Il mieloma multiplo è una neoplasia ematologica in cui sono stati ottenuti importanti risultati con i nuovi farmaci disponibili. La terapia di mantenimento ha mostrato miglioramenti in termini di PFS ma con notevoli tossicita’ ed effetti collaterali secondari. I linfociti T γδ hanno funzioni effettrici innate compresa l’azione citolitica in risposta a fosfoantigeni quali isopentil pirofosfato (IPP). Diversi studi suggeriscono un ruolo antineoplastico dei linfociti T γδ anche contro cellule di mieloma multiplo: tale azione e’ ulteriormente stimolata in vitro da zoledronato, che aumenta i livelli di IPP, ed interleuchina 2 (IL-2). Il progetto consiste in uno studio di fase II in pazienti con mieloma multiplo, al fine di indagare fattibilità e tossicita’ dello stimolo in vivo con zoledronato e IL-2 come terapia mantenimento dopo trapianto autologo cosi’ da stimolare i linfociti T γδ per controllare la progressione della malattia. Sono stati arruolati 17 pazienti con 2 risposte cliniche (11,7%), 6 progressioni (35,3%) ed una PFS del 57,9%. Interessante e’ l’osservazione che i pazienti responsivi avessero i livelli piu’ alti di linfociti T γδ sia su sangue periferico che midollare. Il trattamento è stato ben tollerato, con comparsa dei sintomi sistemici come tossicità maggiore. Non abbiamo osservato un aumento o una variazione dei linfociti T γδ, quanto un aumento dei linfociti T regolatori CD4+/CD25+/CD127- in 12 casi (70,2%). In conclusione lo stimolo con zoledronato e IL-2 rappresenta un approccio sicuro ed in grado di mantenere o di indurre risposte cliniche in pazienti con mieloma multiplo, anche se non si e’ verificata l’attesa espansione in vivo di linfociti T γδ . Miglioramenti nelle risposte potrebbero essere ottenibili con selezione dei soli pazienti responsivi. Il trattamento ha determinato un aumento dei T reg la cui interazione con i T γδ ed il ruolo nelle necessitano di ulteriori analisi sia in vivo che in vitro.
Studio di fase II di interleuchina-2 e acido zoledronico come terapia di mantenimento in pazienti con mieloma multiplo sottoposti ad autotrapianto
PELOSINI, MATTEO
2012
Abstract
Il mieloma multiplo è una neoplasia ematologica in cui sono stati ottenuti importanti risultati con i nuovi farmaci disponibili. La terapia di mantenimento ha mostrato miglioramenti in termini di PFS ma con notevoli tossicita’ ed effetti collaterali secondari. I linfociti T γδ hanno funzioni effettrici innate compresa l’azione citolitica in risposta a fosfoantigeni quali isopentil pirofosfato (IPP). Diversi studi suggeriscono un ruolo antineoplastico dei linfociti T γδ anche contro cellule di mieloma multiplo: tale azione e’ ulteriormente stimolata in vitro da zoledronato, che aumenta i livelli di IPP, ed interleuchina 2 (IL-2). Il progetto consiste in uno studio di fase II in pazienti con mieloma multiplo, al fine di indagare fattibilità e tossicita’ dello stimolo in vivo con zoledronato e IL-2 come terapia mantenimento dopo trapianto autologo cosi’ da stimolare i linfociti T γδ per controllare la progressione della malattia. Sono stati arruolati 17 pazienti con 2 risposte cliniche (11,7%), 6 progressioni (35,3%) ed una PFS del 57,9%. Interessante e’ l’osservazione che i pazienti responsivi avessero i livelli piu’ alti di linfociti T γδ sia su sangue periferico che midollare. Il trattamento è stato ben tollerato, con comparsa dei sintomi sistemici come tossicità maggiore. Non abbiamo osservato un aumento o una variazione dei linfociti T γδ, quanto un aumento dei linfociti T regolatori CD4+/CD25+/CD127- in 12 casi (70,2%). In conclusione lo stimolo con zoledronato e IL-2 rappresenta un approccio sicuro ed in grado di mantenere o di indurre risposte cliniche in pazienti con mieloma multiplo, anche se non si e’ verificata l’attesa espansione in vivo di linfociti T γδ . Miglioramenti nelle risposte potrebbero essere ottenibili con selezione dei soli pazienti responsivi. Il trattamento ha determinato un aumento dei T reg la cui interazione con i T γδ ed il ruolo nelle necessitano di ulteriori analisi sia in vivo che in vitro.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/145666
URN:NBN:IT:UNIPI-145666