La tesi ha come oggetto l'inquadramento letterario-culturale e l'edizione critica del testo Epítome de la Elocuencia Española di Francisco José Artiga, autore aragonese di fine seicento. Partendo dalle questioni biografiche e dalla storia della critica riguardante autore e testo, la tesi analizza in primo luogo le fonti letterarie aurisecolari a cui Artiga ha attinto per la compilazione della sua opera: si sono individuate in Bartolomé Jiménez Patón e in José Antonio de Hebrera y Esmir due sicuri precursori del testo, analizzandone poi il lascito nell'Epítome a livello sia teorico che esemplificativo. Si è poi inquadrato il testo nell'epoca in cui fu prodotto, all'ombra delle polemiche letterarie che caratterizzarono il seicento spagnolo e sulla scia delle tendenze a creazioni sempre meno originali, benché radicalmente letterarie. Il testo di Artiga si dimostra essere un'opera che raccoglie molto delle retoriche seicentesche, senza tralasciare suggestioni derivanti dalla tradizione medievale, in particolare nella mnemotecnica. Le sue sezioni sono quelle tipiche delle retoriche classiche (inventio, dispositio, elocutio, actio, memoria), ma trattate con tono didattico e arricchite di esempi, a favore di un pubblico vasto e non limitato a predicatori. L'edizione critica ha infine fissato il testo sulla base della tradizione a stampa delle otto edizioni esistenti, proponendo uno stemma. Si è analizzata ciascuna edizione, lavorando in particolare sulle prime due (1692, 1726). Gli errori più significativi sono stati commentanti dal punto di vista filologico.
EDIZIONE E STUDIO DELL’ EPÍTOME DE LA ELOCUENCIA ESPAÑOLA DI FRANCISCO JOSÉ ARTIGA
2016
Abstract
La tesi ha come oggetto l'inquadramento letterario-culturale e l'edizione critica del testo Epítome de la Elocuencia Española di Francisco José Artiga, autore aragonese di fine seicento. Partendo dalle questioni biografiche e dalla storia della critica riguardante autore e testo, la tesi analizza in primo luogo le fonti letterarie aurisecolari a cui Artiga ha attinto per la compilazione della sua opera: si sono individuate in Bartolomé Jiménez Patón e in José Antonio de Hebrera y Esmir due sicuri precursori del testo, analizzandone poi il lascito nell'Epítome a livello sia teorico che esemplificativo. Si è poi inquadrato il testo nell'epoca in cui fu prodotto, all'ombra delle polemiche letterarie che caratterizzarono il seicento spagnolo e sulla scia delle tendenze a creazioni sempre meno originali, benché radicalmente letterarie. Il testo di Artiga si dimostra essere un'opera che raccoglie molto delle retoriche seicentesche, senza tralasciare suggestioni derivanti dalla tradizione medievale, in particolare nella mnemotecnica. Le sue sezioni sono quelle tipiche delle retoriche classiche (inventio, dispositio, elocutio, actio, memoria), ma trattate con tono didattico e arricchite di esempi, a favore di un pubblico vasto e non limitato a predicatori. L'edizione critica ha infine fissato il testo sulla base della tradizione a stampa delle otto edizioni esistenti, proponendo uno stemma. Si è analizzata ciascuna edizione, lavorando in particolare sulle prime due (1692, 1726). Gli errori più significativi sono stati commentanti dal punto di vista filologico.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/145591
URN:NBN:IT:UNIFE-145591