Il 'Tratado de las Virtudes del Príncipe Cristiano' (1595) del gesuita Pedro de Ribadeneyra costituisce il primo trattato spagnolo dedicato esclusivamente alla critica del pensiero politico di Machiavelli. Questo studio sottolinea due linee su cui si sviluppa questa critica: da un lato, l'attacco alle tesi riguardanti l'uso strumentale della religione per parte del principe; d'altro, l'attacco alle tesi sull'incapacità del cristianesimo di generare virtù militari. La prima critica raccoglie una tendenza viva e sentita nell'antimachiavellismo europeo, specie quello di autori gesuiti. Essa si concentra sulla questione dell'uso della simulazione e la dissimulazione da parte del principe, che riconduciamo alla tradizione teorica della casuistica. La seconda critica, invece, raccoglie una tradizione antimachiavellica prettamente spagnola, eseguita prima di Ribadeneyra da autori come Ginés de Sepúlveda e Jerónimo de Osorio. Essa suppone la rivendicazione di un cattolicesimo militante caratteristico della cultura politico-religiosa iberica, che legittima l'uso della forza nelle guerre di religione spagnole.

Catolicismo militante y política jesuita en el antimaquiavelismo español del siglo XVI. El 'Tratado de las Virtudes del Príncipe Cristiano" de Pedro de Ribadeneyra

PRADES VILAR, MARIO
2011

Abstract

Il 'Tratado de las Virtudes del Príncipe Cristiano' (1595) del gesuita Pedro de Ribadeneyra costituisce il primo trattato spagnolo dedicato esclusivamente alla critica del pensiero politico di Machiavelli. Questo studio sottolinea due linee su cui si sviluppa questa critica: da un lato, l'attacco alle tesi riguardanti l'uso strumentale della religione per parte del principe; d'altro, l'attacco alle tesi sull'incapacità del cristianesimo di generare virtù militari. La prima critica raccoglie una tendenza viva e sentita nell'antimachiavellismo europeo, specie quello di autori gesuiti. Essa si concentra sulla questione dell'uso della simulazione e la dissimulazione da parte del principe, che riconduciamo alla tradizione teorica della casuistica. La seconda critica, invece, raccoglie una tradizione antimachiavellica prettamente spagnola, eseguita prima di Ribadeneyra da autori come Ginés de Sepúlveda e Jerónimo de Osorio. Essa suppone la rivendicazione di un cattolicesimo militante caratteristico della cultura politico-religiosa iberica, che legittima l'uso della forza nelle guerre di religione spagnole.
13-gen-2011
Italiano
critica a Machiavelli
Gesuiti
Pedro de Ribadeneyra
Spagna secolo XVI
Storia del pensiero politico
Prosperi, Adriano
Puigdomènech Forcada, Helena
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-145750