anni si è arrivati alla moderna biologia della conservazione una scienza con una precisa missione: ridurre (neutralizzare) gli effetti negativi delle azioni umane sull’ambiente. Con questo spirito, il seguente lavoro ha focalizzato la propria attenzione su tre specie che in Italia sono a rischio estinzione: il lupo (Canis lupus) la lince eurasiatica (Lynx lynx) e l’orso bruno (Ursus arctos) analizzando i progetti messi in atto in Italia confrontandoli con quelli presenti invece in realtà vicine (Spagna) e stimando la presenza delle tre specie sul territorio nazionale. Le percentuali di presenza di animali risultanti dalla nostra indagine sono i seguenti: - Lupo: nei Parchi Regionali si registra la maggiore percentuale (53,1%) di presenza del canide allo stato naturale. Differenze non significative si riscontrano nei Parchi Nazionali (42,5%); - Orso: l’orso in natura sembra presente solo nei Parchi Nazionali (75%) e nei Parchi Regionali (25%). - Lince: la presenza della lince in Italia sembra sempre di più legata alla strenua volontà di non ammettere la sua scomparsa. Tuttavia i dati registrati indicherebbero la presenza di 7 linci allo stato libero in 4 Parchi Regionali (53,8%), 5 felidi in 3 Parchi Nazionali (38,5%) e, sebbene sia segnalata in 4 “altre aree protette”, dalla verifica dei dati, risulterebbe solo 1 animale (7,7%).
ott-2017
Italiano
Università degli Studi di Napoli Federico II
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/145047
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNINA-145047