La tesi proposta parte dall'assunto di fondo dell'integrazione tra "etica d'impresa" e creazione del valore, condivisa non solo dalla teoria economica utilitaristica, ma anche dagli studi di Economia Aziendale, secondo cui il perseguimento delle finalità aziendali, tradotte in obiettivi di economicità di lungo periodo, non può prescindere da principi, valori, norme etiche, che governano le interrelazioni tra il sistema azienda e il contesto socio-economico, a cui essa appartiene. Ci si è proposti di approfondire come l'etica aziendale rappresenti non solo un "dovere morale", ma soprattutto una "scelta obbligata" per ogni organizzazione. Tale assunto diventa uno dei presupposti più importanti dell'economicità aziendale, ovvero la condizione necessaria per il conseguimento di un "equilibrio a valere nel tempo". Si ritiene che l'etica aziendale scaturisca dal modo in cui il processo di produzione della ricchezza viene concepito e realizzato da parte degli attori organizzativi all'interno dell'azienda e nel contesto sociale di appartenenza. Tale processo segue la spirale di un circolo virtuoso che vede l'azienda, potenzialmente etica, in equilibrio economico e considera il suo comportamento etico come motore di sviluppo della sua economicità. In un'ottica di lungo periodo, il complesso dei criteri di comportamento, su cui è improntato l'agire del management, attiene al perseguimento delle sue finalità e passa attraverso la capacità di comporre adeguatamente le diverse categorie d'interessi che convergono sull'azienda, considerando la complessità delle relazioni di scambio tra azienda e mercato e tra azienda e ambiente. È proprio la capacità di governare adeguatamente il sistema delle interrelazioni organizzative, interne ed esterne all'azienda, che pone le basi della sua sopravvivenza e del suo sviluppo nel lungo periodo, inteso come crescita economica e sociale. In questo panorama un meccanismo in grado di regolare efficacemente le interdipendenze è la "moralità sociale" che si esprime attraverso un complesso di norme autoregolative d'integrità ed equità, che permettono all'azienda di conseguire le sue finalità generali. In tale prospettiva la "moralità sociale" assume una connotazione particolarmente significativa nell'imporre all'azienda le modalità attraverso cui confrontarsi con l'ambiente circostante in un sistema relazionale fatto di transazioni, ma anche d'apprendimento, confronto e servizi resi o attesi, sia all'interno che all'esterno.
Etica ed organizzazione aziendale: presupposti di sviluppo dell'economicità per il governo delle relazioni
2007
Abstract
La tesi proposta parte dall'assunto di fondo dell'integrazione tra "etica d'impresa" e creazione del valore, condivisa non solo dalla teoria economica utilitaristica, ma anche dagli studi di Economia Aziendale, secondo cui il perseguimento delle finalità aziendali, tradotte in obiettivi di economicità di lungo periodo, non può prescindere da principi, valori, norme etiche, che governano le interrelazioni tra il sistema azienda e il contesto socio-economico, a cui essa appartiene. Ci si è proposti di approfondire come l'etica aziendale rappresenti non solo un "dovere morale", ma soprattutto una "scelta obbligata" per ogni organizzazione. Tale assunto diventa uno dei presupposti più importanti dell'economicità aziendale, ovvero la condizione necessaria per il conseguimento di un "equilibrio a valere nel tempo". Si ritiene che l'etica aziendale scaturisca dal modo in cui il processo di produzione della ricchezza viene concepito e realizzato da parte degli attori organizzativi all'interno dell'azienda e nel contesto sociale di appartenenza. Tale processo segue la spirale di un circolo virtuoso che vede l'azienda, potenzialmente etica, in equilibrio economico e considera il suo comportamento etico come motore di sviluppo della sua economicità. In un'ottica di lungo periodo, il complesso dei criteri di comportamento, su cui è improntato l'agire del management, attiene al perseguimento delle sue finalità e passa attraverso la capacità di comporre adeguatamente le diverse categorie d'interessi che convergono sull'azienda, considerando la complessità delle relazioni di scambio tra azienda e mercato e tra azienda e ambiente. È proprio la capacità di governare adeguatamente il sistema delle interrelazioni organizzative, interne ed esterne all'azienda, che pone le basi della sua sopravvivenza e del suo sviluppo nel lungo periodo, inteso come crescita economica e sociale. In questo panorama un meccanismo in grado di regolare efficacemente le interdipendenze è la "moralità sociale" che si esprime attraverso un complesso di norme autoregolative d'integrità ed equità, che permettono all'azienda di conseguire le sue finalità generali. In tale prospettiva la "moralità sociale" assume una connotazione particolarmente significativa nell'imporre all'azienda le modalità attraverso cui confrontarsi con l'ambiente circostante in un sistema relazionale fatto di transazioni, ma anche d'apprendimento, confronto e servizi resi o attesi, sia all'interno che all'esterno.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/145561
URN:NBN:IT:UNIPI-145561